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Bersani sul filo del rasoio

Autore: . Data: martedì, 22 dicembre 2009Commenti (0)

Il segretario del Pd alle prese con ‘l’offensiva dell’amore’ di Berlusconi.

bersaniDopo l’aggressione di domenica scorsa il premier ha lanciato una campagna quanto mai banale nella quale si mostra nelle vesti di Cavaliere del Bene attaccato dalle Truppe del Male, rappresentate dal turpe Di Pietro e dai suoi seguaci del Partito democratico.

Finita la guerra ai comunisti (palesemente estinti) è cominciata quella contro i ‘violenti’ di ogni tipo. In questo fumetto surreale il premier continua a dettare i temi dell’agenda, che adesso sono scanditi dalla necessità di ‘”dialogo per la realizzazioni delle riforme”. In realtà la cosa che importa al presidente del Consiglio è sempre la stessa: un salvacondotto dai processi.

Il segretario del Pd è stretto tra le alchime strategiche di D’Alema, orientato a ‘soddisfare’ le intenzioni del presidente del Consiglio, e le chiusure nette di Franceschini, Marino e Bindi. Ieri tra equilibrismi di ogni tpo Bersani ha dichiarato: “Confesso che la parola dialogo non mi piace e tanto meno mi piace inciucio, ovviamente. Preferisco parole come confronto, accordo, disaccordo, nella trasparenza e nella chiarezza”. Dopo la premessa ‘linguistica’ il leader dell’opposizione si è detto  disponibile al confronto, ma con cautela: “A Natale è giusto che giri un pò di zucchero – ha spiegato – ma poi viene la Befana e se il Parlamento fosse invaso da leggi ad personam sarebbe obiettivamente difficile discutere. Questa è un’assunzione di responsabilità che governo e maggioranza devono prendersi, sapendo che noi siamo contro le leggi fatte per una persona sola”.

E la speranza del Cavaliere di salvarsi dai processi con una nuovo ‘lodo Alfano’ riveduto e corretto? Bersani ha negato di essere della partita: “Il legittimo impedimento è una legge ad personam e voteremo no. Il processo breve è una amnistia per i colletti bianchi e anche una legge ad personam: votiamo doppiamente no”, ha sottolineato.

Le dichiarazioni del segretario sembrerebbero lontane dalle tesi di D’Alema e Berrsani rispondendo a chi gli chiedeva di ‘inciuci utili’ per il Paese ha detto: “Siamo un grande partito e non una caserma. Secondo le varie sensibilità ci sono variazioni sul tema ma la linea è una. Noi siamo pienamente disponibili a discutere di riforme istituzionali, ma anche di quelle sociali ed economiche di cui il Paese ha bisogno. Il luogo per farlo è il Parlamento. Sarebbe un segnale bellissimo, ad esempio, iniziare un confronto su una nuova normativa sul mercato del lavoro dei giovani perchè così non si può andare avanti”.

Le parole del leader del Pd indicano una leadership sempre più fragile, del tutto sulla difensiva, costretta a mostrare aperture nei confronti di un dibattito materialmente impossibile, perchè il Pdl non ha alcuna intenzione di cedere su nulla.

Il vicepresidente del senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, ha recentemente anticipato che il ‘lodo Alfano’ per via costituzionale sarà presentato “presto: penso prima di Natale”, sottolineando l’intenzione della maggioranza ad ”andare avanti” sulla riforma della giustizia ed ha aggiunto di escludere frenate su legittimo impedimento e processo breve.

Per ora tutti a casa per Natale, dopo la Befana si vedrà.

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