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Ancora carriole all’Aquila

Autore: . Data: lunedì, 8 marzo 2010Commenti (0)

Intanto il ministro Prestigiacomo minimizza e fa propaganda al governo. Senza neppure un minimo di rispetto per la popolazione abruzzese.

A quasi un anno dal sisma continuano le proteste degli sfollati, che vogliono vedere l’inizio dei lavori di ricostruzione nel centro storico del capoluogo. Ieri puntuali come un orologio sono tornati nella zona rossa per rimuovere da soli parte delle macerie.

Come nelle scorse domeniche i cittadini, ogni volta più numerosi, portavano carriole, pale, picconi. C’era anche un asino arrivato col suo padrone dalla frazione di Paganica.

Tra gli slogan e gli striscioni c’era “Riammessa la Polverini, riammesso Formigoni ora riammettiamo anche L’Aquila”. Alcuni manifestanti sfoggiavano una fascia tricolore con la scritta “Carriole! Carriole! Carriole!”. Il corteo di tremila persone è partito da Piazza Duomo per poi dirigersi a Piazza Palazzo, nella cosiddetta ‘zona interdetta’.

Al varco della zona rossa la polizia ha tentato di trattenere i manifestanti, ma dopo cinque minuti di spinte ha ceduto, anche perchè sarebbe stato difficile giustificare una carica contro persone che vogliono sopperire alla negligenza delle istituzioni.

In molti hanno reagito con rabbia per l’atteggiamento delle forze dell’ordine ed hanno gridato: “La città è nostra, la città è nostra”.

Sara Vegni, del comitato 3e32, ha commentato: “E’ inaudito che ogni domenica si debba compiere questo rituale, questa pantomima per poter fare una cosa che ci spetta di diritto”. Marco Valeri ha aggiunto: “Avevamo concordato la possibilità di accedere a piccoli gruppi nella piazza. Non capisco perchè si arrivi a questi episodi di tensione che mi auguro non siano voluti da qualcuno per gettare discredito sulla nostra manifestazione pacifica”.

Arrivati nell’area abbandonata gli aquilani di ogni età hanno lavorato alcune ore per smaltire le macerie: ferro, alluminio, rame e plastica sono stati divisi e collocati in appositi cassonetti, mentre i mattoni sono stati  accumulati al centro della piazza, vicino alla statua di Sallustio.

“Separiamo i mattoni a seconda delle epoche – ha spiegato Giulio Votta – perchè quelli del ’600 non possono andare insieme a quelli del secolo successivo e viceversa”. Terriccio e altro materiale inerte, poi, è stato allontanato dalla piazza grazie ad una catena di braccia. Al lavoro anche i bambini con piccole carriole di plastica e la 92enne Eufrasia Angelantonio, che prima del sisma abitava nella parte storica di via Castello.

A poca distanza dal cantiere dei ‘volontari delle macerie’, un gruppetto sparuto di un centinaio di persone del Pdl manifestava in favore di Bertolaso. Uno dei seguaci del superman delle sciagure ha scritto un bigliettino: “Ci avete regalato un sorriso che non potremo mai dimenticare, grazie Protezione civile” e lo ha messo in una conca al centro del parco della villa comunale.

Carmelo Marotta, uno degli organizzatori, ha spiegato: “Siamo qui per ringraziare il sistema della Protezione civile, che tanto ha dato a questa città, ma anche l’esercito e le forze dell’ordine”. Tra i partecipanti anche i componenti del movimento ‘Rialzati L’Aquila’, che fa campagna elettorale per un candidato del partito di Berlusconi alle elezioni provinciali ed ha mostrato chiaramente il carattere propagandistico della iniziativa.

Intanto il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo ha sentito il bisogno di esternare ed ha detto: “La manifestazione odierna a L’Aquila se è giustificabile per il comprensibile desiderio di ritorno alla normalità da parte della gente del capoluogo abruzzese, duramente colpita dal sisma, è sostanzialmente superata dai fatti”.

Poi ha aggiunto: “Per la rimozione delle macerie dell’Aquila è stata individuata una soluzione che si sta attuando. Nei prossimi giorni comincerà, se necessario con l’ausilio dei mezzi dell’Esercito e dei Vigili del Fuoco la delicata operazione di trasporto dei materiali nei tre siti di stoccaggio temporaneo già individuati ed in un quarto che si sta definendo. Domani (oggi, ndr) 10 tecnici del Ministero dell’Ambiente saranno in Abruzzo per un sopralluogo nei siti per svolgere una serie di accertamenti e controlli in vista dell’allestimento delle aree”.

Evitando di sottolineare che senza la pressione dei cittadini si sarebbe ancora a contare le mosche, Prestrigiacomo ha continuato: “Il governo, attraverso il ministero dell’Ambiente, ha risposto all’appello del commissario straordinario Chiodi. Assieme alla struttura commissariale, la Protezione civile, e gli enti locali, abbiamo nei giorni scorsi definito una nuova strategia per affrontare il problema ed elaborato un crono-programma per gli interventi. Credo che a questo punto – ha concluso il ministro – sulla passione della denuncia debba prevalere la fiducia in uno Stato che per il sisma dell’Aquila ha dimostrato efficienza e rapidità di intervento senza precedenti. Entro pochi mesi le macerie saranno solo un ricordo e anche per il centro dell’Aquila potranno avviarsi i restauri e riprendere quelle attività socio-economiche che sono parte integrante della vita e della storia della città”.

Nulla di tutto questo è vero, perchè ancora non si è neppure in grado di capire cosa restaurare, come, con che soldi, mentre alcune migliaia di cittadini sono alloggiati in alberghi a decine di chilometri dalle lore aree di residenza e quelli sistemati nelle ‘casette’ sono del tutto privi di un consesso sociale, vivono in agglomerati artificiali e senza servizi. Su tutto nulla è ancora accaduto per ridar fiato al tessuto economico delle zone colpite dal sisma.

Il ministro Prestigiacomo, forse, avrebbe fatto meglio a tacere.

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