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Gli strepiti del Pdl per le liste bocciate

Autore: . Data: giovedì, 4 marzo 2010Commenti (0)

Brutti segnali di scarso rispetto per la democrazia.

Ieri alcuini esponenti del centro destra, iracondi per la bocciatura delle liste in Lombardia e Lazio, ma incapaci di guardare alla realtà dei fatti hanno fatto dichiarazioni inquietanti.

Il ministo della Difesa, Ignazio La Russa, non nuovo a dichiarazioni che nel suo delicatissimo ruolo sarebbe meglio evitare ha detto mettendo le mani avanti: “Non vorrei fare la parte dell’eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto”.

Poi ha aggiunto: “A Roma i radicali hanno commesso un atto di violenza e il magistrato ci ha impedito di presentare le liste. Per non parlare di quelli del Pd… Visto che gli è andata male con il gossip, con le zoccole, con i processi di Berlusconi e con le bugie, ora hanno scoperto una nuova frontiera: vogliono vincere giocando da soli. Ma non si illudano”.

La Russa, ormai convinto che con le favole si possa vicnere sempre, è stato smentito da un suo ex camerata, Francesco Storace: “Sarebbe un caso più unico che raro perchè uno che è stato menato dai radicali non l’ho mai visto in vita mia”.

L’altro giorno sul pasticcio liste era intervenuto anche il leader celtico-padano Umberto Bossi, che nvece di parlare di ipotetiche macchinazioni aveva definito i funzionari del Pdl incaricati di presentare le liste “dilettanti allo sbaraglio”.

Altro esternatore ‘fantasioso’ il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Secondo il parlamentare “i ricorsi respinti sia della lista Formigoni, sia di quella provinciale del PdL del Lazio per Renata Polverini insieme all’accettazione della lista di disturbo a Cota in Piemonte, dimostrano che queste elezioni corrono il rischio di essere falsate con conseguenze gravissime per la nostra democrazia”.

Ai due si è aggiunto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, anche lui dimentico che il papocchio è determinato da errori gravi nell’adempimento di una normativa che gli altri hanno saputo rispettare. Ha detto lo stretto collaboratore di Berlusconi: “Come si può pensare di lasciare senza scelta nel momento più alto della democrazia, quello del voto, due regioni che insieme rappresentano più di un quarto della popolazione italiana?”.

Nessuno dei presenti gli ha chiesto come si possano fare errori così marchiani.

Infine è stata la volta di un altro celtico padano, il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli.

Famoso per aver proposto l’attuale legge elettorale, che dopo l’approvazione defini così: “Lo dico francamente, l’ho scritta io ma è una porcata. Una porcata fatta volutamente per mettere in difficoltà una destra e una sinistra che devono fare i conti col popolo che vota”.

L’invetore della “porcata” ha sostenuto: “Voglio sentire al più presto Bossi e Berlusconi e poi decideremo perchè serve subito una risposta politica ai furbi che cercano le vittorie a tavolino.”. Poi ha aggiunto: “Se siamo di fronte a una furbata risponderemo, perchè prima il Lazio e poi la Lombardia mentre paradossalmente in Piemonte viene ammessa nonostante il ricorso una lista chiaramente di disturbo come la ‘lista Cota’… Non vorrei che qualcuno avesse deciso di risolvere la competizione elettorale a tavolino. Quindi – ha concluso il ministro e coordinatore delle segreterie della Lega Nord – a mali estremi si riponderebbe con rimedi da furbi, come sembra che qualcuno stia cercando di fare contro di noi”.

Da che pulpito viene la predica.

Le reazioni del centro destra, in ogni caso, mostrano un crescente nervosismo sul quale l’aspetto più esplosivo è il silenzio tombale di Berlsuconi.

Il premier, Capo dell’esercito dell’efficienza, l’uomo del ‘fare’, il risolutore di tutto si è improvvisamente ritrovato a capo non di una falange macedone, ma dell’armata Brancaleone.

Un brutto ritorno alla realtà.

http://www.inviatospeciale.com/giornale/wp-content/uploads/2010/03/la-russa.jpg
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