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Francia: la sinistra supera Sarkozy, ma non se stessa

Autore: . Data: martedì, 16 marzo 2010Commenti (0)

La sconfitta del presidente non significa una vittoria per l’opposizione.

Alle elezioni regionali francesi di domenica il partito socialista guidato da Martine Aubry ha raccolto il 30 per cento dei voti, superando l’Ump del presidente Sarkozy, fermo al 26,7. Terzo è Europe Ecologie, dell’ex leader del ’68 Danielle Cohn-Bendit, al 13,3.

Il Fronte nazionale, xenofobi di destra, hanno raggiunto il 12 per cento e ‘Le Front de Gauche’, la sinistra radicale, nonostante risultati molto variabili a seconda delle regioni, ha una media del 6,2 per cento a livello nazionale. E’ andata malissimo a François Bayrou, centro moderato, che ha bloccato il suo MoDem al 4 per cento. Infine, il Nouveau Parti anticapitaliste (Npa) di Olivier Besancenot non ha superato il 2 per cento.

Molti osservatori hanno però sottolineato che il vero vincitore delle elezioni è stato il partito dell’astensionismo, che ha raggiunto la strabiliante percentuale del 53 per cento.

La Francia non è l’Italia e quindi sarebbe un errore enorme valutare i risultati delle regionali d’Oltralpe per tracciare una ‘linea di tendenza’ e concludere che la ‘destra demagogica’ (Sarkozy e Berlusconi) possa trovare difficoltà in Europa.

In realtà i francesi hanno un sistema elettorale molto complesso, in due turni, che prevede adesso in vista del secondo voto tra due settimane, la costituzione di alleanze per aggiudicarsi il governo delle regioni e dei dipartimenti.

E qui arrivano i problemi per le forze di sinistra. Il Ps di Aubry sta cercando di elaborare una propria linea politica, che al momento non possiede, e di superare le conseguenze nefaste del congresso di Reims del novembre 2008, nel quale una vera e propria rissa divise i socialisti tra sostenitori dell’ex segretario Hollande, quelli di Segolene Royal, di Aubry e di altri dirigenti tutti l’un contro gli altri armati.

Gli ecologisti di Cohn-Bendit. vera novità della scena poltitica francese, fin dalla loro comparsa hanno voluto riequilibrare i rapporti a sinistra, condiderando il Ps troppo invadente. Le Front de Gauche e l’Npa, poi, non sono disposti a cedere più di tanto sul terreno ideologico e quindi non sono facili alleati.

A dimostrare la confusione che regna nello schieramento anti Sarkozy, la situazione in Languedoc-Roussillon, a sud, dove Georges Freche, un potentissimo ex socialista locale e razzista ha messo in piedi la ‘Liste divers gauche’, prendendo il 33,7 per cento e lasciando Hélène Mandroux, del Ps, al 7,7 per cento, persino dietro René Revol, all’8,7, del Partito comunista e rappresentante del Front de Gauche.

Per l’Ump del presidente sarà difficile trovare convergenze per raggiungere al secondo turno la maggioranza nei ballottaggi, perchè il dialogo con il Fronte nazionale sarebbe inidigesto, non è migliore la situazione a sinistra.

Probabilmente, invece, Aubry, Cohn-Bendit e il Front del Gauche troveranno una intesa. Ma sarà un patto del tutto ‘temporaneo’.

L’altissimo astensionismo, secondo alcuni, è in gran parte determinato dalla stanchezza dei francesi per una politica (in generale), che non riesce ad affrontare una modernizzazione del Paese indispensabile per riequilibrare molti scompensi generati dalla crisi finanziaria mondiale e da frizioni sociali non indifferenti.

In Provence-Alpes-Côte d’Azur, per esempio, ha votato solo il 44,88 della popolazione e mentre il Ps (25,8 per cento) è stato superato dall’Ump (26,6), la destra del Fronte nazionale ha raggiunto 20,2 per cento. Nell’Ill del France, che comprende Parigi, dove l’astensionismo ha toccato il 52,27 per cento, ha di nuovo vinto l’Ump, con il 28,9, lasciando il Ps al 26,6 e dando a Conh-Bendit il 20,57.

Insomma, sembrerebbe che proprio l’elettorato di sinistra sia rimasto a casa in maggioranza e questo influirà profondamente nella corsa numero uno, quella verso le presidenziali del 2012 in uno scenario pieno di incognite.

La segretaria Aubry ha avuto un successo personale domenica, ma l’antagonista Ségolène Royal nella sua regione Poitou-Charentes ha stravinto, distaccando di quasi 10 punti l’Ump. Hollande, l’ex segretario del Ps, continua a spingere sognando di essere il prossimo candidato all’Eliseo e non è chiaro se altri due boss socialisti, Dominique Strauss-Kahn e Laurent Fabius, vorranno dare alla fine un sostegno incondizionato ad Aubry.

E’ un mistero, poi, come si comporrà la ‘divergenza di opinioni’ tra il ‘modernista’ Bertrand Delanoë e l’ecologista ‘duro’ Benoît Hamon, che spesso sembrano iscritti a due partiti diversi.

Come ha scritto ‘Le Monde’ “la concorrenza sembra difficile nel Ps tra i vari inventori del “socialismo del XXI secolo”".

Ed anche non è possbile prevedere come reagirà Sarkozy alla sconfitta, se ‘moderando’ il suo piano di riforme liberiste o accellerando per mostrare dei risultati che fino ad oggi la presidenza non ha ottenuto.

Il momento francese, insomma, è tutto aperto e probabilmente in salita per l’opposizione al centro destra del presidente. Perchè anche il nuovo interlocutore dei socialisti, il ‘radical’ Conh-Bendit, vorrà contare nella scelta del prossimo candidato alle elezioni.

Tuttavia la Francia, in un momento di crisi del pensiero socialista, appare come il Paese nel quale il dibattito a sinistra sul nuovo modello di sviluppo per il futuro appare più vivace e pensando all’opposizione italiana non è poco.

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