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La destra? Specula sull’insicurezza

Autore: . Data: martedì, 16 febbraio 2010Commenti (0)

Razzismo a Milano. Intervento di Gianni Pagliarini

Mentre il più noto esponente leghista, Matteo Salvini, auspica una sorta di rastrellamento degli immigrati casa per casa, il suo leader nazionale (nonché ministro) frena, visto che “Roma ladrona” richiede un minimo di bon ton.

Nel frattempo, però, il loro compare ministro degli Interni si accinge a concertare con il collega della Difesa l’invio di un battaglione di soldati, per trasformare la questione-immigrati in vicenda di ordine pubblico (InviatoSpeciale ne ha già scritto qui).

Benvenuti a Milano, in via Padova, qualche giorno dopo l’ennesimo fattaccio di cronaca che non riguarda affatto la sola popolazione immigrata, bensì investe fino in fondo la totale incapacità dei governi delle destre di occuparsi delle dinamiche territoriali e dei processi di inclusione sociale. “Governi” al plurale, perché la destra amministra la città di Milano e la Regione Lombardia, oltre ad avere in mano le chiavi di palazzo Chigi.

Da anni Berlusconi e soci agitano la sciabola dell’ordine e in nome di esso elaborano e fanno votare leggi xenofobe, che producono ghettizzazione, disagio e si abbattono come mannaie sui cittadini, non soltanto stranieri. Il risultato di tanta miopia politica è infatti quello di aizzare guerre tra poveri, le quali producono a loro volta consenso per le destre e altra paura, impossibile poi da gestire.

Il cane si morde la coda e la società si ritrova interamente invischiata in un vortice di tensioni, senza che si riescano a compiere alcuni passi necessari e comunque inevitabili: i passi della solidarietà più profonda e dell’arricchimento tra “diversi” nel rispetto reciproco e nella coesione sociale.

Che tutto il meccanismo della caccia politica all’immigrato derivi da scelte mirate e funzionali a raccattare consensi tra la “pancia” dei cittadini più esposti alla paura lo si può verificare nelle scelte concrete delle amministrazioni della destra.

Tre mesi fa, a Coccaglio (nel bresciano), la locale giunta leghista arrivò a proporre il “White Christmas”: al pessimo gusto del titolo corrispondeva la richiesta (rivolta ai cittadini “per bene”) di segnalare al Comune la presenza di clandestini, con l’obiettivo di “bonificare” gli appartamenti entro lo scorso Natale.

Ieri si è appreso che l’amministrazione (sempre a guida leghista) di Palazzago, in provincia di Bergamo, ha istituito un bonus di 258 euro per i nuovi nati, nel rispetto di un regolamento che assegna il contributo con l’esclusione dei figli di genitori che non hanno la cittadinanza italiana.

I requisiti per ricevere l’assegno prevedono infatti la residenza del neonato nel Comune, la cittadinanza italiana di almeno un genitore (o la presentazione di formale richiesta di cittadinanza) e la residenza nel Comune da almeno un anno di almeno un genitore al momento della nascita.

E’ fin troppo evidente che il combinato disposto tra le normative nazionali che vorrebbero intervenire penalmente sul dramma della clandestinità e le gravissime e irresponsabili provocazioni sul terreno territoriale non può che alimentare il miglior clima favorevole all’esplosione di conflitti sociali.

In un contesto simile, diviene paradossalmente comprensibile l’atteggiamento di chi  fa finta di nulla di fronte ai proprietari di case senza scrupoli che affittano in nero gli appartamenti stipando nelle camere gli stranieri. Così come si capisce benissimo perchè uno dei primissimi provvedimenti del governo di centrodestra sia stato quello di riscrivere le norme contro la sicurezza sul lavoro e la regolarizzazione dei lavoratori irregolari varate nel 2007 dal centrosinistra.

E per continuare a far finta di niente, sindaco e vicesindaco di Milano, Moratti e De Corato, invocano l’esercito per illudere i cittadini che si possa intervenire sul versante dell’ordine pubblico. In realtà, come detto, quanto accaduto dimostra per l’ennesima volta il totale fallimento delle destre sul terreno della sicurezza: la loro risposta è fumo negli occhi, all’insegna della più totale irresponsabilità politica e sociale. Che produce danni spesso irreparabili.

Gianni Pagliarini
Segretario Pdci Lombardia

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