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La sanità che affama

Autore: . Data: mercoledì, 28 aprile 2010Commenti (0)

Quasi 350 mila famiglie italiane impoverite a causa delle spese mediche.

Un numero elevatissimo di famiglie, l’1,5 per cento del totale, risultano impoverite dalle spese sanitarie, mentre il 4,1, ovvero quasi 1 milione, sostiene direttamente costi elevati che superano la soglia proposta dall’Oms come ‘capacity to pay’. Si tratta di uscite che divorano il 40 per cento del reddito degli sfortunati cittadini.

Il dato è emerso nel corso del convegno nazionale di Aiba (Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni) sulle ‘Casse di assistenza, sintesi tra sanità pubblica e privata: la funzione del Broker’.

Malgrado la presenza nel nostro Paese del Sistema sanitario nazionale, stando ai numeri in possesso dell’Aiba, la spesa privata in Italia è rilevante: il 23,4 per cento, di cui l’87 è  direttamente a carico delle famiglie.

Nel resto d’Europa assicurazioni, fondi e casse coprono in media circa l’80 per cento della popolazione, mentre in Italia solo il 6 delle famiglie, in genere quelle con reddito più elevato, ha una copertura sanitaria, che peraltro non sempre garantisce tutti i componenti del nucleo familiare.

Questo stato di cose, che non assicura adeguata tutela agli italiani, comporterà nelle previsioni degli analisti un rapido e corposo sviluppo delle forme di assistenza integrativa, ovvero a pagamento.

Sarà anche per effetto dei cosiddetto ‘decreto Sacconi’ col quale si rilanciano forme di sanità integrativa.

Il business che si prepara sarà corposo. Il finanziamento della spesa sanitaria italiana sfiora nel suo complesso il 9 per cento del Pil del nostro Paese e, secondo le previsioni Ecofin, raddoppierà i suoi costi da qui al 2050.

Gli sperperi, la disorganizzazione e l’occupazione da parte dei partiti del Sistema sanitario nazionale e la volontà di favorire le imprese private da parte di lobby trasversali alla politica produrrà una progressiva perdita di spazi per il pubblico, incrementando forme miste pubblico-privato che garantiranno ulteriori rendite speculative sulla pelle degli italiani.

Il presidente dell’Aiba, Francesco Paparella ha dichiarato: “Lo stanziamento nazionale, gestito dalle Regioni coprirà un livello di sanità ‘efficiente’ e totalmente gratuito per i non abbienti, al fine di garantire il dettato dall’articolo 32 della Costituzione. Per la parte eccedente servirà la compartecipazione dei cittadini attraverso le forme integrative, dove le Casse di Assistenza sono destinate ad occupare sempre maggior spazio. In questo modo si avrà, finalmente, una sanità efficiente, competitiva e di alta qualità, con la necessaria quota di solidarietà verso le parti più deboli”

Per questo motivo il ruolo delle assicurazioni “non potrà che essere integrativo e non sostitutivo – ha continuato Paparella – in qualità di pagatore per prestazioni sanitarie aggiuntive a quelle pubbliche e di distributore di polizze malattia, mentre ai broker spetterà il compito di supportare la sanità privata affiancando fondi e casse sanitarie nell’identificazione delle soluzioni assicurative migliori”.

Ma se i broker delle assicurazioni sono contenti per i possibili sviluppi futuri del sistema sanitario italiano è lo stesso per i cittadini. E perchè non viene spiegato a tutti quello che sta accadendo?

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