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Lo ‘scoop’ dell’anno: è inverno

Autore: . Data: martedì, 22 dicembre 2009Commenti (0)

Telegiornali e stampa non parlano d’altro.

invernoOrmai il freddo d’inverno ed il caldo d’estate sono diventati motivo per imbastire cronache minuziose e reportage. In gran parte d’Europa ed in nord America le condizioni del tempo ieri erano ben più serie di quelle italiane, ma la ‘Bbc’ informava i suoi lettori, insieme allo spagnolo ‘El Pais’, sulla situazione iraniana nel giorno dei funerali del Grande Ayatollah Montazeri, la ‘Cnn’ ed il ‘Washington Post’ si occupavano della legge che riforma il sistema sanitario statunitense, Il ‘New York Times’ si divideva tra Iran e la sanità statunitense, ‘Le Monde’ era anche lui sull’Iran e ‘Liberation’ invocava insieme a ‘Sos razzismo’ una riflessione profonda sul tema della ‘identità nazionale’. In Italia nulla di tutto questo: la prima notizia on line dei grandi quotidiani era la neve.

In realtà un motivo di preoccupazione c’è: basta che il termometro scenda di qualche linea e quasi più nulla sembra funzionare. Alta velocità in tilt, strade interrotte, persino partite di calcio sospese. Naturalmente le puntigliose analisi dell’informazione nazionale non cercano cause, responsabilità e tantomeno propongono rimedi.

Con stoica rassegnazione, sempre ieri, una agenzia di stampa informava che nella notte tra domenica e lunedì “alla stazione Termini un gruppo di almeno 600 passeggeri che doveva partire alle 23,50 con il treno per Torino è rimasto bloccato allo scalo ferroviario. I passeggeri sono stati lasciati al freddo, senza alcuna informazione sui treni successivi, dato che quello per Torino era stato infine soppresso”.

Tra le vittime della sfortunata quanto abituale incombenza (in estate succede lo stesso, ma per il ‘troppo’ caldo), il capo ufficio stampa dell’Orchestra Sinfonica di Roma, Anna Del Ponte, ha dichiarato: “È stata aperta una sala d’attesa, ma era gelida e i bagni erano chiusi. C’era un bambino piccolo che doveva recarsi a Genova, all’ospedale Gaslini per un trapianto di midollo e la mamma è poi, per conto suo, riuscita a prendere un treno per Milano da dove poi sarebbe andata a Genova. Un anziano è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso di un ospedale vicino per insufficienza respiratoria”. Del Ponte ha raccontato che intorno alle 4 del mattino “ci hanno fatto salire su un treno sul quale non c’era riscaldamento e non funzionavano i bagni, ci hanno portato delle coperte ma completamente inutili. Una vera vergogna. Siamo rimasti al freddo per almeno due ore poi ci hanno fatto scendere e alle 6,30 ci hanno fatto salire su un treno diretto a Genova da dove poi dovremo cambiare. Una vergona, siamo stati letteralmente abbandonati al freddo, senza alcuna assistenza”.

A testimoniare la gravità della situazione una nota, sempre di ieri, dell’Adoc, che chiedeva a Trenitalia l’adozione di una misura straordinaria ‘una tantum’ per prevedere il rimborso dei biglietti per tutti i passeggeri che, alla partenza o all’arrivo, abbiano subito un ritardo di almeno mezz’ora.  Richiesta spedita al mittente dalle Fs, convinte che i ritardi siano dovuti ad “eventi naturali”.

Ma l’Italia è un Paese nel quale è possibile che l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, possa dichiarare alla stampa senza essere immediatamente censurato e rimosso: “Non posso dire ai passeggeri di rimanere a casa, ma li invito ad attrezzarsi per affrontare i ritardi dovuti a questo eccezionale maltempo. Chi deve affrontare un viaggio su un treno a lunga percorrenza è bene che porti con sè un maglione in più, panini ed acqua”. Insomma, treni fai da te in Europa e per fortuna che non si è chiesto ai viaggiatori di fornirsi anche di renne e slitte.

Ha scritto l’associazione dei consumatori: “Italia sotto la morsa del gelo, e l’Alta Velocità va in tilt. Friuli e Veneto sono isolati, i treni in direzione Sud-Nord sono quasi tutti in ritardo, tra l’ora e mezza e le due ore. Chiediamo a Trenitalia il rimborso ‘straordinario’ dei biglietti per i passeggeri che hanno subito ritardi di almeno trenta minuti, alla partenza o all’arrivo, una misura prevista in altri paesi europei colpiti dall’ondata di gelo, come ad esempio in Spagna dalla Renfe. In caso contrario, valuteremo con i nostri legali la sussistenza delle condizioni relative all’interruzione di pubblico servizio, dato che un quarto dell’Italia, in particolare Friuli e Veneto, sono isolati e che la maggioranza dei treni diretti da Sud a Nord presentano ritardi oscillanti dall’ora e mezza alle due ore. I treni diretti a Torino sono tutti in ritardo, a Milano il treno delle 9 proveniente da Roma è stato soppresso. Trenitalia ha sempre annunciato l’adozione degli scambi termici per ovviare a questi problemi, – continuava l’Adoc – ma alle promesse non sono mai seguiti i fatti. Il gelo era ampiamente previsto, perchè non sono state trovate per tempo soluzioni adeguate per evitare questi disagi?”.

L’aspetto che riguarda l’ormai fatiscente comparto dei trasporti italiano è, tuttavia, parte minima delle notizie diffuse ed i rappresentanti dei consumatori sono costretti a chiedere l’ovvio, ovvero il rimborso dei biglietti, mentre Trenitalia aumenta le tariffe sostenendo di fornire un servizio ‘competitivo’.

Intanto il governo federale americano ha emanato in questi giorni un regolamento che punisce severamente le compagnie aeree che tengono a bordo per più di tre ore i passeggeri dei veivoli in attesa di decollo (con sanzioni pesantissime) a causa di problemi che hanno riguardato da gennaio a giugno di quest’anno solo 613 aerei sulle migliaia che ogni giorno atterrano e decollano dagli aeroporti Usa. Cosa accadrebbe alle Ferrovie o ad alcune linee aeree italiane se si dovesse valutare davvero la quantità di disagi che sono costretti a sopportare i viaggiatori?

Il problema dell’informazione nazionale è forse diventato il primo del Paese, perchè tra provincialismo, distorsioni, notizie manipolate o propagandistiche i cittadini sono molto poco consapevoli della situazione reale. Tra qualche giorno il ‘freddo’ finirà e tutto rimarrà come sempre. In attesa dell’estate, quando di nuovo le prime pagine ed i sommari dei Tg saranno conquistati dal ‘caldo’.

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