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La Lega, l’ignoranza ed il ‘politicamente corretto’

Autore: . Data: giovedì, 22 aprile 2010Commenti (5)

La libertà di pensiero è un principio non derogabile in democrazia. Ma anche essere ‘intelligenti’ è indispensabile. I celtico-padani sanno ragionare?

Dopo le elezioni regionali, il successo della Lega ha aperto un ampio dibattito sul rapporto che esiste tra il movimento fondato da Umberto Bossi e ampie aree del vord del Paese.

È indiscutibile che decine di migliaia di cittadini votino per il Carroccio, così come le regole della democrazia impediscono di giudicare una qualsiasi corrente di pensiero (naturalmente con l’eccezione di quelle che storicamente hanno rappresentato tragedie per l’intera umanità).

Eppure non si può far finta di non vedere quanto il livello culturale della Lega sia basso, per non dire inesistente.

Alcuni esempi.

Il figlio del Senatùr, Renzo Bossi di 22 anni non ancora compiuti e soprannominato dal padre “il trota” è stato di recente eletto nel Consiglio regionale della Lombardia.

Il ragazzo, bocciato per due volte di fila agli esami di maturità, ha raccolto dopo il premio ottenuto dalle urne i complimenti del padre: “Mio figlio è bravo e ha lavorato bene, Adesso è il primo degli eletti a Brescia. Aveva trovato la sua strada con gli studi, ma ha voluto entrare in politica e ha lavorato bene”. Il leader della Lega sa bene cosa vuol dire ‘svoltare in politica’ dopo gli insuccessi scolastici.

Lo ha raccontato Mattia Feltri in un articolo per ‘La Stampa’ di qualche anno fa: “La tappa determinante fu la successiva: venticinquenne, si iscrisse a una scuola privata, e quasi trentenne intascò il diploma scientifico. Non soddisfatto, Bossi provò a diventar dottore, e si cimentò nei corsi di Medicina. Nell’aprile del 1975, l’attempato studente potè infine calzare l’alloro: “Decidemmo di sposarci in agosto. In aprile Umberto diede a tutti la grande notizia: mi sono laureato, presto avrò un impiego come medico. Non facemmo nessuna festa, ma corsi a comprargli un regalo, la classica valigetta in pelle marrone”, ricordò intervistata da ‘Oggi’ la prima moglie, Gigliola Guidali. La qual Gigliola, tempo dopo, fiutò la balla. E Umberto, che tutte le mattine usciva di casa destinato allo stetoscopio, confessò: “E’ vero, ma è questione di sei mesi. Poi sarò dottore”. I mesi diventarono anni, e sette per la precisione. Trascorsi i quali, perduta la moglie causa divorzio, Bossi condusse la madre a Pavia per la trionfale discussione della tesi; la genitrice, però, attese in auto e le parve sufficiente”.

Un altro leghista, Stefano Galli, capogruppo alle Regione Lombardia, parlando in aula sulla giornata conto la discriminazione degli omosessuali ha detto una volta: “Noi diciamo subito di no, per tre motivi. Primo, perché chiede di celebrare con una ricorrenza il riconoscimento dell’omosessualità come ‘non malattia mentale’. Secondo chiede di promuovere campagne contro l’omofobia, che vuol dire fobia dell’omosessualità, perciò chiedono un riconoscimento ufficiale della giornata contro l’omofobia e come il punto uno. Chiudendola con una battuta, pur senza pensare che l’omosessualità sia da perseguitare, tuttavia non riteniamo sia neppure da celebrare come se l’averla fosse da ritenersi un cosiddetto colpo di culo”.

Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, parlando di immigrazione ha sostenuto: “Per contrastare l’immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge”, ignorando che uno Stato di diritto non è buono o cattivo, ma solo ‘giusto’.

Bossi, parlando ‘padania’ e di Italia è arrivato a dichiarare: “Andremo in fondo, non ci fermeremo a metà, costi quel che costi. La rivolta e la protesta fiscale sono parte della lotta di liberazione in atto perchè il nord ha le scatole piene di uno Stato delinquenziale”. E ancora: “Davanti alla rapina delinquenziale dell’estate che toglie la libertà, sappiamo come reagire ed arrivare al bersaglio. La protesta fiscale non è la fine del mondo ma una parte della lotta per la libertà”. E infine: “Se la Lombardia chiude i rubinetti l’Italia muore in cinque giorni perché vivono con i soldi dei lombardi. I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c’è sempre la prima volta”, svelando cosa intenda per ‘federalismo’.

Matteo Salvini, capogruppo della Lega al Comune di Milano, in occasione di Inter e Barcellona di martedì scorso a San Siro , ha invitato gli “amici interisti di buon cuore a comportarsi un questo modo: “Se stasera andate allo stadio, visto che grazie al geniale Moratti prima della partita sfileranno in campo venti bambini rom sgomberati da quei cattivoni del Comune di Milano… fischiate!”.

Lo stesso che ripreso durante una festa del suo partito cantava allegro: “Senti che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani, sono terroni e terremotati voi col sapone non vi siete mai lavati. Napoli merda, Napoli colera…”.

Renzo Bossi, orgoglioso del padre lo vede in questo modo: “È sempre stato il mio modello. Quando lo vedevi passare a Gemonio, dietro c’ero sempre io, con le mani in tasca come lui”, oppure alla domanda “ha fatto spesso a botte?” risponde: “Dai 17 anni in poi, per motivi politici. Capita ancora adesso”.

Ha mai fatto uso di stupefacenti il ragazzo? “Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga”, spiega orgoglioso.

Altro scambio di battute tra il giovane pluribocciato Renzo e un giornalista. “Seguirà gli azzurri al Mondiale di Sudafrica?” Risposta del Bossi junior: “No, non tifo Italia”. Perchè? “Bisogna intendersi su che cosa significa essere italiano. Il tricolore, per me, identifica un sentimento di cinquant’anni fa” rendendo chiaro il motivo per il quale a scuola andava male, per lo meno in storia. La nostra bandera fu adottata come vessillo l’8 ottobre 1796 propio nella sua amata Lombardia.

La questione Lega in Italia ha bisogno una volta per tutte di essere affrontata con serietà. La favola sui legami con il territorio di quel partito è una delle ormai innumerevoli prove della confusione che regna nella politica italiana.

Il partito di Bossi si configura sempre di più come un aggregato rozzo e populista, ispiratore di un ‘ livellamento verso il basso’ che dovrebbe imporre non solo riflessioni profonde, ma anche immediate contromisure. Prima fra tutte quella della riaffermazione del primato dell’intelligenza.

Eppure non accade e ci sarebbe da chiedersi il perché?

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Commenti (5) »

  • Francesco ha detto:

    Mi sembra una valutazione del tutto superficiale e piena di luoghi comuni. A parte che la Lega è probabilmente il partito che ha più laureati nella classe dirigente (i Big: Maroni, Cota, Calderoli, Galli, Zaia, Giorgetti, Castelli, etc sono tutti laureati, la stessa cosa non si può dire degli altri partiti) e prende voti trasversalmente da tutte le classi sociali (specie in Veneto dove è percepito come “partito di popolo”). Ovvio, a certi media e a certi poteri (che hanno tutti gli interessi a mantenere una configurazione centralista e assistenzialista dello stato italiano) fa comodo raccontare solo certi aspetti della Lega e del suo “popolo”, che molto probabilmente ci sono in tutti i partiti. Avete mai visto giornalisti “sotto copertura” intrufolarsi nelle feste dell’Unità o dell’ex AN, o dell’IDV? NO, lo fanno solo con la Lega. Nel mio cumune, amministrato dalla sinistra, sono stati messi dei tornelli nelle mense delle scuole per evitare che chi non paga usufruisca del servizio. E cosi in decine di altri comuni, ma non ho mai visto notizie sui giornali a riguardo. Ogni cosa fatta da un sindaco leghista invece “fa scandalo” anche se altri sindaci, magari di sinistra, hanno fatto la stessa cosa.
    Le idee della Lega tra l’altro (Padania, Federalismo, aAutonomia dei popoli all’interno dello statao italiano), sono direttamente riconducibili a quelle della lotta partigiana e al documento chiamato “Carta di Chivasso” firmato dai rappresentanti della Resistenza alpina. Queste idee sono però state “occultatate” sapientemente dalla sinistra (avete mai sentito parlare dei partigiani che erano in gran parte autonomisti e anticentralisti?? no, appunto…). Gli “ideologi” della Lega poi (Guido Fanti e prodi che parlavano di Padania, il professor Miglio, linguisti e antropoligi), sono tutt’altro che definibili ignoranti e rozzi. Certo, soprattutto per avere una visibilità che altrimenti non avrebbero, alcuni sono costretti ad andare sopra le righe, e lo ha spiegato bene Zaia in un’intervista pubblicata poche settimane fa.
    In quanto a Bossi Jr, beh, è un bersaglio molto facile con cui prendersela..guarda coso il figlio del leader politico più discusso e probabilmente odiato che ci sia ha avuto (incredibile a credere, traete voi le conclusioni) un compito di maturità diverso dai suoi compagni…
    Sarà subissato da repliche e insulti, ma non importa, ho detto ciò che penso sia la realtà.
    Saluti

  • Repetto ha detto:

    Stia tranquillo, il nostro lettore Francesco: dalle nostre parti non è consentito insultare e i commenti di quella natura non vengono da noi pubblicati. Per una precisa scelta di civiltà. Se qualcuno, ad esempio, per replicare alle canzonacce sui “napoletani terremotati” si augurasse il lancio di una bomba su qualche città padana, noi censureremmo senza indugio una simile prova di imbecillità. Evidentemente, caro Francesco, non siamo tutti uguali. Evidentemente, non basta qualche laurea in salsa leghista per dare prova di civiltà o di senso dello Stato o della giustizia. Per non parlare dei diritti civili: non è forse segno di inequivocabile rozzezza intellettuale e politica l’essersi esercitati in prove di penoso sarcasmo sulla pelle di bambini rom a cui è stato precluso il diritto allo studio in terza elementare? Ci consenta, gentile lettore: lei ha risposto ignorando il merito dei problemi. Proprio con superficialità. Inoltre, la citazione degli “ideologi” del movimento in questa circostanza è un vero e proprio boomerang: “aver studiato” non diviene forse un’aggravante (e non certo un merito) se i risultati di cotanto insegnamento si rivelano utili a diffondere comportamenti di degrado sociale e civile?

  • Francesco ha detto:

    Io penso che ci sia un problema di forma. Al giorno d’oggi conta più la forma che la sostanza. Ovvio, certe affermazioni sono esagerate, e non condivisibili ma credo che nessuno in fin dei conti la voti per quello.La gente vota la Lega per l’attenzione che rivolge al territorio, per il progetto di federalismo, per il fatto che sia un partito che essenzialmente è nato dal popolo e dal suo malcontento per lo stato centrale. Tant’è vero che elettoralmente la Lega è cresciuta avendo al governo ministri seri e moderati come Maroni e Zaia (sono rozzi e razzisti anche loro? suvvia..) e amministratori validi come Tosi o la Gancia o Gobbo o Giordano. Molti politologi e anche molti politici (ricordo le affermazioni della Bindi poco dopo le recenti elezioni) sono concordi nel dire che la Lega “predica male e razzola bene”, cioè che al di là delle eccessive sparate che ALCUNI suoi esponenti fanno (una minoranza rumorosa a fronte di centinaia di amministratori locali), quando governa, specie localmente, lo fa in maniera seria e responsabile e ha una buona classe di amministratori. (e testauali parole hanno detto diversi esponenti di sinistra tra i quali Chiamparino). Il fatto che Verona e Treviso siano secondo la Caritas ai vertici nazionali per quanto riguarda l’integrazione degli immigrati a mio avvismo la dice lunga.
    Saluti

  • marco de nardi ha detto:

    Francesco, evidentemente, non sa di cosa parla. Il federalismo nasce per rafforzare lo stato centrale, non per il contrario. ‘De pluribus unum’ è il principio fondante degli Stati Uniti d’America. Non è in veneto-lombardo-piemotese, ma in latino (antica lingua romana). Per il sostenitore celtico-padano sarà necessaria una traduzione: “Da molti, uno”. Maroni, negli ultimi mesi sulla questione immigrazione ha costretto l’Italia a violare qualunque trattato internazionale per quanto riguarda il diritto d’asilo, Zaia con le quote latte ha di fatto devastato il mercato e imposto una manipolazione del bilancio dello Stato (fondi per le zone svantaggiate). Il povero lettore leghista è l’esempio avvilente di chi non sa pensare con la propria testa e segue ‘trota’o un ministro che definisce una legge da lui stesso firmata come una porcata, un segretario che si è inventato una laurea e non l’aveva e che è stato condannato per finanziamento illecito, un ministro che in tutta Europa è conosciuto come un razzista, un altro che alla giustizia ha permesso gli ‘sconticini’ per Berlusconi che fanno orrore a tutto il mondo. E tutti insieme, i leghisti, fedeli al Cavaliere, l’unico premier conosciuto nel mondo civile che si salva dai processi a suo carico (per corruzione) cambiando le leggi. Francesco, lascia perdere, vota Lega e non ti preoccupare. Sei esattamente l’italiano medio dell’Italietta di sempre. Un suddito che ha quello che vuole. Fino al prossimo padrone. Salvo che adesso la festa è finita, perchè di soldi non ce ne sono più e se hai un figlio fai presto a farlo andare all’estero (dai pericolosi stranieri) perchè altrimenti farà la fame e non come il figlietto pluribocciato di Bossi, che prende 14 mila euro al mese per non tifare Italia.

  • carlo ha detto:

    IL TROTA, è PERFETTO nell’epoca del paraculismo pdl, è i…. e i…. alpunto giusto, davvero brutto da guardare, l…. quanto basta 12.500 euro r…. al paese e alle ns tasche altro che roma ladrona, votato per forza e con voti obbligati dal padre, pessimo esempio educativo, familiare e politico. credo che anche i leghisti l’abbiano votato con il naqso turato. non ha mai fatto niente a parte collezionare bocciature a scuola, disprezzato anchge dai suio compagni di scuola, quando parla sembra uno p…., degno compare del governo corrotto di silvio.
    bossi il vecchio parla di roma ladrona , ma si mette in tasca 900 mila euro all’anno nostri degli italiani, anche del sud. LA PADANIA, non esiste, esiste l’italia, punto di vista meschino e limitato quello della Lega. Se vuole essere credibile, allora inizi a lasciare i soldi di Roma, e i ministri e paralmentari lavorino gratis.
    Per i LAUREATI LEGHISTI, ma scherziamo? un cota, un calderoli? povera italia. Si lauerati in opportunismo.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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