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Carburanti alle stelle. I media quasi tacciono

Autore: . Data: mercoledì, 10 marzo 2010Commenti (0)

La crescita costante del prezzo della benzina rischia di produrre aumenti a catena.

I prezzi della benzina hanno ripreso a correre, arrivando ormai a un passo dalla soglia di 1,4 euro al litro. Secondo le rilevazioni ieri hanno ritoccato i prezzi Agip, Q8, Shell. Agip vende a 1,394 euro per la benzina (+1 centesimo) e a 1,221 euro per il gasolio (+0,5 centesimi). Q8 a 1,395 euro (+1,3 centesimi) la benzina e Shell a 1,397 al litro per la verde.

Il presidente Codacons, Carlo Rienzi, ha spiegato che “negli ultimi due mesi l’impennata dei prezzi della benzina determinerà un aggravio pari a 180 euro ad automobilista su base annua, considerato non solo il maggiore costo del pieno, ma anche le ricadute indirette sui prezzi dei prodotti trasportati, sulle tariffe energetiche, sui trasporti”.

Per il rappresentante dei consimatori “tutto ciò nel totale immobilismo del governo, che dopo aver convocato le compagnie petrolifere non ha preso alcun provvedimento a tutela dei consumatori, e non ha adottato nessuna misura concreta in grado di contenere i rincari costanti dei carburanti”.

Adusbef e Federconsumatori, da parte loro, hanno sottolineato che gli aumenti dei prezzi dei carburanti sono “del tutto ingiustificati” e il governo dovrebbe intervenire contro le speculazioni. Per queste associazioni li rialzi produrranno un aggravio lievemente inferiore a quello previsto dal Codacons, di 171 euro l’anno.

Il prezzo secondo i tecnici delle due associazioni deve essere aggiornato tenendo contro delle variazioni euro/dollaro, pertanto è necessario aggiungere, sul prezzo industriale, un più 4 per cento. Alla luce di tale adeguamento, quindi, la benzina, oggi, dovrebbe costare attorno a 1,32 euro al litro: “La benzina, invece, non solo non è venduta a tale prezzo, ma addirittura aumenta oltre 1,39 euro al litro, con uno stacco di circa 6-7 centesimi rispetto al prezzo a cui si dovrebbe attestare. Se a tale sovrapprezzo si aggiungono gli ormai strutturali 3-4 centesimi di differenza tra la media del prezzo industriale in Europa e in Italia, i centesimi ‘di troppo’ diventano ben 9-10 cent al litro”.

Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti hanno concluso: “Cosa aspetta il governo ad intervenire?” ed hanno proposto l’emanazione di tre decreti: uno per bloccare le speculazioni, uno per istituire una Commissione di controllo sulla doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti rispetto all’andamento del costo del petrolio, uno per avviare la completa liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, anche attraverso l’apertura della vendita nel canale della grande distribuzione.

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