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Autore: . Data: venerdì, 15 gennaio 2010Commenti (0)

Come autoprodursi un libro e vivere felici e contenti. Un articolo per “Tu Inviato”

libroUn catalogo superiore ai 7.500 titoli, 4.000 dei quali solo nel 2009: sono le cifre di www.ilmiolibro.it, il sito di self-publishing. Cifre raggiunte non in decine di anni ma da metà 2007, da quando il servizio è in funzione.

www.ilmiolibro.it è legato alla piattaforma kataweb del gruppo Repubblica-L’espresso e si basa sul  concetto di autoproduzione della propria opera. Concetto non nuovo (c’è chi lo fa risalire addirittura a John Milton e al suo Aeropagitica, libello che polemizzava col governo per le limitazioni sulla libertà di stampa, uscito anonimo nel 1644) e che vanta autori di spicco quali Giuseppe Genna o James Redfeld, proprio quello della profezia di Celestino. La novità è nella possibilità di accedervi per tutti e nella vastità che sta assumendo il fenomeno. Infatti oltre all’italianissimo ilmiolibro c’è anche l’americano www.lulu.com, leader mondiale del settore, e molte  altre esperienze minori.

Ma come funziona self-publishing e da cosa si differenzia da un normale editore, ammesso che siano tanti i normali editori? Prima di tutto la semplicità e la rapidità della pubblicazione. In pochi minuti, seguendo il programma predisposto, si può avere un libro perfetto, con anche una copertina personalizzata. E in tre giorni lavorativi la copia è a casa vostra.

Ecco l’altra differenza: se ne può acquistare anche una sola copia, il costo è sempre identico, per una o per mille. Oppure si può non comperare nulla, in questo caso il libro non potrà però essere messo in vendita sul sito. Ma non pare questa la preoccupazione principale degli utenti de “ilmiolibro” visto che dei quasi 8.000 libri editi solo 500 sono stati posti in vendita.

Con buona pace dei puristi della parola scritta che mal vedono operazioni di questo genere. Ma dove sta scritto che essere scelti da un editore è sinonimo di qualità? Basta scorrere le classifiche dei libri più venduti, da “Uomini” di Alba Parietti a “Dieci+. Il mio mondo in un numero”  di Alex Del Piero a “Tutte le barzellette su Totti raccolte da me” di Francesco Totti per avere più di un dubbio.

Pubblicare on line può avere due significati allora, il primo più personale, e dai numeri sembra essere la scelta principale degli utenti de “ilmiolibro”: avere per se, e forse per mostrare agli amici e ai conoscenti o per lasciarle di fianco agli altri testi nella libreria di casa, la propria opera, stampata e rilegata come un vero libro.

Oppure saltare editori, distribuzione e librai, affidando alla rete e agli internauti il giudizio sulle pagine prodotte. In una grande libreria virtuale, ove si possono esporre, segnalare, criticare senza strategie di marketing, grafici di vendita, problemi di profitti a farla da padrone.

Forse il futuro della lettura sta proprio nella rete, nella capacità di liberare scrittori e autori, gli unici davvero interessati alla libera e ampia diffusione del bene-libro, alla integrità del messaggio, alla salvaguardia della paternità intellettuale. Al diritto alla lettura e, perché no, anche a quello della non lettura.

Luigi Lusenti

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