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La miccia alla polveriera carceri è sempre più corta

Autore: . Data: venerdì, 23 aprile 2010Commenti (0)

La situazione nei penitenziari italiani è grave. Il governo è immobile.

Donato Capece, Segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) ha espresso preoccupazione per aggressione e il ferimento ieri di un commissario di polizia penitenziaria di due agenti mercoledì a seguito di un aggressione ad opera di un detenuto nel carcere di Novara.

Il sindacalista ha spiegato: “Sono preoccupato, non posso nasconderlo. L’aggressione ad opera di un detenuto del Commissario comandante del carcere di Novara, penitenziario in cui già ieri erano stati aggrediti altri due colleghi, e qualche giorno fa gravi episodi analoghi di aggressioni a poliziotti penitenziari avvenuti anche a Como e a Tempio Pausania e, prima ancora, a Trani, Piacenza e Pesaro. Le carceri esplodono o stanno per esplodere, non ci sono altre parole”.

Ha insistito Capece: “Sono 67.452 i detenuti presenti, 6 mila sono gli agenti di Polizia penitenziaria che mancano in organico, celle sovraffollate e ad alta tensione, un solo agente che controlla cento/centocinquanta detenuti”A

“Penso anche che si debba arrivare a definire, come sostiene da tempo il Sappe, circuiti penitenziari differenziati – ha affermato Capece – in relazione alla gravità dei reati commessi, con particolare riferimento al bisogno di destinare, a soggetti di scarsa pericolosità o che necessitano di un percorso carcerario differenziato (come i detenuti tossicodipendenti), specifici circuiti di custodia attenuata anche potenziando il ricorso alle misure alternative alla detenzione per la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale”.

Leo Beneduci, segretario generale dell Osapp, altra organizzazione sindacale della Polizia penitenziaria, da parte sua ha dichiarato: “Il piano-carceri, in gestazione dal 27 aprile 2009 e la cui prossima fase vedrà la consegna degli atti al ministro Alfano il 29 aprile del corrente anno, comincia a comportare danni evidenti soprattutto alla polizia penitenziaria perché distoglie l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica dalla reale portata degli attuali problemi”.

Il responsabile del sindacato ha sostenuto che “per questo, anche attraverso le proteste in corso ed appena iniziate, vogliamo far comprendere che è assolutamente urgente che l attuale capo dell’amministrazione Franco Ionta possa continuare nel proprio prolungato impegno di commissario straordinario per l edilizia penitenziaria in altre sedi e la gestione del dipartimento e delle continue emergenze sia affidata a chi possa occuparsi di detenuti e di personale penitenziario in maniera concreta e continuativa”.

Intanto si sta estendendo anche alla Puglia la protesta della polizia penitenziaria: “Ieri è iniziato il volantinaggio davanti agli istituti penitenziari dei capoluoghi di provincia della Campania, analoghe iniziative proseguiranno nei prossimi giorni in Sicilia, Piemonte, Toscana, Lombardia e appunto Puglia”, ha reso noto Beneduci.

“Da giorni a Regina Coeli, Rebibbia e Viterbo la polizia penitenziaria si astiene dai pasti ed applica alla lettera i regolamenti, mentre lunedì inizierà sempre a Roma un sit in permanente della polizia penitenziaria – ha proseguito il sindacalista – ma si tratta di proteste che abbiamo iniziato appositamente in sordina, visto che né Alfano né Ionta sembravano essersene accorti, solo per non aggravare gli attuali disagi e tenuto conto la rivendicazione è strutturale e avrà lunga durata nel tempo, investendo anche disattenzioni e incompetenze penitenziarie che durano da anni”.

Ha concluso Beneduci: “Gli esempi del nuovo istituti di Rieti dove dopo mesi dall’apertura i poliziotti penitenziari continuano ad essere 95 e non 171 e i detenuti 90 e non 350, ovvero e presto nonostante gli ingenti stanziamenti della Provincia autonoma, per il nuovo carcere di Trento in apertura a luglio dove i poliziotti potranno essere al massimo 105/130 e non i previsti 280 per 400 detenuti, dovrebbero insegnare, in questo caso soprattutto a chi ha responsabilità di governo, che nel penitenziario è ora di smetterla di improvvisare e di buttare i soldi dalla finestra. Da quello che vediamo non sembra che tale consapevolezza sia stata ancora raggiunta da chi dovere, mentre la calura e i disagi dell’estate penitenziaria iniziano ad incombere”.

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