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Epifani: “Alitalia vive alla giornata”

Autore: . Data: giovedì, 3 dicembre 2009Commenti (0)

Il leader della Cgil rompe il silenzio sullo stato della Compagnia.

alitaliaIl segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha sostenuto che Alitalia-Cai “non può vivere alla giornata”, ma ha bisogno di un piano di investimenti e di rilancio. Per il  sindacalista il bilancio di un anno presenta luci e ombre.

“Le ombre -ha spiegato Epifani – riguardano la non applicazione degli accordi, come il fatto che ci sono lavoratori in cassa integrazione e che alcuni impegni presi, ad esempio nell’area motori, non siano stati rispettati”. A questo, ha proseguito Epifani, si aggiunge il problema relativo “alla qualità del servizio e alla riduzione delle tratte che non depongono positivamente”.

Il leader della Cgil ha anche ricordato le debolezze della compagnia riguardo a servizi, puntualità, riduzione delle tratte, ma ha ammesso le difficoltà del momento e che per questo “Alitalia si muove in una situazione oggettivamente difficile non solo per questa compagnia, ma per tutti gli altri settori. E, malgrado questa situazione, negli ultimi mesi, Alitalia è andata un pò meglio rispetto alla partenza”. “Ma – ha aggiunto – è proprio questo il punto se vogliamo avere un futuro e una prospettiva, non possiamo vivere alla giornata. Ci vuole un piano di investimenti, un piano di rilancio, un piano più attento alle esigenze dei consumatori. Resta in prospettiva il grande tema delle alleanze: ma qui il problema non è allearsi e basta ma allearsi e contare perchè se uno si mette con Air France e decide tutto Air France e tutto viene giocato sugli interessi di questa compagnia, per il nostro Paese le cose non migliorano tanto”.

Epifani ha citato l’esempio della fusione tra Iberia e British: un’operazione avvenuta all’insegna di un “rapporto quasi paritario”. E Alitalia “è una compagnia piccola rispetto ai grandi competitori, può sopravvivere in una nicchia se ha una strategia, ma questa oggi manca”.

In realtà al momento non è affatto certo che Alitalia possa reggere alla trasformazione profonda del mercato del trasporto aereo, che vede un sempre maggiore concentrazione dei protagonisti più forti e la crescita delle dimensioni delle principali low cost.

Si tenga conto, solo per fare alcuni esempi, che British Airways, prima della fusione con Iberia, possedeva 230 aerei per 550 destinazioni in tutto il mondo, EasyJet 174 aeromobili per 104 destinazioni o Ryan air una flotta di 202 jet per 151 destinazioni. Alitalia, invece, copre 69 destinazioni con 157 aerei e persino nel trasporto internazionale europeo da e verso l’Italia è solo terza, dopo Ryanair ed EasyJet.

Per l’amministratore delegato di Alitalia-Cai, Rocco Sabelli, però le considerazioni del leader della Cgil sono prive di fondamento. “Epifani è poco informato o fa finta di esserlo – ha detto l’ad – le sue sono, infatti critiche ingenerose. Il rilancio e gli investimenti, tra cui quelli per la nuova flotta, sono sotto gli occhi di tutti”.

Per Sabelli “alla prova dei fatti il nostro piano è corretto. Rifarei esattamente quello che ho fatto l’anno scorso. L’anno che è passato ha confermato, infatti, la necessità di realizzare quel piano e quello che noi stiamo facendo lo fanno anche tutte le altre compagnie dalle più grandi alle più piccole”.

Poi, non potendo negare la realtà, l’amministratore delegato ha sostenuto che Alitalia chiuderà un 2009 “accettabile visto il contesto, ci aspetta però un 2010 difficilissimo, complicato e in salita” ed aggiunto che la Compagnia (nonostante i ‘regali’ ottenuti dal governo Berlusconi) “è in partita: abbiamo avuto una partenza difficile con risultati non incoraggianti perchè perdiamo, ma il nostro trend è incoraggiante. I conti reggono, la posizione finanziaria è solida, possiamo giocare la partita fino in fondo”.

Sabelli ha rivendicato la validità del piano industriale perchè “era corretto, così come la scelta di dominio sul mercato domestico e la focalizzazione sul core business. Dio solo sa dove saremmo oggi se avessimo ancora in carico la manutenzione e il cargo. L’anno che è passato ha confermato la necessità di questo piano industriale”.

Pur potendo eludere le norme antitrust, grazie a norme speciali concesse dal Cavaliere, Alitalia riuscirebbe a coprire poco meno del 50 per cento del traffico nazionale, mentre la sua rotta più importante, la Milano-Roma, è ormai isidiata dai treni ad alta velocità delle Ferovie dello Stato.

C’è da sperare che gli auspici di Epifani trovino ascolto, perchè altrimenti per gli “eroi” di Berlusconi non resterà altra possibilità che cedere del tutto la Compagnia ad Air France-Klm. Con buona pace degli italiani, che ci hanno rimesso circa tre miliardi di euro.

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