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Il flagello della cassa integrazione

Autore: . Data: lunedì, 17 maggio 2010Commenti (0)

Ancora duro l’effetto della crisi. La Cgil diffonde dati quasi del tutto ignorati da stampa e tv.

Il ricorso alla cassa integrazione straordinaria (Cigs) continua a crescere e registra ad aprile il volume di ore più alto degli ultimi 19 mesi, da quando cioè è iniziata questa fase di crisi. Intanto si delinea nettamente il peso della Cassa integrazione in deroga (Cigd) che, da inizio anno, ha registrato una variazione tendenziale del 652,40 per cento, per un totale di 88.384.446 ore di Cigd autorizzate nei primi quattro mesi dell’anno. Da gennaio 2009 ad aprile del 2010 le ore di Cigd autorizzate sono state 208.563.566, con un utilizzo di risorse economiche pari a oltre un miliardo di euro.

Questi dati, che sembrano non interessare i media nazionali, emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps compiute dall’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil nazionale.

Dallo studio risultano essere un milione e duecentocinquantamila i lavoratori coinvolti nei processi di Cig mentre i riflessi sulla busta paga da inizio anno segnano una perdita di circa 1,6 miliardi di euro. Secondo la segretaria confederale dell’organizzazione sindacale, Susanna Camusso, “si dimostra che se da una parte ci sono timidi segnali di miglioramento della produzione industriale, dall’altro si conferma che la strada per la ripresa è lenta e lunga e che l’occupazione in molte aziende è in pericolo e non basta più la difesa attuata con la Cig in questi mesi”.

Per la dirigente sindacale “la ricollocazione e la riorganizzazione del sistema produttivo italiano non può avvenire spontaneamente senza indirizzi di politica industriale”

Secondo lo studio della Cgil “il permanere della tendenza negativa dell’economia all’interno dei primi timidi segnali di miglioramento registrati nei primi tre mesi dell’anno” ha fatto registrare nel mese di aprile una richiesta di 115.582.620 ore di Cassa integrazione, con un aumento sullo stesso mese del 2009 del 52,94 per cento.

Nei primi quattro mesi del 2010 la Cig ha raggiunto le 415.735.539 ore con un aumento sul primo quadrimestre dello scorso anno del 103 per cento. La Cigo è quella che registra un miglioramento con un calo del 22,54 per cento sul mese precedente, per un totale di 33.141.703, mentre nel periodo gennaio-aprile aumenta del 5,59 sull’anno precedente.

La Cigs aumenta del 3,29 per cento rispetto a marzo 2010 segnando “il volume di ore di Cigs più alto degli ultimi 19 mesi, da quando è iniziata questa fase di crisi”. Per la Cgil rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente “il balzo in avanti resta consistente”, più 252,14 per cento per un volume di 176.417.362 ore di Cigs.

I settori con aumenti maggiori sono, il settore metallurgico, con un incremento del 588,18%, il settore del legno, più 586,61, il settore meccanico più 440,90 e l’edilizia più 402,53. Da questo mese, ha reso noto il sindacato, l’Inps ha diffuso i dati della Cig separando quella straordinaria dalla Cassa integrazione in deroga, “questo consentirà una maggiore profondità nella lettura dei dati e una maggiore trasparenza delle difficoltà dei settori coinvolti”.

Lo studio sottolinea come “un primo segnale già emerge dai dati della Cigs dove il ricorso elevato è il sintomo di crescenti difficoltà produttive con crisi che ormai continuano ben oltre il tetto delle 52 settimane previste dalla Cigo”. Segnala quindi una crisi che per alcuni settori assume un carattere strutturale.

La Cigd, nuovo acronimo che sta per Cassa Integrazione Guadagni in Deroga, “appare con tutto il suo peso nell’economia del nostro Paese”, con un aumento ad aprile, sullo stesso periodo del 2009, del 652,40 per cento, per un totale di 88.384.446 ore di Cigd.

Da gennaio ad aprile del 2010 le ore di Cigd autorizzate sono state 208.563.566, con un utilizzo di risorse economiche pari a oltre un miliardo di euro. I settori maggiormente colpiti, quelli che non rientrano nella normativa attuale della Cigs, sono quello dell’edilizia, dove si registra l’aumento percentuale sul 2009 più alto, ben più 5.551,01 per cento.

Da segnalare il settore del Commercio, più 2.285,03 per cento con 21.245.592 ore di Cigd e la piccola industria meccanica con 27.903.578 ore di Cigd ed un incremento del 997,97 per cento.

“In molti settori – si legge nel rapporto della Cgil – il livello delle ore di Cigs e delle ore di Cigd è simile, segno della diffusione della crisi, così come è anche il segno di un logoramento di un sistema di intervento sociale che non regge più. Solo la metà dei lavoratori, infatti, è coperta direttamente dalla Cigs mentre l’altra metà deve aspettare interventi finanziari straordinari che consentano l’accensione della Cigd”.

Le regioni maggiormente esposte nella Cigd sono la Lombardia con 28.288.586 di ore, il 546 per cento in più rispetto al 2009, segue l’Emilia Romagna con 15.068.781 di ore ed un più 4.341,57 per cento sull’anno scorso.

Intanto aumentano i ricorsi alla Cigs. Fino ad aprile 2010 sono stati già emessi 2.379 decreti, con un  più 79,95 per cento sul primo semestre del 2009, e riguardano 3.357 unità aziendali. Aumentano le crisi aziendali, salendo del 119,82 per cento ed i fallimenti, cresciuti del 56,45 per cento. In crescita anche i concordati preventivi, più 58,54 per cento e i contratti di solidarietà, più 32, che incidono sul totale dei decreti per il 13,87 per cento.

Si riducono le domande di ristrutturazione aziendale, meno 34,29 per cento e le domande di riorganizzazione aziendale, meno 19,18. “Anche questo – ha rilevato Camusso – è lo specchio di una crisi che si sta subendo e dove sono largamente maggioritari gli interventi passivi mentre sono pochi, e in progressiva diminuzione, gli interventi che prevedono percorsi di rinnovamento per il futuro”.

Nel periodo tra gennaio e aprile 2010, considerato un livello medio di ricorso alla Cig, ovvero il 50 per cento del tempo lavorabile globale, si confermano in questo periodo oltre un milione e duecentocinquantamila di lavoratori coinvolti nei processi di Cigo, Cigs e Cigd. Se invece si prendono in considerazione i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il periodo 2010 si determina un’assenza completa di attività produttiva per 511.486 lavoratori, di cui 138.101 in Cigd.

Lo studio della Cgil calcola anche i riflessi della Cig sulla busta paga: i lavoratori implicati in questi processi hanno perso, in questi quattro mesi, già oltre 1.594.185.894 di euro. “L’immobilismo del governo renderà gran parte dell’apparto produttivo del Paese obsoleto e sempre più marginale all’interno del quadro mondiale – ha spiegato Camusso – il sistema produttivo ha bisogno di scelte, di indirizzi strategici, perchè di certo la sua inevitabile ricollocazione e riorganizzazione non potrà generarsi spontaneamente. Lavoro e occupazione, sostegno agli investimenti e riduzione del carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati: questa la strategia per fronteggiare la crisi”.

L’analisi del più grande sindacato italiano disegna un quadro allarmante, ma non ‘passa’ sui media e quindi non raggiunge i cittadini, che continuano a subire un vero e proprio embargo sulle informazioni riguardanti la crisi. In particolare per quanto riguarda i telegiornali, i maggiori diffusori di notizie in Italia.

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