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Miliardi al vento

Autore: . Data: martedì, 9 febbraio 2010Commenti (0)

Lo scandalo dei ‘derivati’ e le complicità delle Regioni.

Erano circa 600 le amministrazioni locali in Italia che almeno fino al 31 dicembre del 2008 avevano in corso contratti per ‘derivati’ del valore di 35,5 miliardi di euro.

Lo ha accertato una inchiesta della procura di Bari, anche grazie alla collaborazione dei ricercatori del Comando generale della Guardia di finanza al Senato, che hanno realizzato una indagine approfondita.

I giudici indagano su una operazione finanziaria per ristrutturare il debito della sanità collocando nel 2003-2004 Bond per 870 milioni di euro firmata dalla Regione Puglia con Merrill Lynch quando era governatore Raffaele Fitto del Pdl.

Dagli atti emerge anche che la Guardia di Finanza fino al maggio 2009 aveva in corso 24 filoni d’indagine sui derivati: 16 penali per truffa, appropriazione indebita e falso e otto da parte delle procure regionali della Corte dei Conti. Sedici delle 24 inchieste hanno come destinatari 44 enti territoriali (due Regioni, una Provincia, nove comuni capoluogo e 32 comuni non capoluogo) ed una società pubblica che hanno sottoscritto contratti derivati per nove miliardi di euro.

Nell’ambito dell’indagine per truffa ai danni della Regione Puglia la magistratura barese ha disposto il 3 febbraio scorso il sequestro di beni, danaro, azioni, obbligazioni e quote societarie per 73,3 milioni di euro nella disponibilità di Merrill Lynch International, di Dexia-Crediop spa e di Daniele Borrega, funzionario della banca d’affari londinese, che è stato interdetto dall’attività professionale. Sono indagati, inoltre, il legale romano Susanna Beltramo, stranamente consulente sia della Regione Puglia sia di Merrill Lync, Maurizio Pavesi, socio della Fincon ed ex rappresentante della Merril Lynch, e Claudio Zecchi, funzionario di Dexia-Crediop di Roma.

Se la Regione Puglia invece di trattare derivati avesse investito in Btp poliennali, i 22 milioni di euro che ogni sei mesi si è impegnata a versare nel sinking fund creato da Merrill Lynch per far fronte agli obblighi derivanti dal contratto di Bond da 870 milioni, avrebbe incassato alla scadenza del contratto, nel lontanissimo 2023, circa 250 milioni di euro, 73 dei quali sarebbero maturati fino ad oggi.

La complessa struttura del contratto prevede che Merrill Lynch utilizzi il danaro della Regione Puglia senza pagare alcun interesse e non rispondendo neppure del rischio di default del titolo (a totale carico della Regione). In sostanza – è scritto negli atti – il danno per la Regione Puglia è notevole perchè “bastava aver investito il denaro destinato al sinking fund in Btp poliennali per mettere da parte, oltre al capitale, la remunerazione certa fino al 2023 per circa 250 milioni di euro”.

“La Regione Puglia – si legge – garantisce Merrill Lynch dal rischio default di un titolo presente nel sinking fund; questa garanzia ha un valore e non è stata valutata”.

Oltre all’indagine sul Bond da 870 milioni di euro stipulato dalla Regione, il pm Francesco Bretone ha in corso un’indagine finora conoscitiva (senza indagati nè reati) sul Bond da 270 milioni di euro stipulato dall’Acquedotto Pugliese (Aqp) per ristrutturare le reti idriche.

Nell’ambito dell’indagine è emerso che nella scorsa primavera il contratto con Merrill Lynch è stato ridefinito dalla giunta Vendola con una transazione per eliminare completamente il rischio default a carico della Regione Puglia (proprietaria di Aqp). Con l’operazione, costata all’ente regionale – secondo fonti giudiziarie – ben 13,3 milioni di euro, sono stati sostituiti con Btp tutti i titoli General Motors, ma la situazione ora è ritenuta sicura.

Se saranno scoperte responsabilità penali per le società finanziarie non è ancora possibile sapere. Quello che è chiara, invece, è l’approssimazione con la quale i pubblici amministratori hanno gestito il denaro dei cittadini.

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