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Terremoto in Abruzzo, tutto va male

Autore: . Data: martedì, 16 febbraio 2010Commenti (0)

Smentito Cialente. All’Aquila la situazione è critica.

Aveva detto ieri il sindaco del capoluogo abruzzese colpito dal sisma a ‘la Repubblica’: “La Protezione civile è un’organizzazione meritoria che ha fatto molto per la mia città e non merita queste accuse. Credo che tutto si chiarirà presto”. Cialente, che non è un esponente del centro destra, ma è stato eletto dal Pd, sembra non al corrente della situazione nella quale è la città che amministra.

Anzi, neppure è al corrente delle posizioni del suo partito, perchè nella stessa intervista a riguardo delle riforma della struttura di Bertolaso, Cialente aveva affermato: “Non sono d’accordo con l’assunto che la creazione di una Spa costituisca di per sé occasione di future illegalità. Il punto a mio avviso è un altro: siamo un Paese che sa solo lavorare in emergenza, altrimenti nulla si muove”.

Nello stesso tempo Bersani, leader del Pd, invocava non solo le dimissioni del Capo della Protezione civile (“Spero che lo capisca da solo, se no bisognerà chiederle. Credo che si è creata una situazione che non consente un buon governo del sistema della Protezione civile in condizioni di serenità e di tranquillità”) ma anche annunciava una “opposizione fermissima al decreto del governo che trasforma la Protezione civile in una Spa. Se facciamo norme che aggravano il problema, come quelle che il governo sta proponendo, è come se ci buttassimo nel pozzo”.

Al sindaco ‘confuso’ ha risposto con una lettera durissima anche il Comitato 3e32, che rappresenta una vasta rete di cittadini che tenta di difendere gli interessi collettivi nel disastrato capoluogo.

Hanno scritto nella missiva: “Apprendiamo dall’intervista rilasciata dal sindaco Massimo Cialente al quotidiano Repubblica che “qui in Abruzzo va tutto bene” e che “in Italia abbiamo toccato il fondo” visto che qualcuno si azzarda a contestare l’assoluta mancanza di trasparenza del sistema di gestione della protezione civile. Cialente sostiene inoltre che” la gestione complessiva di tutta la ricostruzione sta funzionando in tempi abbastanza rapidi” e che non ha intenzione di firmare l’appello contro il decreto che trasforma la Protezione civile in una Spa”.

3e32, nel “ricordare al sindaco che in virtù di questa gestione dell’emergenza dopo più di 10 mesi dal terremoto ci sono ancora 10.000 persone ospitate dentro caserme militari e in alberghi della costa abruzzese” ha spiegato che a quegli sventurati vanno sommate “le persone che si sono arrangiate” e che sono “più di 30.000″,  secondo dati diffusi dalla stessa Protezione civile.

Al sindaco del Pd, l’associazione di cittadini ha fatto anche notare che per le conseguenze del sisma “ci sono 16.000 disoccupati, in mobilità o in cassa integrazione”.

Ma qual’è la situazione all’Aquila? “Il centro storico della nostra città versa in condizioni disastrose – ha continuato 3e32 – dopo quasi un anno ancora non si è riusciti a rimuovere le macerie mentre non è neanche cominciata una minima discussione sulle linee guida di ricostruzione delle NOSTRE case. Durante questi mesi la Protezione civile ha ostacolato in ogni modo la partecipazione dei cittadini alle scelte sul futuro della nostra città, arrivando perfino a vietare le assemblee e il volantinaggio all’interno delle tendopoli”.

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