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Oltre le chiacchiere la disoccupazione

Autore: . Data: giovedì, 25 marzo 2010Commenti (0)

Berlusconi urla contro i giudici e parla di ripresa. Intanto i senza lavoro sono un esercito.

Il tasso disoccupazione negli ultimi quattro mesi dello scorso anno ha raggiunto l’8,6 per cento, il livello più alto dal 2001.

Lo ha rilevato l’Istat, che ha calcolato in oltre due milioni i senza lavoro, 369mila in più rispetto allo stesso periodo 2008.

In questo dato, forse, si riassume il grande inganno del centro destra, che non solo è stato incapace di affrontare la crisi finanziaria mondiale, ma ha trascinato il Paese per mesi in un mare di inutili polemiche sulla giustizia e sui processi per corruzione contro il presidente del Consiglio invece di lavorare per risolvere il primo dei problemi: quello del lavoro.

E mentre Forbes, la rivista americana specializzata in Paperon de’ Paperoni, assegna alla famiglia Berlusconi un reddito in crescita nel 2009 rispetto all’anno precedente per 2 miliardi e mezzo di dollari in Italia si diventa sempre più poveri.

E come sempre piove sul bagnato, perchè è al Sud che le cose vanno peggio: meno 3 per cento, pari a 194 mila persone buttate fuori dal posto di lavoro.

Al Nord non va meglio, meno 1,3 per cento e 161 mila licenziati, mentre al centro con ‘solo’ lo 0,5 per cento a casa sono andati in 25 mila.

E siccome lo sfruttamento si accompagna sempre alle crisi, ai meno 527 mila cittadini italiani caduti nel baratro della disoccupazione fa riscontro la lieve crescita di occupazione per quelli stranieri, più 147 mila persone, probabilmente ‘scelti’ perchè meno costosi, meno esigenti e più ricattabili.

Nel complesso in Italia nel 2009 hanno avorato in 23 milioni, su 60 milioni circa di abitanti.

Inquietanti le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi (con un reddito nel 2009 di 155.915 euro, quasi 13 mila al mese), che dopo essersi ‘rallegrato’ perchè a suo parere il dato medio della disoccupazione in Italia nel 2009 è inferiore di 1,6 punti a quello dell’Eurozona, ha sottolineato come circa un milione di lavoratori ha usufruito degli ammortizzatori sociali “che hanno garantito la sopravvivenza del posto di lavoro”.

Si riferiva, il ministro, alla cassa integrazione, ormai endemica e comunque non in grado di risolvere da sola i problemi strutturali dell’economia nazionale.

E mentre il ‘bollettino dal fronte’ annunciava la sciagura i media si sono occupati d’altro. Ieri delle ennesime dichiarazioni del premier sulla giustizia, di improbabili ‘riforme istituzionali’, del celtico padano Bossi che vuol prendere al Nord più voti rubandoli al suo alleato Berlusconi ed anche dei festeggiamenti notturni del giocatore dell’Inter Balotelli.

La questione del lavoro è quasi assente nell’informazione nazionale, perchè i cittadini non leggono volentieri questo tipo di notizie. Il risultato è che non se ne parla e fa più scalpore Aldo Busi mentre litiga all’Isola dei Famosi del calo vertiginoso dell’occupazione.

Alle responsabilità del governo, alla totale incapacità dell’opposizione nel saper coinvolgere l’opinione pubblica sui temi reali che rischiano di travolgere l’equilibrio del Paese si associa l’insipienza dei cittadini, indisponibili ad affrontare la realtà.

L’Italia appare sempre più come un reality show, dove si ha l’impressione di poter vedere tutto ed in realtà non si vede nulla, se non quello che le astute mani degli ‘autori’ lascia passare attraverso le strette maglie della demagogia.

Fino a che un mattino…

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