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Il vulcano, gli aerei e la nuvola ‘virtuale’

Autore: . Data: mercoledì, 21 aprile 2010Commenti (0)

Preoccupanti dichiarazioni di Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’allarme è stato causato da calcoli, non dalla verifica dei fatti.

“È una previsione, uno sviluppo di un modello matematico. È tutto da verificare se ci sarà questo picco della nube sull’Italia e quanto sarà grande. È un’ipotesi. Non c’è nessuna certezza per il momento” ha affermato il geofisico Boschi.

Secondo lo studioso “la nube è virtuale, nel senso che la previsione viene fatta sulla base di modelli matematici e ha grossi margini di incertezza. Questo andrebbe verificato sperimentalmente con le prove che si fanno con aerei speciali usati per questo scopo. Tutte le affermazioni che vengono fatte sono puramente fantasiose. È solo una verifica sperimentale che può dare a questa domanda una risposta certa”.

L’evento islandese ha portato alla luce l’impreparazione dell’Europa. Secondo Boschi “la ricerca vulcanologica è poco finanziata, si spende molto per gli altri pianeti quando non si sa abbastanza del nostro. Basti pensare che non c’è un sistema di monitoraggio europeo, ognuno fa un pò come vuole, quando parlare di confini politici in questo caso non ha senso”.

Per una volta è l’Italia a fornire una buona capacità di gestione delle eruzioni. Ha spiegato il sismologo: “Noi monitoriamo strettamente l’Etna e ad esempio abbiamo visto i segni di una eruzione imminente, forse entro un mese. L’eruzione del 2002 fu paragonabile a questa, ma le ceneri sono state spinte verso l’Africa e non hanno fatto notizia. In quel caso ci fu una grande collaborazione con le autorità degli aeroporti di Sicilia e Calabria”.

Sulla previsione di quanto potrebbe durare l’eruzione del vulcano islandese, il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha spiegato che “la previsione in senso stretto non è possibile allo stato attuale. Sembrava che fosse diminuita l’attività ed adesso sembra che abbia un pò ripreso”. “Sostanzialmente – ha insistito – sembra che abbia un comportamento costante e non credo che l’eruzione durerà molto, ma questa è una mia sensazione”.

La vicenda del vulcano islandese sta facendo emergere la necessità di ben più efficaci strumenti di ricerca scientifica in queste emergenze.

Il ‘modello matematico’ potrebbe aver parallizato il traffico aereo per nulla visto che nessuno è andato a verificare sul campo lo stato delle cose. Anche se la prevenzione è certamente lo strumento migliore per scongiurare incidenti.

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