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Una Repubblica con le mani bucate

Autore: . Data: giovedì, 4 marzo 2010Commenti (0)

Sono 17 i milardi di euro che lo Stato spende al di fuori di qualsiasi controllo.

Nel 2010, secondo il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, 17 miliardi di euro, ovvero il 3 per cento delle spese finali del bilancio dello Stato, usciranno sfuggendo “a qualsiasi controllo”.

Per Canzio le ragioni di questo fenomeno abnorme risiedono nela “spinta autonomistica” e nel “crescente riscorso per la gestione di risorse pubbliche ad enti strumentali costituiti anche nella veste giuridica di soggetti di diritto privato”.

In passato il Ragioniere genrale aveva già sottolineato in un audizione in Parlamento che i bilanci di Protezione civile, Corte dei conti, dipartimento per l’Editoria e le Università ed altre articolazioni dello Stato in virtù della propria autonomia non presentano i propri bilanci al suo ufficio, che fa capo al ministero dell’Economia.

Le conseguenze di questo black out non possono non far pensare alle recenti inchieste sulle attività del regno di Bertolaso, che per l’appunto è al centro di una discussione accesissima a causa di una gestione dei propri fondi del tutto ‘indipendente’.

Canzio dirige un istituto che ha il ha il compito di vigilare sulla correttezza dei conti ed ha chiarito che “per tali enti e organismi pubblici andrebbe attentamente valutata l’opportunità di prevedere forme di conoscenza e monitoraggio della spesa”.

Il problema, ha spiegato il Ragioniere generale, riguarda possibili “malversazioni”, comportamenti “dolosi” ed anche e soprattutto una “scarsa diligenza nell’applicazione delle normative”.

In questo ultimo caso c’è “un serio pericolo per una sana amministrazione e per una corretta gestione di risorse pubbliche”.

L’alto funzionario ha parlato anche di “coni d’ombra dove si annida il tarlo della diffusione di una sottocultura in base alla quale si ritiene possibile realizzare attività di gestione caratterizzate da interpretazioni superficiali o di comodo delle normative”, che in concreto vuol dire evitare la trasparenza, con conseguenze facilmente immaginabili.

Oltre a questi già gravissimi problemi, per Canzio c’è anche la questione della scarsità di risorse necessarie per effettuare i controlli e per questo il numero di ispezioni della Ragioneria sta diminuendo.

Per comprendere bene la serietà della sitazione si deve tener conto che l’Italia ha il debito pubblico più alto d’Europa e che questo tarlo che divora in interessi cifre immense continua a crescere. Nel 1994 era del 124 per cento del Pil, nel 2001 grazie ad alcune operazioni di risanamento operate dal centro sinistra era sceso intorno al 110 per cento, mentre la cura Berlusconi lo ha riportato di nuovo al 120.

Al di là della propaganda televisiva del governo di centro destra nulla si sta facendo per risolvere il problema del debito e le conseguenze della diminuzione di entrate causate dalla crisi e da una spaventosa evasione fiscale.

Intanto l’economia ristagna, le uniche riforme riguardano interessi di lobby e gruppi specifici e per il resto si va avanti alla giornata.

L’Italia è sempre più povera e meno competitiva rispetto agli altri Paesi, come testimoniano numerosi indicatori internazionali.

Ma il Paese ‘felice’ del cavaliere neppure lo sa, perchè i cittadini sono bombardati con promesse demagogiche via tv e convinti che i problemi seri siano legati alle leggi salva premier, alle intercettazioni, ai magistrati ‘rossi’.

Intanto 17 milardi di euro spariscono nel nulla e neppure chi dovrebbe controllare sa dove siano finiti.

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