cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Italia: cresce il razzismo tra i giovani

Autore: . Data: venerdì, 19 febbraio 2010Commenti (0)

Preoccupanti i risultati di uno studio presentati alla Camera.

Per nulla incoraggianti  i dati emersi dall’indagine ‘Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti”, presentati ieri alla Camera, sullo stato di salute mentale dei ragazzi nel nostro Paese.

Lo studio è stato promosso dalla Conferenza delle Assemblee delle Regioni nell’ambito delle iniziative dell’Osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo ed è stato realizzato da Swg su 2.000 giovani tra i 18 e i 29 anni.

Il razzismo è un fenomeno molto esteso tra i giovani: quasi la metà di loro si dichiara molto diffidente verso gli stranieri ed il 20 per cento è esplicitamente xenofobo. A guardare senza preclusioni nei confronti dei migranti c’è una soglia minoritaria di ragazzi, ferma al 39,6 per cento.

L’area tendenzialmente fobica e xenofoba è del 45,8 per cento, con diverse sfumature al suo interno. Lo studio indica tre agglomerati.

Il primo è quello dei ‘Romeno-romanì-albanese fobici’, pari al 15,3 per cento del totale degli interpellati, e manifesta la propria intolleranza soprattutto verso questi popoli. È l’unico gruppo la cui maggioranza, bel il 56 per cento, è costituita da donne.

Il secondo riunisce soggetti con comportamenti improntati al razzismo. E’ il più esiguo, anche se rappresenta il 10,7 per cento dei giovani, ma il più estremo, perchè in sostanza rifiuta e manifesta fastidio per tutti, tranne europei e italiani.

Nel terzo, poi, ci sono gli xenofobi mascherati, il 20 per cento: non esprimono forme di odio violente, quel che conta è che gli ‘altri’ stiano alla larga, possibilmente fuori dall’Italia.

E’ stato chiesto ai giovani di rispondere come si sarebbero comportati in determinate situazioni. Ecco le risposte. Dovendo scegliere con chi andare a cena hanno accettato persone disagiate economicamente, giudicato tollerabili ebrei, omosessuali o stranieri e mostrato freddezza verso i musulmani. Pasteggiare con tossicodipendenti o romanì invece è impossibile.

Per i vicini, verrebbero accettati omosessuali, ebrei e poveri, ma non romanì o chi utilizza sostanze stupefacenti. Nel caso di relazioni sentimentali i ragazzi riterrebbero accettabile avere un figlio che ha un legame con persona di religione ebraica o disagi economici. Meglio comunque se a ritrovarsi in quella situazione c’è un maschio, per le ragazze meglio di no. Non ben viste coppie miste o nelle quali c’è una persona di fede musulmana. Avere un figlio omosessuale è considerato un male, mentre è inammissibile pensare a relazioni con tossicodipendenti o romanì.

Nella minoranza ‘aperta’, quella non razzista, solo il 55,3 per cento è sereno e senza problemi. Il resto ha comunque qualche pur minima diffidenza.

Le cause di questa pericolosa involuzione sono chiare: la propaganda esplicita dei partiti di centro destra, la pessima informazione prodotta dai media, l’inconsistenza delle politiche contrarie alla segregazione da parte della sinistra. Un mix esplosivo di responsabilità.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008