cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Xenofobia a Sesto San Giovanni

Autore: . Data: lunedì, 14 dicembre 2009Commenti (0)

Alcuni cittadini del comune lombardo non tollerano gli islamici.

razzismoNella cittadina un tempo roccaforte della sinistra un ‘Comitato Civico’, composto pare da un migliaio di cittadini, da mesi cerca di impedire la realizzazione di un luogo di preghiera islamico in centro.

“A Sesto San Giovanni dopo la realizzazione abusiva di un oratorio per bambini musulmani, nello scorso mese di luglio, e la preghiera del Ramadan tra agosto e settembre, il Centro Islamico locale è al lavoro per realizzare opere di ristrutturazione in un immobile destinato a luogo di culto. Il tutto è avvenuto e avviene nel cuore della città in un’ex officina priva dei permessi e delle autorizzazioni previste dalla legge”, hanno comunicato gli aderenti al Comitato.

Che hanno aggiunto: “E ciò accade mentre i ministri Maroni e La Russa annunciano che il Parlamento sta pensando ad una legge nazionale che regolamenti l’ubicazione delle moschee e il sindaco Oldrini prova vanamente a far da garante, affinchè le regole siano rispettate”.

Per gli xenofobi i musulmani smentiscono “le parole tranquillizzanti del sindaco che, anche recentemente, aveva dichiarato di essere alla ricerca di un altro sito ove garantire alla Comunità islamica un luogo di culto, lontano da un’area fortemente urbanizzata e logisticamente non idonea”.

Il razzismo e l’intolleranza religiosa in Lombardia crescono e si nascondono dietro bizzarre giustificazioni. Perchè mai, infatti, per pregare una zona “fortemente urbanizzata” sarebbe “non idonea”? A Roma dovrebbe essere chiuso il Vaticano, secondo questo principio, a meno che il problema riguardi solo gli islamici.

Tale Dante, secondo una dichiarazione riportata da www.ccquartiere3.it aderente al Comitato, avrebbe detto: “Non solo c’è movimento ma stanno montando parquet. Il tutto durante una festa nazionale. Alla faccia della volontà di integrazione. I signori islamici prendono per i fondelli anche l’Amministrazione comunale….”.

L’amministrazione comunale di centro sinistra, sembra, invece di isolare e contrastare duramente queste forme di inaccettabile discriminazione religiosa, tentenna. E questo è forse il segnale più grave dell’imbarbarimento che sta devastando il tessuto sociale del nord del Paese.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008