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Italia: sempre peggio e senza vere alternative

Autore: . Data: venerdì, 20 novembre 2009Commenti (0)

I dati Ocse mostrano uno scenario pericoloso.

povertàLa consueta raffica di dati che l’Ocse ha diffuso ieri non è rassicurante. Per l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in Italia la disoccupazione, che era nel al 6,8 per cento nel 2008, salirà al 7,6 per cento entro dicembre, di quasi un altro punto percentuale l’anno prossimo, arrivando all’8,5, e rimarrà quasi stabile sui livelli massimi, intorono all”8,7, nel 2011.

Non va meglio per il debito pubblico: quest’anno salirà di 10 punti, fino al 115 per cento del Pil, e continuerà la sua inarrestabile ascesa anche l’anno venturo, arrivando al 120. Per il rapporto deficit-Pil altre brutte notizie. Nel 2009 sarà del 5,5 per cento, ovvero sopra il 3 previsto dal Patto di stabilità, al 5,4 nel 2010 e al 5,1 nel 2011.

I ricercatori dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico pevedono una ripresa debole e lenta. “La mediocrità delle performance economiche in Italia prima della crisi – hanno sostenuto – incita alla prudenza circa l’eventualità di una ripresa rapida e precoce o di un’accelerazione forte in seguito”. Per questo motivo la capacità di uscita dal tunnel “potrebbe essere più debole del previsto nel medio termine se la situazione finanziaria mondiale migliora meno del previsto o se il miglioramento degli scambi mondiali è più contenuto”. Unico dato in controtendenza “il forte aumento del Pil registrato nel terzo trimestre” che, secondo gli indicatori, “potrebbe essere più duraturo rispetto alle nostre previsioni, mentre il tasso di crescita potrebbe rafforzarsi maggiormente nel 2011 se l’influenza del miglioramento delle condizioni finanziarie è stato sottostimato”.

Sembra, anche verificando il numero di lettori che si interessano di questo tipo di notizie, che l’andamento dell’economia non interessi gli italiani. La stampa e le tv evitano di dare spazio a questo tipo di informazioni, che rimangono relegate in qualche angolo marginale di telegiornali e giornali.

Ieri, a poche ore dalla diffusione dei dati, i principali quotidiani on line avevano già seppelito tutto, preferendo pubblicare una news sulla cattura di un piccolo killer della camorra, gli ultimi retroscena insignificanti sul ‘processo breve’, le anteprine del calendario Pirelli (quest’anno “erotico”) o le ultime esternazioni di Luca Cordero di Montezemolo. Il Tg3 ha aperto l’edizione delle 19 con due notizie di ‘nera’ per altro minori, sempre l’arresto del killer e l’individuazione di uno dei presunti rapitori di Emaniela Orlandi sparita nel nulla ben 26 anni fa.

Sappiamo che una volta pubblicato questo articolo sarà letto poco, sebbene sia l’apertura del nostro giornale. Eppure i dati diffusi dall’Osce non solo permettono di valutare l’attività reale del governo, le sue capacità di contrastare la crisi e di contenere la tragedia della disoccupazione, ma consentono anche di capire quale potrebbe essere il futuro del Paese. Senza dubbio con maggior precisione di oroscopi o con una obiettività maggiore di quella mostrata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che senza alcuno scrupolo ha detto: “La tendenza alla crescita della disoccupazione è da tempo nel conto come effetto ritardato del ciclo economico e come conseguenza delle ristrutturazioni che nel 2010 saranno più intense”, smentendo tra l’altro mesi e mesi di propaganda e di spot sull’ottimismo lanciati dal premier Berlusconi.

Sacconi, vincendo una pur difficile competizione con Monsieur de La Palisse, ha aggiunto che le previsioni fornite dall’organizzazione internazionale “costituiscono la conferma di una ripresa che può essere lenta, ma che appare certa” e se il 2009 è stato “complessivamente buio”, il 2010 avrà “luci e ombre”. Ci sarebbe da chedersi come andrebbero le cose se ci fosse la certezza di una assenza di ripresa, forse in quel caso sarebbe utile pensare ad un suicidio di massa.

La libertà di un popolo è nella sua capacità critica, nel suo saper comprendere e valutare. Ad un anno dall’apertura di una fase drammatica per le economie di tutto il mondo, in Italia le forze di maggioranza continuano a confondere i cittadini con operazioni mediatiche irresponsabili, parlando di stranieri e nutrendo il razzismo o cercando di realizzare riforme della giustizia pur di salvare da un paio di processi il presidente del Consiglio. Mentre nulla di organico si produce per contenere le conseguenze sociali della cassa integrazione e della disoccupazione. Ed i cittadini accettano di buon grado, preferendo il gossip alla durezza della realtà.

L’opposizione appare di nuovo nell’oblio, del tutto incapace di mobilitare i cittadini intorno ad una proposta politica in grado di ridare al Paese una spinta propulsiva capace non solo di combattere le difficoltà del presente, ma indispensabile per ricollocare nel medio periodo l’Italia tra i Paesi sviluppati. Perchè lo stato generale di infrastutture, ricerca, industria, agricoltura, istruzione e welfare è sempre più lontano dagli standard europei e ci sta allontanando quasi inesorabilmente dalle economie più forti.

In questa situazione di stallo le prospettive per il futuro sono più fosche che mai e nessuno, dalla torre di guardia, è capace di issare il segnale di pericolo.

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