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Il Pdl al 38 per cento

Autore: . Data: martedì, 9 febbraio 2010Commenti (0)

Berlusconi in vantaggio, anche grazie al controllo delle tv.

In una indagine per ‘Il Corriere della Sera’, Renato Mannheimer ha sostenuto che il partito del premier “pare assestato oggi grosso modo attorno al 38 per cento, anche se alcune stime gli attribuiscono un punto percentuale in più”.

Per il ricercatore “l’attuale seguito elettorale del Pdl appare sempre sensibilmente maggiore dei risultati ottenuti alle ultime Politiche (37 per cento) e, ancor più, alle Europee dell’anno scorso (35 per cento)”.

Nel sondaggio va bene anche la Lega, oltre il 10 per cento, ed al di sopra dei risultati delle europee. Per Mannheimer  “nel complesso il centro destra mostra quindi una buona salute, tanto che la differenza tra centro destra e centro sinistra è oggi vicina al 14 per cento (alle Europee era l’11 e alle Politiche 1’8)”.

L’opposizione, secondo i dati, non ha da rallegrarsi. Il Pd si risolleva dal suo minimo storico del 26 per cento dell’anno scorso, ma non raggiunge il 30, anzi sembrerebbe più prossimo al 28 per cento.

In difficoltà l’Idv di Di Pietro, che è al di sotto dell’8 per cento delle europee ed oggi si attesterebbe tra il 7 ed il 7,5 per cento. A questo proposito ha scritto Mannheimer: “Si tratta di un decremento che pare in qualche modo confermato anche dal livello di popolarità di Di Pietro.Quest’ultima ha subito una diminuzione significativa, iniziata dopo il voto delle Europee, che ha visto scendere il tasso di gradimento del leader dal 43,1 per cento di inizio settembre al 36,4 di oggi”.

Tuttavia, le cause di questi risultati possono essere largament collegati con l’influenza dell’informazione televisiva, ormai quasi a reti unificare e del tutto narcotizzata. L’alibi di programmi come Ballarò o AnnoZero non regge più. La qualità di quelle trasmissioni è bassa, gli argomenti sono ripetitivi e comunque il loro peso specifico è minimo rispetto alla valanga di prodotti di evasione acritica, se non palesemente filogovernativi, che ogni giorno invadono le case degli italiani.

Il problema delle tv è ormai il nodo centrale sul quale il centro sinistra dovrebbe centrare la propria attenzione. Non illudendosi che sia possibile invertire la tendenza con una maggiore presenza in rete o grazie a spesso sconclusionate campagne ‘pubblicitarie’, per altro ormai del tutto ignorate dai cittadini. Naturalmente è necessario avere anche una proposta politica, ma è un altro discorso.

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