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Bertolaso sotto assedio

Autore: . Data: mercoledì, 27 gennaio 2010Commenti (0)

Gli Usa insistono nel criticarlo duramente e Berlusconi lo scarica.

Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha detto ieri di essere rimasta “profondamente ferita” dalle critiche fatte alle operazioni di soccorso statunitensi ad Haiti.

Il ministro degli Esteri di Washington si è resa conto che non solo Bertolaso, ma anche una parte non irrilevante della stampa internazionale, hanno il sospetto che le intenzioni americane siano perlomeno ambigue.

Parlando ad un forum col personale del Dipartimento di Stato, ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno facendo tutto il possibile per aiutare Haiti operando concretamente. Ha inoltre osservato che “certa stampa internazionale ha compreso male o deliberatamente male interpretato” le intenzioni degli Usa nell’inviare truppe nell’isola per contribuire all’opera di ricostruzione.

Le proteste di alcuni governi sudamericani e l’ormai evidente incapacità nella gestione dei soccorsi debbono aver indotto Clinton ad una immediata operazione ‘immagine’, per evitare che sull’amministrazione Obama cali il dubbio di voler utilizzare una catastrofe ambientale per rafforzare il dispositivo strategico statunitense nei Caraibi.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è immediatamente allineato alle posizioni Usa, affermando che “la risposta è stata rapida, ma senza il generoso e significativo intervento degli Stati Uniti sarebbe stato tutto assai più difficile. In situazioni critiche come questa, è purtroppo inevitabile che sorgano serie difficoltà nell’assicurare un efficace coordinamento degli aiuti. Resto tuttavia convinto che in questi casi sarebbe opportuno evitare dichiarazioni che possano involontariamente innescare polemiche, partendo dall’assunto che tutti sono impegnati in buona fede ad aiutare la popolazione di Haiti”. In sintesi, ha scaricato il suo supereroe delle sciagure Bertolaso.

La ‘dissociazione’ del premier segue quella del suo ministro degli Esteri, Frattini, che aveva dichiarato a riguardo delle parole del Capo della Protezione civile: “Ha fatto proposte importanti (Bertolaso, ndr) al governo e al presidente di Haiti sulla sorte di tanti bambini e sulle linee di evacuazione. Poi qualcuno gli ha chiesto di parlare da giornalista e lui ha attaccato frontalmente l’America e le organizzazioni internazionali. In queste ultime dichiarazioni il governo italiano non si riconosce”.

Ma Frattini non si era fermato ed aveva insistito affermando che le critiche alla gestione Usa degli aiuti “sono probabilmente state dettate da un fattore emotivo. Questo aspetto infatti conta molto quando si è in situazioni di vera tragedia come quella di Haiti”, lasciando intendere che Bertolaso non è in grado di controllarsi in situazioni di stress, fatto terribile per chi dirige una struttura in permanente stato di tensione a causa del compito che deve svolgere.

E infatti il supereroe delle sciagure aveva immediatamente replicato: “Respingo l’ipotesi che abbia parlato come reazione emotiva: è noto che sono pagato per stare calmo ma anche per fare le cose per bene”. Poi, però, consapevole di aver detto troppo aveva fatto anche una brusca marcia indietro: “Non ho attaccato gli Usa, che stanno mettendo in campo uno sforzo importante, ma ho criticato la mancanza di organizzazione, con migliaia di haitiani abbandonati a se stessi. Se uno arriva con oltre 15 mila uomini e poi non sa dove andare o cosa fare perché non c’è nessuno che glielo dice è chiaro che poi si creano i problemi che tutti abbiamo visto”.

InviatoSpeciale aveva rilevato in altro articolo (leggi) che il Capo della Protezione civile aveva anche fatto notare che gli americani si erano sostituiti alla missione Onu ‘Minustah’ (Missions des Nationes Unies pour Stabilisation en Haïti), incaricata dal Consiglio di sicurezza nel 2004 di mantenere l’ordine e la legge nel Paese e di proteggere il personale internazionale impegnato in progetti umanitari.

In questo scenario anche l’opposizione fa una figuraccia. Felice Belisario, presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, e del tutto ignaro del problema Haiti, ha voluto in ogni caso dire la sua. Ha dichiarato: “L’immagine dell’Italia all’estero peggiora sempre di più. Dopo le numerose gaffes del presidente del Consiglio ci mancava anche il suo sottosegretario Bertolaso”. Poi il senatore ha sottolineando che “nonostante la nota ufficiale di Berlusconi, la figuraccia, per un Paese che ha già un’immagine compromessa a causa del suo premier, resta. Berlusconi è così abituato alle gaffes che non gli dà l’importanza che meritano e sta pensando addirittura di promuovere il suo sottosegretario. Bertolaso ha avuto un atteggiamento sulla tragedia di Haiti per cui il governo è dovuto intervenire con tutta la forza diplomatica che dispone. Sarebbe opportuno – ha concluso Belisario, che sull’argomento ha presentato anche un’interrogazione – riconsiderare la sua promozione al coordinamento degli interventi di prevenzione in ambito europeo e internazionale”.

Se solo il rappresentante dell’Idv avesse letto la stampa estera avrebbe capito che la questione è ben più complicata di quanto non appaia. La questione della presenza militare ad Haiti rischia di surriscaldare le relazioni tra diversi governi del Sudamerica e Washington, rendendo ancor più critica la credibilità di Obama, che sulla ‘pacificazione’ aveva fondato la sua campagna elettorale. Ad oggi non si nota un mutamento sostanziale di rotta dal suo predecessore Bush e in Iraq, Afghanistan e Medio Oriente la situazione rimane di allarme rosso.

Per il presidente Usa forse si sta aprendo un grave periodo di crisi e Bertolaso per una volta si è accorto di qualcosa che in molti non vogliono vedere.

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