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Sciopero degli stranieri

Autore: . Data: mercoledì, 24 febbraio 2010Commenti (0)

Critiche da parte del Consigliere onorario del presidente del Senato della Romania.

Il primo marzo, per 24 ore, gli immigrati che vivono in Italia si asterranno dal lavoro in difesa dei loro diritti.

Su questa iniziativa InviatoSpeciale ha ricevuto una lettera di Marian Mocanu, Consigliere onorario del presidente del Senato rumeno che volenteri pubblichiamo, perchè appare un interessante punto di valutazione critica dell’iniziativa.

Ha scritto Mocanu:

“No allo sciopero degli immigrati, si all’unità del mondo del lavoro.

Invece che scioperare i  rumeni possano partecipare al Servizio Civile Nazionale,alla “Mini Naja” e a tutti i momenti di formazione del volontariato.

Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di invitare la comunità rumena in Italia, a non aderire allo sciopero dei migranti, previsto per il prossimo 1 marzo.

La Costituzione Italiana, garantisce ad ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed  ogni lavoratore è libero di esprimere la richiesta dei propri diritti anche tramite questa forma di lotta. Sono però altrettanto sicuro che aderire ad una forma di protesta come questa sia un danno per la nostra comunità.

Non esistono problemi dei  lavoratori immigrati e dei lavoratori italiani, esiste una questione di  giustizia sociale che prescinde dall’appartenenza etnica, nazionale o  religiosa.

Le giuste lotte per un salario giusto, la sicurezza sui luoghi di  lavoro, le pari opportunità tra uomo e donna, le rivendicazioni per abitazioni sane e confortevoli non si fanno auto escludendosi, ma le si attuano assieme ai  lavoratori italiani.

Per troppo tempo l’immigrazione è stata usata come  strumento di divisione e contrapposizione con gli italiani creando artificiose  “guerre fra poveri”.

E’ giunto il momento di ricordare che non esistono  lavoratori immigrati e italiani, ma esistono dei lavoratori , come non esistono  imprenditori immigrati e imprenditori italiani, ma imprenditori.

Questo ci porta alla conseguenza logica che le lotte e le rivendicazioni si fanno all’interno delle strutture italiane e con gli italiani.

I cittadini romeni sono cittadini comunitari e, pertanto, portatori di diritti e doveri pari agli  italiani e maggiori rispetto agli immigrati extracomunitari.

Dobbiamo  ricordarci che siamo parificati in tutti i settori della vita civile ai cittadini italiani e proprio per questo che le nostre giuste battaglie le dobbiamo portare avanti con gli italiani.

Sul piano dell’integrazione vogliamo passare dalle parole ai fatti. Per questo avanzo una serie  di proposte  operative sul quale mi auguro che vi sia la convergenza di tutte le forze politiche e sindacali italiane.

1)  Essendo un convinto sostenitore del volontariato e della forza aggregatrice di questo settore, sarebbe auspicabile che su base volontaria il  Servizio Civile Nazionale fosse aperto ai ragazzi della comunità romena;

2)  L’esercito e le forze armate hanno sempre rappresentato nella storia italiana momenti di unificazione e integrazione, per questo, chiedo al Signor  Ministro della Difesa, Onorevole Avvocato Ignazio La Russa, di poter aprire ai  ragazzi della comunità rumena residenti in Italia il progetto di mini-naja varato dal Governo;

3) Sensibilizzazione della comunità rumena sulla possibilità di partecipazione ai corsi di formazione, organizzati dagli enti locali, per diventare guardia ecologica volontaria;

4) Accesso ai momenti formativi nell’ambito del volontariato sociale  (protezione civile, ambulanze, ecc, ecc).

Invito, inoltre , i giovani rumeni ad avvicinarsi al mondo dello sport che, oltre ad avere effetti positivi dal punto di vista fisico, rappresenta un fattore di scambio e integrazione con la comunità italiana.

Ho voluto avanzare proposte chiare semplici e di tecnicamente realizzabili, nella speranza che esse trovino un supporto da parte delle istituzioni e delle forze politiche e sociali italiane.

Allo stesso tempo auspico che le  associazioni rumene in Italia possano trovare su queste idee la più ampia convergenza e unità d’azione”.

Marian Mocanu Consigliere Onorario del Presidente del Senato della Romania

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