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Mantovano, il sottosegretario distratto

Autore: . Data: giovedì, 10 dicembre 2009Commenti (0)

L’esponente del centro destra inventa una “azione coordinata” di magistrati per boicottare le deportazioni in Libia.

migrantiHa detto il sottosegretario all’Interno, che tra l’altro è stato giudice: “Quella della procura di Siracusa per mettere sotto inchiesta i militari che hanno respinto i barconi dei clandestini non è l’iniziativa di un singolo, da parte di un’azione coordinata su basi ideologica per boicottare le leggi sull’immigrazione”.

Mantovano ha ricordato che “non è nuovo questo tentativo della magistratura di disapplicare le norme sull’immigrazione volute dal governo. E’ successo già nel 2002-2003 contro la Bossi-Fini e qualcosa di simile si sta verificando adesso contro le regole del pacchetto sicurezza”.

Come al solito le cose stanno in un altro modo.

Nei giorni scorsi il procuratore di Siracusa Ugo Rossi aveva detto: “Il trattato bilaterale italo-libico non ha mai modificato in alcun modo, nè avrebbe potuto farlo, le convenzioni internazionali ratificate e dunque diventate parte integrante della legislazione italiana che vietano espressamente, al pari delle norme interne, tanto le operazioni di respingimento collettivo che l’espulsione di minori”.

Rossi aveva spiegato: “Considerato che quando dei migranti sono su navi italiane, benchè in acque internazionali, quella nave è a tutti gli effetti suolo dello Stato italiano, ne deriva la naturale e piena vigenza della nostra legislazione”.

Le navi militari rimangono suolo italiano sia che navighino in acque internazionali sia che lo facciano in acque straniere. I profughi una volta saliti a bordo sono in Italia a tutti gli effetti e per questo non possono essere respinti prima dell’espletamento delle obbligatorie pratiche di riconoscimento e neppure possono negare il diritto da parte dei migranti di presentare domanda di asilo.

Per il procuratore, inoltre, “da parte della procura di Siracusa non vi è stata alcuna violazione bensì strettissimo ossequio della legge. E considerato che nel nostro Paese vige, altresì, il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, avviare il procedimento è stato un atto dovuto. Stiamo adesso valutando ogni cosa, stiamo effettuando gli altri accertamenti, nella piena convinzione che se dovessero emergere delle responsabilità penalmente rilevanti non sarà certo l’ultimo chiodo del carro a pagare per tutti”.

Che il sottosegretario Mantovano da ‘politico’ sia abituato a fornire una visone ‘parziale’ dei fatti è comprensibile, ma che un ex magistrato ignori alcune norme elementari fa decisamente impressione.

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