cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Liberati i cooperanti di Emergency

Autore: . Data: lunedì, 19 aprile 2010Commenti (0)

Garatti, Dall’Aira e Pagani tornano a casa. Adesso è il momento delle domande.

Alle 15,55 di ieri la notizia è diventata ufficiale dopo un lancio dell’agenzia Ansa, ma sin dalla mattina si rincorrevano voci su una possibile rapida conclusione della vicenda.

La base dell’accordo con il governo di Kabul, ha dichiarato in una conferenza stampa il ministro degli Esteri Frattini, prevede che nel caso siano accertate in futuro responsabilità nell’organizzazione di presunto attentato contro il governatore della provincia di Helmand, Gulab Manga, sarà la giustizia italiana ad affrontare un’eventuale giudizio nei confronti dei tre cooperanti.

Ma dimostrare lo stato di confusione che regna nel nostro ministero degli Esteri, il contenuto di un comunicato dell’Nds, lo spionaggio afgano, nel quale si legge che i tre appartenenti ad Emergency “non erano colpevoli” e che “sono stati consegnati alle autorità italiane”, non presupponendo alcuno sviluppo futuro delle indagini.

Non solo. Sempre gli 007 afgani hanno reso noto che anche cinque dei sei cooperanti di quel Paese, arrestati insieme ai nostri tre connazionali sono stati rilasciati. Il sesto, sospettato di aver nascosto le armi nell’ospedale di Lashkar-gah, resta “in custodia”. Per i servizi di intelligence “il piano è stato elaborato dai nemici della pace e della stabilità dall’esterno dei confini dell’Afghanistan, che hanno fatto pressioni su uno degli impiegati afghani di Emergency”. In pratica è stata una macchinazione.

Come si ricorderà il 10 aprile scorso i servizi segreti afghani di Lashkar-gah avevano compiuto una singolare perquisizione nell’ospedale di Emergency trovando esplosivi, qualche bomba a mano ed una vecchia pistola.

In otto giorni l’accusa non è stata in grado di essere provata in nessun modo e si è arrivati al rilascio dei prigionieri.

L’affaire si è concluso con rapidità e successo, ma certamente non con chiarezza. Nelle sue dichiarazioni il ministro degli Esteri ha sottolineato la gestione ‘ diplomatica’ della trattativa con le autorità di Kabul. Frattini anche specificato che i soldati britannici presenti durante il raid nell’ospedale erano stati chiamati in quanto ‘ artificieri specialisti’  e solo in un secondo momento, quando gli agenti segreti afghani avevano trovato l’esplosivo.

Questa ricostruzione è ampiamente smentita dalle immagini che con grande clamore erano state diffuse in tutto il mondo quasi in contemporanea con l’arresto dei tre cittadini italiani.

Nel filmato si vedevano entrare nella struttura sanitaria di Lashkar-gah uomini in borghese presumibilmente afghani e militari del contingente inglese con un equipaggiamento che in nessun modo ricordava quello dei disinnescatori di bombe.

Frattini ha anche spiegato come la trattativa “non ha seguito, neanche per un attimo, quelle voci piuttosto polemiche e strumentali, ma per fortuna isolate, che chiedevano al governo italiano un approccio di forzatura, imposizione e di accusa formale” nei confronti del governo di Kabul, “che avrebbe messo le autorità afghane in posizione di irrigidimento” e specificato: “Anche il Pd ha tenuto un atteggiamento misurato e prudente, senza fughe in avanti e senza richiesta strane e inaccettabili, come invece qualcuno dell’opposizione, non del Pd, ha voluto avanzare”, ribadendo la tradizionale polemica con l’Idv di Di Pietro.

La violazione dei diritti di Garatti, Dall’Aira e Pagani è evidente perché in tutto il tempo della  detenzione non è stata dimostrata alcuna prova della loro colpevolezza.

Le domande su questa misteriosa vicenda, però, restano. A cominciare dal rilascio. il nostro governo ha ‘ promesso’ qualcosa a Karzai per accelerare i tempi?

Ed ancora: chi sono i mandanti di questo intrigo spionistico? Solo il afghani della provincia di Helmand? Come funzionano i nostri servizi segreti, se non si accorgono di manovre ai danni di strutture e personale italiano in Afganistan? E’ possibile che le autorità di quel Paese, incapaci di governare il territorio è tenuto in vita artificialmente dai militari dell’Isaf-Nato possano orchestrare una operazione di questo tipo senza il supporto di qualche forza aderente alla coalizione internazionale.

Infine, quali sono i veri motivi per i quali è stata architettata questa montatura?

La situazione in Afganistan è sempre più precaria, la strategia militare della coalizione è incapace di piegare l’esercito irregolare dei talebani e gli equilibri interni tra le diverse componenti del governo Karzai appaiono fragilissimi.

L’affaire Emergency rappresenta un avvertimento. Nei confronti di chi? Dell’associazione di Gino Strada? Delle nostre autorità militari? Del nostro governo?

Ieri è stata la giornata dei complimenti reciproci, dopo giorni di sospetti ed accuse. Speriamo che da oggi cominci un cammino di trasparenza e si apra in modo definitivo il dibattito sulla presenza italiana in Afganistan.

È impellente recuperare la via della trattativa politica, per elaborare una strategia di uscita da un conflitto che sta causando infinite sofferenze prima di tutto alla popolazione afghana, ma anche alle famiglie delle decine di soldati della Nato morti e feriti in quel lontano Paese.

Deve essere il Parlamento ad affrontare la sconfitta di questa missione di guerra travestita da operazione umanitaria.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008