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Marrazzo scrive al Papa e Tarantini parla di politici

Autore: . Data: venerdì, 27 novembre 2009Commenti (0)

Nulla però sembra spingere i media a riflettere sul proprio ruolo.

stampaIeri molti giornali hanno pubblicato una frase di una lettera con la quale Piero Marrazzo avrebbe chiesto perdono al Papa. Nessuno saprà mai se quelle parole sono fedeli al testo, ma importa poco. Il gesto è la cosa che conta. E poi, sarà tutto vero o è solo un’invenzione?

Il giornalista-politico del Pd avrebbe deciso di pentirsi. Non lo ha fatto andando in una piccola e sconosciuta chiesetta di paese per passeggiare qualche ora con un parroco paziente ed ascoltare i pensieri di fede del religioso ed i consigli.  No, si è rivolto ai ‘piani alti’, che subito avrebbero fatto in modo di far trapelare la notizia.

Sempre secondo alcuni media, l’abate di Montecassino, il vescovo Piero Vittorelli, avrebbe detto: “Quest’uomo sta compiendo un delicatissimo iter da cui nascerà una persona nuova”, confermando il soggiorno di Marrazzo nell’abbazia benedettina in provincia di Frosinone.

Ora, però, sarebbe il caso di capire per cosa si pente l’ex presidente. Per aver tradito il patto di fiducia coi suoi elettori? Per aver frequentato dei transessuali? Per aver consumato cocaina? Per aver offerto al Paese l’immagine di un politico dissoluto ed arrogante, che prima ha negato l’evidenza e poi, una volta scoperto, ha deciso di sparire nel nulla invece di convocare una conferenza stampa e spiegare fino in fondo i come ed i perchè di tutto l’affaire ai cittadini italiani? Chiunque è libero di frequentare chi crede, ma se è un personaggio pubblico deve dirlo e sopratutto non deve mentire.

Da quando questa storia un po’ torbida è venuta alla luce, come è stato per la storia di Tarantini e della sanità pugliese, la stampa si è occupata del ‘versante sessuale’ dei fatti. Per l’imprenditore pugliese le escort a Palazzo Grazioli dal presidente del Consiglio, per l’ex presidente della Regione Lazio i suoi incontri con transgender vari. La cocaina, infine, compariva in tutte e due le faccende.

Due cose, tuttavia, sono quasi sparite dalle cronache. Che si sa dei carabinieri coinvolti nel ricatto a Marrazzo? Numerose testimonianze hanno parlato di un giro ampio di estorsioni, di minacce ripetute a prostitute e transessuali, di richieste di denaro. Il giro di corruzione nelle forze dell’ordine è circoscritto alle poche ‘mele marce’ o è più vasto? Non si intende certo immaginare uno scenario americano alla ‘Serpico’, ma certo è preoccupante il fatto che nessuno si sia accorto del ‘doppio lavoro’ degli agenti inquisiti.

Per Tarantini invece rimane un mistero il motivo per il quale un imprenditore che ha base in Puglia, con l’intento di allargare il proprio giro di affari poco limpidi, spenda una cifra astronomica per affittare una villa in Sardegna e lì organizzare party per ‘facilitarsi il business’. Avrebbe, ad onor di logica, dovuto scegliere un luogo della sua regione: la Valle d’Itria, Rosa Marina o il Salento di certo più frequentati da chi conta da quelle parti.

La lettera di Marrazzo, pur essendo un fatto di cronaca di poca importanza, trova spazio e riapre l’annosa questione sulle scelte della stampa italiana. Si investiga su una scelta personale, molto lontana comunque dal comportamento di dimessa e solitaria pena che ci si aspetterebbe da un fedele, si intervistano transessuali a raffica, si avanzano sospetti di omicidi a catena suggerendo scenari da ‘Spectre’ e non si cerca di capire se tutto va bene tra le forze dell’ordine. Neppure si indaga sul perchè in una certa zona della capitale un gran numero di appartamenti sono affittati (probabilmente in nero) a transessuali e da chi.

Stessa cosa si può dire di Tarantini, che in questi giorni starebbe ‘parlando’ di politici, ma che invece è finito nel dimenticatoio.

In Italia non ci sono solo il problema del ‘processo breve’ e delle pendenze giudiziarie del premier o la decisione (prevedibilissima) della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di impedire l’arresto del sottosegretario Cosentino, graziato dal suo ruolo, mentre un qualsiasi cittadino al suo posto oggi sarebbe in galera senza dubbio alcuno.

E’ la questione della libertà di informazione a dominare il campo. La presunta lettera di Marrazzo al Papa, per altro, forse avrebbe dovuto stimolare l’indignazione di alcuni rispettabili commentatori, poichè è inaccettabile che un rappresentante dei cittadini, eletto da decine di migliaia di persone, si dilegui nel nulla senza fornire spiegazioni sul suo operato e scriva invece al Santo Padre per farsi perdonare. I reportage sull’inchiesta pugliese non hanno ancora fornito un sola risposta chiara sui rapporti tra politica ed affari, ma nel frattempo hanno permesso che la testimone D’Addario pubblicasse un libro sulle sue ‘avventure’ scritto a quattro mani con Maddalena Tulanti, vicedirettrice del Corriere del Mezzogiorno, ovvero l’edizione barese del ‘Corriere della Sera’, che per primo rese pubblica la vicenda delle escort a Palazzo Grazioli.

Omissioni, deformazioni, mancati approfondimenti, gossip, conflitti di interesse riguardano quindi non solo il potere politico, ma anche molte testate e singoli professionisti dell’informazione. E’ il problema, mentre si sta per aprire un nuovo capitolo dei rapporti tra mafia e Stato. Ed anche in questo caso il rischio è che dopo il tornado non si arrivi a nulla, perchè chi doveva ‘controllare’ ed ‘informare’ si è perso nelle chiacchiere, permettendo ai soliti di rimanere al loro posto.

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