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Il ‘processo breve’ libera gli assassini sul lavoro

Autore: . Data: venerdì, 22 gennaio 2010Commenti (0)

Ecomafie, reati contro l’ambiente ed infortuni non saranno più problemi.

L’ennesima misura salva Berlusconi è di manica larga, perchè insieme al premier potrebbe cancellare gran parte dei processi sulla sicurezza sul lavoro.

E’ il parere del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Il sindacalista, che ha anche ricordato il più che fondato rischio di non costituzionalità, ha ricordato che tra i processi a rischio estinzione ci sono quelli contro le ecomafie e contro imprenditori che hanno commesso reati a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini ed anche quelli che hanno sollevato grande allarme sociale ed economico con grande risonanza internazionale, il crack Cirio in testa.

Altri ‘beneficiati’ saranno i datori di lavoro che, per aver evaso le norme sulla protezione della salute e della vita dei lavoratori, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. In questi casi “le norme approvate sono addirittura peggiorative del testo precedente che, almeno, escludeva tutti i processi in corso per reati concernenti l’ambiente di lavoro”, ha spiegato Epifani.

Secondo il leader della Cgil “invece di intervenire con importanti risorse finanziarie per fornire nuovi organici e mezzi tecnici, e garantire così il diritto di tutti i cittadini ad una giustizia giusta ed efficiente, il governo e la sua maggioranza, nei fatti, varano un’ amnistia perpetua e mascherata che cancella un numero molto grande di processi e cancella il diritto delle vittime dei reati a vedersi riconosciuto comunque, in una sentenza di un giudice, il danno subito”.

“Poichè l’imputato e la vittima non sono uguali davanti alla legge, diventa legittimo il sospetto sulla costituzionalità di un simile provvedimento di legge”, ha spiegato il sindacalista.

Infine, ha concluso Epifani, “questo disegno di legge comporta la cancellazione di processi per reati economici anche se collegati ad attività della criminalità organizzata o a corruzione di pubblici amministratori e annulla di fatto, nelle attuali condizioni della giustizia, il controllo della legalità e la possibilità di colpire i cosiddetti colletti bianchi”.

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