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I ‘miglioramenti’ di Minzolini

Autore: . Data: giovedì, 1 aprile 2010Commenti (0)

Il ‘direttorissimo’ del Cavaliere sostituisce alcuni conduttori del Tg1. All’insegna del “largo ai giovani”.

A tre giorni dalle elezioni Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso lasciano le ambite poltrone da conduttori e tornano a sedersi su quelle meno importanti riservate ai redattori ‘normali’.

Saranno sostituiti da Francesco Giorgino, Laura Chimenti e Francesca Grimaldi tutti e tre, ‘casualmente’ indicati come in quota centro destra.

I consiglieri indicati dal Pd, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, dopo aver partecipato a numerosi episodi di lottizzazione, adesso si sono accorti che la situazione “non è più tollerabile” ed hanno chiesto l’intervento del presidente Garimberti, anche lui rigorosamente nominato sulla base della spartizione partitica dell’azienda, perchè garantisca chi lavora nella tv pubblica, in realtà solo chi non è ritenuto vicino al governo.

Hanno detto i due consiglieri: “Ormai è evidente che al Tg1 è in corso una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore. La settimana scorsa era toccato al caporedattore Massimo de Strobel, oggi Minzolini ha annunciato al comitato di redazione che sono stati sollevati dal loro incarico di conduttore Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, tutti professionisti che hanno contribuito a scrivere la storia di quella che un tempo è stata la più importante testata televisiva. Avevamo chiesto al direttore generale di fermare il disegno di annientamento dei valori, delle culture e delle autonomia professionali portato avanti con determinazione stalinista dal direttore del Tg1 e pertanto lo riteniamo corresponsabile di queste decisioni. Al presidente chiediamo un intervento a garanzia e in difesa di tutti coloro che in questa azienda hanno lavorato e lavorano con professionalità, serietà ed apprezzamento generale. Quanto sta avvenendo al Tg1 è il segno di un’arroganza che calpesta regole aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile: non è in gioco soltanto la credibilità di quella testata ma dell’intero servizio pubblico”.

Per la Federazione nazionale della stampa “la notizia di una rimozione dagli incarichi di conduzione del Tg1, di colleghi come Di Giannantonio, Damosso e Ferrario, rischia di configurarsi come rappresaglia piuttosto che come un normale esercizio dei poteri del direttore che il contratto tutela”.

Non esiste un solo italiano che non sappia come la caratteristica prevalente necessaria per lavorare alla Rai sia quella di essere ‘indicati’ da un partito. E questo da decine di anni. Chissà dove erano i rappresentanti del centro sinistra e della Fnsi nel frattempo e chissà perchè invece di ‘partecipare’ a passate spartizioni non si sono allontanati dalle stanze in cui avvenivano le trattative o non hanno rimandato a casa chi chiedeva raccomandazioni. En ancora chissà perchè non hanno chiesto a gran voce concorsi, turnover, promozioni e contratti di collaborazione trasparenti.

Con sicurezza, intanto, Minzolini ha reagito alle critiche: “Sono diciotto precari e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo e i documenti, né quelli a favore, né quelli contro, non c’entrano assolutamente niente. Sono liturgie che non mi appartengono”.

Peccato che le lettere di solidarietà alla sua linea filogovernativa esistano e non possano essere smentite e peccato che in video non andranno i precari ‘neoassunti’, ma tre persone che non hanno mai nascosto le proprie ‘simpatie’ politiche.

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