cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Si combatte la corruzione…chiudendo i commissariati di polizia

Autore: . Data: giovedì, 25 febbraio 2010Commenti (0)

A Roma la Polizia di Stato è in liquidazione.

“I commissariati romani stanno morendo. Non sono più in grado di fornire un servizio adeguato alle esigenze dei cittadini: ore di attesa per il pubblico, cumulo di arretrati in ufficio, presenza sul territorio ridotta al minimo concepibile”.

La denuncia non è di qualche acerrimo avversario del centro destra, ma del segretario provinciale ma del Sindacato unitario di polizia (Sup), Antonio Costa.

“Soprattutto nelle ore notturne – ha spiegato il funzionario – c’è panico se si verificano eventi di particolare rilievo. Questi Uffici si reggono ormai in maniera assolutamente precaria solo grazie alla professionalità e allo spirito di sacrificio dei colleghi che operano in condizioni a dir poco critiche: doppi turni, tagli allo straordinario, orario di servizio fuori dalla grazia di Dio, penuria assoluta di mezzi e strumenti”.

La catastrofe romana ha già visto chiudere i commissariati di Montesacro, Fregene, Porta del Popolo, Centocelle e la caserma di Tor Bella Monaca e sembra che si starebbe provvedendo a sospendere l’attività anche a Torpignattara, Porta Pia e nei presidi Rai delle sedi di viale Mazzini, via Teulada, Saxa Rubra, Salario e Dear.

Francesco Paolo Russo e Giulio Incoronato, della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (Consap) hanno dichiarato: “Si deve smetterla di far pagare ai cittadini, togliendo la polizia dai quartieri, il prezzo di tagli indiscriminati che stanno portando al collasso la polizia a Roma. Una politica devastante quella della sicurezza su Roma”.

Per il Sap la chiusura del commissariato di Torpignattara, che “insiste su un territorio con elevate problematiche di insicurezza ed abitato da una popolazione per lo più socialmente debole” significa “abbandonare le periferie” ed è “una strategia sbagliatissima che equivale a lasciare tutta la Capitale sguarnita”.

Mentre la demagogia governativa insiste a promuovere sui media i successi nella ‘lotta al crimine’ si scopre poi, come ha spiegato il Consap, che Roma “sta vivendo un’involuzione, dal punto di vista della sicurezza, senza  precedenti”, mentre la situazione della Polizia di Stato mostra problematiche ormai “ataviche”, perché i mezzi di servizio risalgono ai tempi di “Cartagine” ed avrebbero bisogno di “restauri”, non di semplice manutenzione, mentre persino per il vestiario ci sono problemi, “chi l’ha visto?”. Dei supporti tecnologici si sono viste invece a malapena “penne e matite”, mentre i luoghi di lavoro sono quasi fatiscenti.

Sempre ieri, la Cei ha affermato: “In questi ultimi vent’anni le organizzazioni mafiose, che hanno messo radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla società”.

Secondo i vescovi l’economia illegale “non si identifica totalmente con il fenomeno mafioso, essendo purtroppo diffuse attività illecite non sempre collegate alle organizzazioni criminali, ma ugualmente deleterie (usura, estorsione, evasione fiscale, lavoro nero…)”.

Questo stato di cose, ha insistito la Cei, rivela “una carenza di senso civico, che compromette sia la qualità della convivenza sociale sia quella della vita politica e istituzionale, arrecando anche in questo caso un grave pregiudizio allo sviluppo economico, sociale e culturale”.

Intanto il presidente del Consiglio, sotto processo per corruzione, ha lanciato ieri un “nuovo movimento”, un “esercito del bene” formato da “promotori della libertà” che risponderanno direttamente ed esclusivamente a lui e coordinati da Michela Vittoria Brambilla.

Berlusconi, coi suoi prodi, si batterà anche contro le intercettazioni che consentono “un sistema barbaro, da stato di polizia”, in cui i giornali pubblicano “solo fango” visto che “non ci sono reati che emergono con certezza”.

Il pericolo di un governo che taglia i fondi alle forze dell’ordine, attacca i magistrati, limita i poteri di indagine degli inquirenti e si dota di norme che salvano i ministri dai processi dovrebbe apparire evidente a qualsiasi cittadino.

Eppure non è così.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008