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La strana storia del chirurgo Marino

Autore: . Data: giovedì, 21 gennaio 2010Commenti (0)

L’ex candidato alla segreteria del Pd sarebbe stato ‘punito’ dai suoi avversari interni. Lui non ci crede.

La vicenda è oscura e se fosse confermata risulterebbe estremamente grave. Due quotidiani, ‘Il Corriere della Sera’ e ‘l’Unità’, hanno pubblicato il testo di una intercettazione telefonica dalla quale emergerebbe la decisione da parte di ‘sostenitori’ di altri candidati alla segreteria del Partito democratico di impedire al ‘chirurgo’ Ignazio Marino di operare all’ospedale S. Orsola di Bologna.

Lui ha smentito i fatti dicendo: “Io non credo nei complotti e non credo che qualcuno possa aver complottato contro di me per impedirmi di operare un malato, per esempio, con un grave tumore del fegato”. Resta il fatto che il chirurgo, tra i più bravi nel suo campo, nell’ospedale bolognese non è mai entrato. Il motivo lo ha spiegato lui stesso: “Le sale operatorie dove avrei dovuto operare non erano più disponibili perchè sottoposte ad una ristrutturazione che sarebbe terminata alla fine del 2010 o all’inizio del 2011″.

E’ comunque singolare che una struttura importante come il S. Orsola si accorga che le sue sale operatorie sono da ristrutturare solo dopo aver previsto l’impegno di un chirurgo di fama internazionale.

Nella intercettazione raccolta dal pm Pierpaolo Bruni della Procura di Crotone, che indagava su tutt’altro argomento (illeciti nella costruzione di centrali elettriche), parlavano al telefono Giuseppe Carchivi, un commercialista di Crotone che ha lo studio a Colle Di Val D’elsa, in provincia di Siena, e un “professore” del nosocomio bolognese.

Professore: “… Ti volevo raccontare una cosa, successa la settimana scorsa … dopo lo schieramento politico di Marino”.
Carchivi: “Ehe Ehe”.
P: “Hanno fatto il voltafaccia (…) in sostanza i vertici regionali, che come tu sai si sono schierati con Bersani, e quindi Marino non è più gradito qua … il mio direttore generale Cavina (del S.Orsola,
ndr) lo ha chiamato dicendogli “sa…abbiamo difficoltà di sala operatoria, problemi di Consiglio di facoltà, sa che c’è un centrodestra molto forte a Bologna”, pensa che cazzate che gli ha raccontato … io l’ho ascoltata la telefonata: insomma, conclusione, gli ha detto che al momento non se ne fa niente. E lui (Marino, ndr) m’ha detto: “ma allora adesso come faccio, io ho i miei pazienti da operare…”. Insomma lui è rimasto a piedi, non ha una sala operatoria, con i pazienti da operare. Allora mi ha detto: “Mi devi aiutare a trovare un’altra soluzione”. Io che cazzo di soluzione gli trovo, Giuseppe? Dove lo faccio operare, a casa mia? Non so come aiutarlo perché, capisci, ha fatto una scelta politica che lo ha messo in una certa luce con l’entourage di questa zona”.
C: “Che tristezza”.
P: “Eh, che tristezza, lo so, però così è andata la storia. Ti ripeto, in realtà ufficialmente non è mai stato detto questo. Ufficialmente è stato detto che abbiamo problemi di sala operatoria, che le sale operatorie sono troppo piene che … insomma tutte cazzate, ovviamente, tutte minchiate …”.
C: “A Siena potrei aiutarlo, ma Siena è come Bologna … E Pinna (direttore reparto trapianti,
ndr), che dice?”.
P: “Pinna ha detto che (Marino,
ndr) ha fatto una mossa che gli ha tagliato le gambe, Bissoni (assessore regionale alla Sanità, ndr) era favorevolissimo all’operazione”.
C: “Ma come si può nella sanità italiana andare avanti?”
P: “Però è così, Giuseppe… questo è uno che, si potrà dire tutto, ma sicuramente il fegato lo sa trattare. Oh, e questi lo tagliano perché, capito?, per fare le vendette trasversali. (…) E’ un’assurdità che un chirurgo di quella portata non abbia una sala operatoria… che c’ha i malati che aspettano… Marino aveva in mano un contratto che doveva solo essere controfirmato. E si è fermato tutto”.
C: “E se lo controfirmasse?”
P:  “Marino me l’ha detto: se devo venire al S. Orsola che c’è una guerra nei miei confronti… io mi troverò un altro posto…Tra l’altro non chiedeva manco un cazzo di soldi: s’era fatto un contratto da 1.500 euro… tu calcola che ogni ritenzione epatica che faceva Marino, il S. Orsola intascava 25.000 euro e gliene dava 1.500…” (…)
C: “Renditi conto che qui siamo al paradosso … andare ad aiutare il Presidente della commissione d’inchiesta (sulla sanità pubblica,
ndr), uno dei migliori chirurghi al mondo, a trovare una sala operatoria. (…) Io ne parlo con Ignazio, sarei per fare una rivoluzione … questo è uno scandalo nazionale”.

Forse si tratta di solo di un equivoco, forse i due intercettati erano in preda ai fumi dell’alcool o forse è tutto vero. Resta il fatto che Marino a Bologna non ci è mai arrivato.

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