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Chiesa e pedofilia, l’affondo di Küng

Autore: . Data: giovedì, 18 marzo 2010Commenti (0)

Il teologo svizzero e “le responsabilità di Ratzinger” 

“Cinque anni di pontificato senza mai modificare queste pratiche funeste. La decenza esigerebbe che il principale responsabile della dissimulazione da decenni, vale a dire Joseph Ratzinger, facesse un ‘mea culpa’”. Non le manda di certo a dire il teologo svizzero Hans Küng, che è intervenuto sulla ‘Sueddeutsche Zeitung’ criticando duramente il Vaticano riguardo alla gestione dei casi di pedofilia che riguarderebbero alcuni sacerdoti tedeschi.

Sotto il titolo “La responsabilità di Ratzinger” ha preso corpo il j’accuse del noto teologo progressista: “Nessun’altra persona nella Chiesa ha visto passare sulla sua scrivania tanti casi di abusi”, ha scritto Küng riferendosi ai 24 anni trascorsi da Benedetto XVI alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio. Un luogo strategico, il più adatto – lascia intendere il teologo – per lavare i panni sporchi in famiglia nel più assoluto riserbo.

La polemica è rivolta anche all’arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, evidentemente al corrente dei casi di abusi perpetrati all’interno delle scuole cattoliche di Germania: “I vescovi, invece di chiedere perdono alle vittime, non dovrebbero riconoscere di essere dei complici? (…) La protezione dei loro sacerdoti sembra aver contato di più, per i vescovi, che la protezione dei bambini”.

Küng ha alle spalle numerosi anni di insegnamento di teologia ecumenica all’Università di Tubinga, ma venne sollevato dall’incarico dal Vaticano – guarda caso – a causa di una disputa teologica sul dogma dell’infallibilità papale. Alla gerarchia ha peraltro manifestato più volte il disaccordo sulla scelta di mantenere l’obbligo di celibato per i preti.

In questo caso, concludendo l’articolo, ha evidenziato un nesso tra quell’imposizione e i fatti terribili contestati ad alcuni sacerdoti, ricordando le opinioni e gli studi “di psicoterapeuti e psicoanalisti che individuano una relazione evidentissima” tra quell’obbligo e la diffusione di perversioni sessuali nei confronti di minori.

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