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Allarme riforme

Autore: . Data: mercoledì, 7 aprile 2010Commenti (0)

In accellerazione la corsa verso il regime. La Lega vuole affidare a Bossi e Calderoli il cmpito di cambiare la Costituzione.

Ieri la Lega Nord ha sottolineato le priorità dei prossimi mesi nell’agenda di governo, indicando nella riforma della Costituzione ed in modifiche sostanziali nella giustizia, nei ministeri e nella scelta degli amministratori locali i temi dell’agenda politica postelettorale.

Il falso problema delle ‘regole’ continua ad impegnare il Palazzo. L’obiettivo di ‘modernizzare’ il Paese, di moralizzarlo diminuendo il numero dei parlamentari, di eliminare il Senato è un pericolo per la democrazia. I guai determinati da un personale politico di terz’ordine si possono risolvere solo con una profondo rinnovamento dei gruppi dirigenti dei partiti. Non è il gioco ad essere in crisi, ma i giocatori che sono incapaci.

Dopo la vittoria alle regionali il partito di Bossi è diventato più aggressivo che mai ed a sinistra non si comprende come la combinazione tra Berlusconi e Carroccio sta rendendo l’Italia un Paese reazionario, razzista e xenofobo, mentre il cosidetto federalismo sta moltiplicando i centri di affari aumentando a dismisura l’invadenza dei partiti nella macchina statale.

In una intervista a ‘Il Corriere della Sera’, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha negato che dopo la vittoria in Piemonte e Veneto, i celtico-padani vogliano aumentare il proprio peso nella maggioranza di centro destra, anche se pressioni per espugnare anche il comune di Milano ed aggiudicarsi il prossimo sindaco sono quotidiane.

“Noi – ha detto Maroni- non chiediamo nè posti nè nuovi assetti di governo” e per la sostituzione di Zaia al ministero dell’Agricoltura “decide Berlusconi, se vuole assegnarlo a noi faremo bene, ma su questo non abbiamo istanze”.

La Lega però ha chiesto “che sia affidato a Bossi e Calderoli il compito di formulare una proposta di grande riforma della Costituzione disegnando il nuovo assetto costituzionale e federale. Credo che la Lega lo meriti, che sia il riconoscimento del nostro straordinario successo. Siamo pronti e soprattutto abbiamo la capacità per farlo”, ha spiegato il ministro.

Nel Pdl “tutti sanno che chi può davvero cambiare le regole siamo noi visto che non abbiamo cambiali da pagare – ha aggiunto Maroni – siamo gente concreta che non si fa comprare. Anche Berlusconi sa che se vuole davvero fare la grande riforma non può che affidarsi alla Lega, noi siamo leali. La nostra vittoria rafforza il governo. Se vuole passare alla storia non può che stare con noi”.

L’immagine del partito ‘trasparente’ non è corrispondente alla realtà. Il Senatùr, infatti, è stato condannato con sentenza definitiva per finanziamento illecito dei partiti ad otto mesi di reclusione per aver ricevuto denaro durante tangentopoli. Inoltre Bossi, che dovrebbe riscrivere la Costituzione, è stato condannato anche per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per aver detto: “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”, “Il tricolore lo metta al cesso, signora” rivolgendosi ad una donna che lo esponeva alla finestra di casa ed infine: “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore”.

Sempre Bossi, infine, per alcuni anni ha finto di essere laureato in medicina e chirurgia, mentendo alla prima moglie e tentando persino di ingannare la madre, come ha raccontato Mattia Feltri in un articolo per ‘La Stampa’ di qualche anno fa: “La tappa determinante fu la successiva: venticinquenne, si iscrisse a una scuola privata, e quasi trentenne intascò il diploma scientifico. Non soddisfatto, Bossi provò a diventar dottore, e si cimentò nei corsi di Medicina. Nell’aprile del 1975, l’attempato studente potè infine calzare l’alloro: “Decidemmo di sposarci in agosto. In aprile Umberto diede a tutti la grande notizia: mi sono laureato, presto avrò un impiego come medico. Non facemmo nessuna festa, ma corsi a comprargli un regalo, la classica valigetta in pelle marrone”, ricordò intervistata da ‘Oggi’ la prima moglie, Gigliola Guidali. La qual Gigliola, tempo dopo, fiutò la balla. E Umberto, che tutte le mattine usciva di casa destinato allo stetoscopio, confessò: “E’ vero, ma è questione di sei mesi. Poi sarò dottore”. I mesi diventarono anni, e sette per la precisione. Trascorsi i quali, perduta la moglie causa divorzio, Bossi condusse la madre a Pavia per la trionfale discussione della tesi; la genitrice, però, attese in auto e le parve sufficiente”, voleva evitare di ‘scoprire’ l’ennesima balla del figlio.

Secondo Maroni, un leader con un simile passato, insieme a Calderoli, l’inventore di una legge elettorare da lui stessa definita “porcata” dovrebbero occuparsi delle regole sulle quali si fonda lo Stato.

Per il ministro le priorità sono il Senato federale, la riduzione dei parlamentari che “si deve fare subito” e l’adozione del modello presidenzialista francese. “Se sono chiare competenze del governo e delle Regioni, assegna il giusto potere a chi viene eletto direttamente dal popolo e deve poterlo esercitare. La nostra sfida è di farla approvare dai due terzi del Parlamento e riusciremo a vincerla. Noi apriremo il confronto con le opposizioni, con la società civile, con la magistratura. L’ho già detto in passato: il Pd è per noi un interlocutore indispensabile. Abbiamo tre anni davanti (…) abbiamo già riformato le pensioni e il Welfare, ora Bossi e Calderoli sono le persone giuste per fare il resto”.

“Il presidente Fini e i suoi possono dare un contributo sul presidenzialismo. Ma ci vuole qualcuno che coordini e la regia deve essere della Lega. Del resto noi siamo il vero motore e dunque il soggetto giusto” ha insistito Maroni.

Nel campo delle modifiche all’ordinamento giudiziario il leghista ha sottolineato l’esigenza di separare le carriere della magistratura e eliminare il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, Poi, seguendo la traccia indicata da Berlusconi, perennemente impegnato nello sfuggire ai processi a suo carico per reati gravi come la corruzione, Maroni ha spiegato che l’attuale sistema “ha portato a una totale assenza di responsabilità da parte dei magistrati che sbagliano o che non fanno le cose come devono essere fatte. Noi dobbiamo eliminare la foglia di fico che alcuni magistrati usano per fare operazioni politiche”. Ci sarebbero due Csm, ha continuato Maroni, e i pm dovrebbero stabilire una lista si reati a cui prestare maggiore attenzione.

La Lega, intanto, dopo aver “prenotato” un posto per Bossi come prossimo candidato sindaco a Milano, non esclude, sempre secondo il ministro, di presentare come candidato primo cittadino a Napoli un legista.

Il centro sinistra sembra assente ed alcuni suoi esponenti appaiono persino disponibili a dialogare con il centro destra sulle riforme. Giorgio Merlo, del Pd ha detto ieri: “Le riforme devono essere condivise, e, quindi, senza arroganza da parte del centro destra, ma si devono fare. Non c’è alternativa credibile a questo impegno politico” e poi ha aggiunto: “Ora il Pd, al di là dei proclami, deve sciogliere un nodo di fondo: o si asseconda l’approccio distruttivo di chi, anche nell’opposizione, lavora per il tanto peggio tanto meglio, oppure si partecipa in modo costruttivo alla definizione di un buon assetto istituzionale, con il solo obiettivo di lavorare nell’interesse del Paese”.

Merlo, ex democristiano, dimostra quanto sia grave il ritardo di analisi sulla situazione politica del Paese da parte di una consistente area dell’opposizione. Porre una diga ed impedire qualunque modifica della Costituzione dovrebbe essere il primo impegno per le forze che cercano di fermare la deriva berlusconiana, ma la confusione regna sovrana nel partito di Bersani e questo lascia le porte aperte al processo di smantellamento dello Stato di diritto in Italia.

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