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Fiat, 30mila in cassintegrazione

Autore: . Data: martedì, 23 febbraio 2010Commenti (0)

Il pessimismo della Fiom piemontese: “E’ solo l’inizio”

Da ieri 30mila dipendenti Fiat, sparsi per quasi tutti gli stabilimenti italiani, sono in cassintegrazione per due settimane. Si fermeranno infatti i lavoratori dei siti produttivi di Mirafiori, Termini Imerese, Val di Sangro, Melfi, Cassino e Pomigliano.

La decisione è stata presa “per adeguare i livelli produttivi alla domanda”: la raccolta degli ordini nel mercato italiano avrebbe subito, a gennaio e nella prima decade di febbraio, un calo di oltre il 50% rispetto al quarto trimestre del 2009, ultimo periodo nel quale erano in vigore gli incentivi all’auto.

Continuano intanto le polemiche sul destino dello stabilimento di Termini Imerese, suscitate da un’intervista rilasciata a ‘Repubblica’ dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, secondo il quale il Lingotto avrebbe “cambiato atteggiamento, è più disponibile al dialogo”. Dal canto suo il governo sarebbe “determinato a salvare i posti di lavoro e la ricchezza produttiva del Paese”. In ogni caso, Sacconi ritiene che non ci sarà bisogno di prepensionamenti, dato che “la cassintegrazione può durare a lungo”. E comunque, ha concluso Sacconi, “va evitata una situazione che potrebbe infilare i lavoratori nella trappola dell’esclusione precoce dal mercato del lavoro”. La replica della Fiat alla sortita ministeriale, per bocca di John Elkann, è stata secca: “Su Termini Imerese abbiamo già detto tutto”.

Sulla scia del duro approccio aziendale si colloca la preoccupazione della Cgil: “Le cassintegrazioni partite oggi – ha affermato il segretario della Fiom piemontese Giorgio Airaudo – credo rappresentino soltanto l’inizio. In assenza d’incentivi, in tutta Europa, il mercato si contrae e la Fiat ha già detto che adeguerà i volumi al mercato”.

Le proteste delle tute blu, intanto, si susseguono in tutti gli stabilimenti e nell’indotto. Ieri c’è stata una nuova assemblea alla Fma di Pratola Serra (Avellino), azienda che produce motori. Presenti circa 300 operai, insieme al segretario Fiom Cgil Giorgio Cremaschi e a quello regionale Uilm Giovanni Sgambati.

Dall’assemblea, riferisce l’agenzia di stampa Agi, è arrivata la condanna per l’intervento delle forze dell’ordine sabato notte e domenica mattina contro il presidio dei lavoratori che tentava di impedire l’uscita dei camion con i motori diretti allo stabilimento di Cassino.

Confermato il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento almeno fino a venerdì 26, giorno dell’incontro con l’azienda al tavolo del ministero dello Sviluppo economico.

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