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I disabili mentali e lo sport

Autore: . Data: lunedì, 10 maggio 2010Commenti (1)

Uno sport senza frontiere e senza discriminazioni. Un articolo per ‘Tu Inviato’.

La Federazione italiana sport disabilità intellettiva e relazionale (Fisdir) è molto attiva e sono numerose sono le manifestazioni sportive che organizza.

Abbiamo incontrato Carlo Magrelli, dirigente della Polisportiva De Rossi di Roma da quasi ventisette anni e delegato della Federazione per la regione Lazio.

Da quanto tempo lavora o, per meglio dire, è delegato della Fisdir?

“La nomina ufficialmente è arrivata nell’aprile del 2009, ma livello pratico il mio incarico è iniziato ad ottobre, quando sono riprese le iscrizioni. Il mio ruolo principale è quello di organizzare i campionati regionali delle varie discipline. Voglio spiegare però cosa facciamo. Noi ci occupiamo di atleti con disabilità intellettiva. Si tratta di persone che praticano discipline che possono essere svolte sia a livello nazionale, sia a livello internazionale. Ci sono il calcio a 5, il nuoto, il ciclismo. Poi ci sono altre attività che vengono praticate a livello sperimentale, come il nuoto di salvamento”.

C’è un motivo che l’ha spinto ad avvicinarsi alla Fisdir?

“Tutto ha avuto inizio nella Polisportiva De Rossi. All’inizio degli anni ottanta un bel gruppo di giovani atleti ha cominciato a cominciato a svolgere il ruolo di accompagnatore per i ragazzi iscritti che avevano quel tipo di handicap. Il nostro messaggio è stato sempre quello di aprire le porte dello sport a tutti, senza discriminazioni e così con il tempo i giovani disabili sono aumentati. Dopo un po’ di tempo dall’inizio di questo esperimento il Comitato paraolimpico ci ha chiesto collaborazione perchè cercava gente con esperienza in quello specifico settore. Allora si è presentata un’occasione molto bella e pur con molto lavoro siamo riusciti a far entrare all’interno della Fisdir del Lazio ben cinquanta società intenzionate a far vivere lo sport a tutti, senza esclusioni. Per molti dei nostri ragazzi gareggiare non è solo competere, ma è l’occasione per vivere una esperienza collettiva e piacevole, sentirsi parte di una grande famiglia”.

Com’è strutturata la Federazione?

“Come una qualunque associazione. C’è un presidente nazionale, una segreteria e quindi i delegati per ogni regione. Io per l’appunto rappresento il Lazio. Abbiamo, e ne siamo orgogliosi, delle strutture mediche che seguono i nostri atleti e vigilano durante le attività, in modo da offrire una assistenza continua ed efficace. Le prove svolte dai giovani si dividono in due categorie. Una di tipo promozionale che può essere svolta da persone con requisiti fisici specifici e quelle agonistiche vere e proprie per le quali i controlli fisici sono ancora più accurati”.

Come vivono lo sport questi ragazzi?

“In modo fantastico. Mostrano una felicità immensa nel gareggiare e per loro arrivare primi o ultimi non è la cosa più importante. Qualche volta si arrabbiano, ma alla fine la cosa che conta di più è la gioia di stare insieme”.

Un anno fa, in occasione di alcuni tornei di calcetto, il presidente della Fisdir, Marco Borzacchini, ha sostenuto che lo sport è un bene e un diritto per tutti, anche per chi non ha i mezzi economici. Ci sono progetti specifici per aiutare questi giovani?

“Bisogna segnalare due aspetti importanti. Il primo è che ci sono stati dei contatti con le scuole per far sì che si aprano più porte per molti ragazzi disabili. Poi sono stati pubblicati dei bandi, in collaborazione col Campidoglio, con lo scopo di favorire l’accesso al mondo del lavoro per i meno fortunati”.

Come si sono comportate le istituzioni? Avete ricevuto aiuti?

“Il discorso è complesso. Nel caso di Roma o di altre grandi città la realtà è pià complicata di quella che riguarda i piccoli centri. Da un po’ di tempo a questa parte le varie amministrazioni soffrono difficoltà di bilancio per la crisi. Tuttavia, qualcosa si è fatta e dobbiamo riconoscere che alcuni risultati si sono anche ottenuti. Ad esempio il prossimo 22 maggio sono state organizzate delle gare d’atletica leggera a Rieti e l’amministrazione comunale ha collaborato con entusiasmo. Per quanto riguarda la capitale il lavoro da fare invece è ancora lungo. I municipi hanno sostenuto i progetti, ma il problema di fondo è che quest’ultimi hanno anche altre iniziative in corso e quindi per il futuro speriamo in un maggior attenzione nei confronti della Fisdir. In ogni modo nel complesso il rapporto con le varie istituzioni ha più aspetti positivi che negativi”.

Nel 2012 ci saranno i giochi olimpici a Londra. Come vi state preparando?

“Dobbiamo prima di tutto fare in modo che le società sportive, specialmente quelle maggiori, organizzino delle gare, almeno una volta l’anno, per offrire ai circa 4500 atleti una preparazione atletica di buon livello. La Fisdir si sta muovendo per allargare di più il numero degli iscritti e per ampliare l’organico. Ma per ottenere migliori risultati sarà necessario avere maggiori risorse economiche e noi ci stiamo adoperando per questo”.

Intervista a cura di Marco Chinicò

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Commenti (1) »

  • vincenzo morgante ha detto:

    buongiorno, mi chiamo vincenzo morgante, sono un insegnante di educazione fisica in provincia di pordenone. da alcuni anni collaboro con una cooperativa sociale che si occupa di ragazzi con disabilita’ mentale, con grande successo sto proponendo sport come nuoto, vortex, getto del peso, salto in lungo, salto in alto e velocita’.
    mi piacerebbe far fare dell’agonismo.
    come posso fare?
    certo di un vostro interessamento invio cordiali saluti
    vincenzo morgante cell. 3289788573.

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