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Gli immigrati e il soggiorno a punti

Autore: . Data: lunedì, 8 febbraio 2010Commenti (0)

Lettera aperta al ministro dell’Interno

Gentile on. Maroni,
il Suo intervento in merito al permesso di soggiorno a punti mette ancora di più in rilievo lo stato e la difficile posizione dei cittadini di serie B, come il sottoscritto. Cittadini che, a differenza Sua, non partono con un elevato numero di punti per una serie di motivi che tutti conosciamo.

Lei, in quanto Ministro, non ha fatto un’affermazione conveniente e costruttiva per l’interesse del Paese che rappresenta. Per poterlo fare, avrebbe dovuto rivolgersi in ben altro modo agli stranieri che vivono e lavorano stabilmente in Italia, per favorire una loro sempre maggiore integrazione, per sancire l’uguaglianza di doveri e di diritti. Al contrario, ciò che Lei ha espresso nella sua carriera politica non è di buon esempio, anzi, è discriminatorio nei confronti di 3 milioni di “NON ITALIANI” che portano degli enormi vantaggi – non solo economici – al Paese che li ospita.

Potrei soffermarmi ad esempio sull’importanza dei lavori più umili e sotto pagati che molti italiani si rifiutano di fare. Lavori resi possibili dall’impegno di immigrati, che nonostante i loro sforzi faticano terribilmente a stare al passo con l’alto costo della vita. E che dire dell’ammontare dei contributi previdenziali derivanti dal lavoro degli immigrati (stiamo parlando di 7 miliardi di euro)?

Nei confronti dei delinquenti esistono la giurisprudenza e le leggi del procedimento penale: se vengono ben applicate, risultano idonee a risolvere i problemi che Lei lamenta.

Capisco che per distrarre i pensieri degli italiani dai problemi veri che gli affliggono, Voi dobbiate escogitare tante cose, e mi congratulo per l’ingegno. Ma Le ricordo che i veri problemi non sono i clienti delle prostitute, e che la soluzione non è il permesso di soggiorno a punti piuttosto che le impronte digitali prese ai bambini rom. Una soluzione sarebbe, a parere mio, quella delle dimissioni di un Ministro incapace di affrontare i problemi, che ha ottenuto i voti grazie a quei pochi “NON ITALIANI” che delinquono, lasciando credere erroneamente ai suoi elettori italiani che il problema del Paese è il bambino rom che ruba per mangiare o lo straniero che fa il lavavetri per sopravvivere.

Io, in quanto extracomunitario, mi sento offeso e ritengo immorale tutto ciò che Lei decide in nome di un Paese civile com’è l’Italia.

Le vorrei ricordare un fatto, sul quale La invito a riflettere: anche Flavius Petrus Sabbatius Iustinianus era un pellegrino nato nel 483 A.D. a Tauresium in Dardania (regione periferica dell’Impero Romano d’Oriente che nei giorni nostri è situata tra Macedonia e l’Albania). E qui si trovano le radici della giurisprudenza e della legislazione di tanti Paesi occidentali odierni.

Con la speranza che Lei, nel svolgere il suo compito di Ministro dell’Interno, non pensi solo alla Sua parte politica di provenienza ma soprattutto pensi al bene di tutta l’Italia, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.

Tonin Bajrak

http://bajrak.wordpress.com

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