cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Fassino svela il volto razzista del Pd

Autore: . Data: mercoledì, 12 maggio 2010Commenti (0)

L’esponente dell’opposizione non conosce il valore dei diritti civili. E non ha paura di dirlo.

In una intervista al quotidiano torinese ‘La Stampa’ il leader del Pd ed ex segretario dei Democratici di sinistra, Piero Fassino, ha messo una volta per tutte in chiaro quanto il lungo cammino di allontanamento dai valori della solidarietà e dell’eguaglianza della ex sinistra italiana si sia ormai compiuto.

Ha dichiarato il dirigente del Pd: “Fino ad oggi tutte le politiche hanno consentito porte facilmente aperte e pochi diritti. Ribaltiamo il punto: porte meno facilmente aperte ma tutti i diritti garantiti a chi è regolare e non infrange le leggi”.

Tutti i luoghi comuni più banali, demagogici e razzisti che stanno devastando la coscienza civile del Paese sono presenti nel pensiero, per altro banale, affidato al quotidiano piemontese dal parlamentare del Pd.

Fassino, misteriosamente nominato dall’Unione Europea ‘inviato per il Myammar’ (non si sa bene sulla base di quale particolare specifica competenza), è dell’idea che in Italia esista un problema di ‘porte aperte’, nonostante le critiche internazionali che da mesi fioccano contro il nostro Paese a causa delle deportazioni in Libia e per l’accordo firmato dal governo Berlusconi con il dittatore Gheddafi.

Secondo l’esponente di centro sinistra i diritti dovrebbero essere garantiti a “chi è regolare e non infrange le leggi”, perchè evidentemente ignora che i Paesi democratici ritengono il rispetto della dignità umana un valore universale, dovuto a tutti i cittadini, indigeni e stranieri, liberi o detenuti. In Italia le norme imposte dai trattati internazionali che regolano l’accoglienza nei confronti dei profughi politici provenienti da luoghi nei quali ci sono guerre o regnano regimi dispotici sono in larga misura disattese, come attestano numerose denunce da parte di chi si occupa di diritti civili, Onu compresa. Per quanto riguarda, poi, i migranti ‘per lavoro’ le procedure per la concessione dei permessi di soggiorno, l’emissione dei documenti, l’assistenza pubblica, i ricongiungimenti familiari e le più elementari condizioni di vita e la cittadinanza sono al di sotto di qualunque standard accettabile.

Le condizioni in cui sono tenuti i cittadini non italiani presenti sul nostro territorio nazionale all’interno dei Centri di identificazione ed espulsione, inoltre, sono spessissimo intollerabili, mentre la segregazione razziale è ormai un atteggiamento comune e costringe i lavoratori stranieri in ghetti, case fatiscenti, alloggi di fortuna o in vere e proprie baraccopoli.

Ma l’esponente del Pd ha le idee confuse non solo in tema di immigrazione. Ha dichiarato ancora a ‘La Stampa’: “Il voto delle regionali ci ha detto che il Nord è un problema centrale per il Pd e per il paese. E noi stiamo lasciando in mano alla Lega praterie sconfinate. Il rapporto tra Pd e società è in crisi. Dobbiamo dare risposte ai bisogni e alle paure del Nord che rappresenta il 70 per cento dei lavoratori dipendenti, il 70 per cento degli autonomi, il 70 per cento della base fiscale, il 75 per cento dell’export e dove l’immigrazione arriva al 20 per cento”.

Non sono chiare le fonti dalle quali Fassino ha preso i dati, ma secondo una ricerca della Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, per esempio, gli occupati statali a tempo indeterminato in Italia sono 3.337.626, dei quali 1.997.673 al centro sud e 1.339.953 al nord. Per i dati generali sui lavoratori occupati (pubblico-privato), lo scorso anno, sono diminuiti di 380 mila unità rispetto all’anno precedente e si tratta del primo calo annuale dal 1995. Tra i disoccupati, i cittadini di cui un tempo si sarebbe preoccupato un rappresentante della sinistra, nel sud erano nel 2009 il 13,2 per cento, mentre i giovani senza lavoro, quelli tra i 15-24 anni, sono il 27,9 per cento. Nel Mezzogiorno le donne senza lavoro raggiungono il 40,3 per cento.

Che idea ha dell’Italia l’esponente del centro sinistra? Presto detto. Il neorazzista del Pd ha risposto alla domanda: “Il Sud è un problema?” con queste parole: “Gigantesco e anche legato al Nord. Un Sud che continua ad apparire come una terra solo di crisi non fa che alimentare nel Nord un sentimento di estraneità verso l’Italia”. Ovvero, non è l’invenzione della padania celtica di Bossi a disgregare il tessuto nazionale, ma la povertà del Mezzogiorno alla quale il governo Berlusconi continua a tagliare risorse.

E sulla scuola? “Serve un grande piano per potenziare asili e materne – ha sostenuto Fassino – In Germania il 35 per cento ha il posto garantito. Noi siamo al 10. Arriviamo al 35 e il conflitto non ci sarà più. Se si tutelano solo gli italiani si producono segregazione e insicurezza. Ma se tuteli l’immigrato in base al principio che è più povero avrai l’italiano contro. Serve una doppia risposta”. Insomma, se lo Stato si preoccupa dei più deboli, che sarebbero gli immigrati, gli indigeni si potrebbero ‘arrabbiare’. Nella strana visione dell’esponente ex comunista ci vorrebbe una “doppia risposta”, della quale però sono sconosciuti i contorni. Anche perchè si suppone come in una democrazia tutti abbiano diritto ai servizi pubblici, all’istruzione ed alla sanità, indipendentemente dalla nazionalità.

Sulla necessità di costruire case popolari ha infine sostenuto Fassino: “Anche in questo caso urge un grande piano di social housing. Nel Paese c’è un 25 per cento di italiani che non è proprietario, per lo più anziani e giovani che non hanno risorse sufficienti. Ora l’ingresso degli immigrati aumenta la domanda”. Che fare allora, visto che le casse sono vuote? Dove trovare le risorse? Il novello segregazionista-liberista ha le idee chiare: “Non è detto che debbano essere tutte pubbliche. In Lombardia la Fondazione Cariplo sta investendo molto dei suoi dividendi in un vasto programma di social housing”. Insomma, lasciare alle banche e alle imprese private il mercato dell’edilizia popolare sarebbe, a suo parere, una soluzione a garanzia delle fasce più deboli della popolazione.

Fassino, dopo la sua intervista, ha incassato i complimenti del il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli: “Ho letto con vivo interesse l’intervista di Fassino su ‘la Stampa’. Le sue riflessioni su una politica di eccessivo permissivismo in tema di immigrazione fanno sperare che, oltre a Fassino, sia tutto il centrosinistra a ripensare la questione, liberandosi dalla demagogia dell’accoglienza facile e indistinta”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008