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Il ristorante fantasma del Gambero Rosso

Autore: . Data: giovedì, 19 novembre 2009Commenti (0)

Chiuso da due anni eppure recensito dalla Guida. La notizia è subito finita nel dimenticatoio finché non se ne sono occupati alle “Iene”

SordiMangiaIl lancio di agenzia è dei primi di novembre, così diffuso dall’Ansa alle ore 14.16 del giorno 4: “Si moltiplicano le polemiche nei siti internet dedicati al cibo per un ristorante citato e valutato nella Guida Gambero Rosso 2010 con un aumento di punteggio da 76 a 77/100, ma in realtà chiuso da un paio di anni. Si tratta dell’Antica Cascina Lenga a Botticino, frazione del comune di Sangallo nel bresciano. La chiusura, come ha confermato la polizia locale, risale al 2007 dopo un incendio. Il numero di telefono indicato è inesistente e, collegandosi con il sito, arriva la risposta che è in allestimento”.

La grave inesattezza era stata peraltro segnalata da siti frequentati da gourmet di varia natura, come www.Chefdicucinamagazine.com e www.dissapore.com.

“Se è bruciato nel 2007 – si è puntualmente domandato sul suo portale Elvio Gorelli, direttore di www.chefdicucinamagazine.com, nel suo editoriale intitolato ‘Le bufale del Gambero Rosso‘ – come può essere stato recensito dagli ispettori della Guida nel 2008 per il 2009 e nel 2009 per il 2010? E se ogni recensione, come hanno sempre dichiarato dal Gambero Rosso – ha proseguito – è garantita da una ricevuta fiscale, chi ha emesso quelle ricevute negli anni 2008 e 2009?”.

Da queste domande sono ripartiti quelli delle “Iene”, popolare trasmissione in prima serata nel palinsesto di Italia Uno, che per realizzare un servizio dal titolo “Le sòle del gambero rosso” hanno spedito sul posto Andrea Pellizzari, in tempo utile per la puntata dell’altro ieri.

La vicenda è stata presentata come la trasmissione è solita fare, cioè ricorrendo all’ironia più amara, inventando la gag che ha visto protagonisti lo stesso Pellizzari e un’avvenente signora intenti a cercare un ristorante nel bresciano.

Guarda caso, si sono imbattuti proprio nel locale dello scandalo che la guida presenta come appena “restaurato” e hanno mostrato tutta la loro sarcastica indignazione una volta scoperto che è disabitato, nonostante avesse promesso, scorrendo la recensione, dall’atmosfera romantica alle marmellate di produzione propria…

“Sembra una discarica”, ha commentato l’inviato sul posto, prima di raccogliere la testimonianza del giovane ex chef che ha confermato senza indugio: “E’ chiuso dal 2008 e non ha più riaperto da allora”. Ciononostante il lettore attonito, qualora si fosse preso la briga di controllare scrupolosamente la guida, avrebbe scoperto che negli ultimi due anni il ristorante aveva meritato 77/100 e appena un punto in meno nell’edizione successiva. Però nella versione appena uscita (recante data 2010) il punteggio è tornato l’originale: 77.

A quel punto la scena si è spostata nella sede del Gambero Rosso, dove Pellizzari ha voluto sentire personalmente Carlo Ottaviano, il direttore esecutivo. L’intervistatore non è andato per il sottile durante il botta-risposta di un minuto e mezzo: “Il locale è andato bruciato…”, “Per un banalissimo problema di informatica non lo abbiamo tolto, è scappata, sono cose che succedono quando in un anno si fanno 18mila schede”.

Pellizzari ha fatto finta di andarsene, poi è tornato rapidamente sui suoi passi: “Però questa recensione è cambiata dal 2008 al 2010 per ben tre volte”. Come è possibile, dunque, che sia stata riscritta con tanto di particolari aggiuntivi e voti in calce alle descrizioni?

Ottaviano ha replicato che “l’errore capita, punto”. Di fronte ad una risposta vagamente surreale e alla provocazione successiva il manager del “Gambero”, pur sforzandosi di mantenere la calma, ha affermato che “noi abbiamo scritto il testo su indicazione di un ispettore locale” e dell’errore “ci siamo accorti noi per tempo”. Pur sempre dopo l’uscita di tre edizioni della Guida…

A ben guardare, però, la risposta più preoccupante (per i lettori) è l’ultima, a fronte della domanda sull’ipotesi che un caso simile possa ripetersi ancora: “I lettori sanno – ha replicato Ottaviano – che noi siamo la Guida più affidabile e questa settimana si è dimostrata la Guida più venduta”.

In premio, carbone allo stato puro (calamari irriconoscibili, si dice) e polenta bruciata. “La mangi, non faccia finta come al solito”. Così Pellizzari è stato messo alla porta: “Adesso basta, ché abbiamo tutti da lavorare”. E’ ora di pranzo, buon appetito.

Paolo Repetto

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