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Berlusconi sempre più ansiogeno

Autore: . Data: venerdì, 19 febbraio 2010Commenti (0)

Una giornata di proclami ed esternazioni. Con una certa vena di surrealtà.

Ha detto il premier: “Per quanto riguarda i reati di corruzione ho in animo di presentare un provvedimento addirittura nel prossimo Consiglio dei ministri allo scopo di inasprire le attuali norme”, provvedimento auspicabile se non fosse che lui stesso è sotto processo per quel reato.

Si deve ricordare che l’avvocato inglese David Mills è stato condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi per aver ricevuto 600mila dollari versati sul suo conto dal premier, attraverso il manager Carlo Bernasconi, per testimoniare il falso nell’ambito di due processi in cui era imputato lo stesso presidente del Consiglio.

Il Cavaliere però non si è limitato alla corruzione. In una cena con alcuni senatori del Pdl per fare il punto della situazione in vista delle prossime scadenze parlamentari e del voto di marzo, secondo alcuni partecipanti ‘chiacchieroni’, è tornato ad attaccare i giudici che a suo parere si accaniscono contro di lui.

La soluzione per ‘risolvere’ i guai giudiziari è stata individuata in una rapida riforma della magistratura e della giustizia. Sempre secondo i commensali,  il presidente del Consiglio se la sarebbe presa anche con alcuni membri del Csm, anche loro tra i suoi persecutori.

Essendo un parlatore ad oltranza, le cronache della serata hanno riportato di tutto, dalle tradizionali barzellette alle critiche ai “birbantelli” o “birbanti”, gli eredi dei mariuoli di Craxi, che fanno affari a spese dei cittadini.

Poi il premier ha condannato le intercettazioni telefoniche, tanto che poche ore dopo, rapido come non mai, il sottosegretario Paolo Bonaiuti ha dichiarato: “È necessario porre un freno a questo tipo di diffusione plateale delle intercettazioni. Il provvedimento sulle intercettazioni probabilmente tornerà ancora una volta in Aula, forse prima delle regionali”.

Il presidente del Consiglio ha anche parlato di Gianni Letta, individuandolo come prossimo candidato al Quirinale. Quindi in una fase iperattiva, ha detto sul sottosegretario: “Sembra quasi che sia un peccato darsi da fare… se c’è qualcuno che veramente è straordinario sul piano dell’operatività e dell’operare per il bene comune è proprio il dottor Letta”.

Sulle indiscrezioni di stampa che vorrebbero il suo consigliere di fiducia coinvolto dalle indagini sulla banda dei furbacchioni della Protezione civile, il premier ha sostenuto:  “Non credo che Letta debba assolutamente tenere conto di voci che sono soltanto delle dimostrazioni di inciviltà e di barbarie”.

Infine, Berlusconi si sarebbe lamentato della sentenza sul lodo Mondadori, che lo costringe a risarcire con 750 milioni di euro Carlo De Benedetti, in una vicenda nella quale sono emersi episodi di corruzione che hanno obiettivamente favorito le sue aziende.

Ma il presidente del Consiglio è preoccupato per i numerosi segnali di cedimento della cupola omertosa che da anni protegge i corrotti. Per questo ha sostenuto coi giornalisti: “Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico”, anche se in caso di condanna “dipende da caso a caso: noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’Ufficio di presidenza a decidere caso per caso”.

La considerazione appare strana e nessuno ha chiesto a Berlusconi come intenda comportarsi con se stesso. Essendo sotto processo come si applica a lui la nuova linea ‘partito pulito?’

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