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Denuncia della Polizia penitenziaria per Rebibbia

Autore: . Data: martedì, 3 novembre 2009Commenti (0)

Dopo il suicidio di Diana Blefari Melazzi la Uil Penitenziari attacca il Dap.

polizia penitenziariaIn un comunicato dal titolo “Polizia Penitenziaria femminile abbandonata dal Dipartimento della amministrazione penitenziaria (Dap)” il sindacato scrive: “Sono oltre sei anni che la Uilpenitenziari denuncia le gravi carenze del personale femminile della Polizia Penitenziaria del Carcere Femminile di Rebibbia, il più grande carcere in Europa per la popolazione detenuta femminile”.

Le cifre ripostate sono allarmanti: “Solo ad agosto il personale femminile presente superava appena le 142 unità rispetto alle 182 unità Amministrate. Infatti molte delle restanti sono distaccate presso gli uffici e servizi dipartimentali del DAP e del Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia (ultima lo scorso Luglio su dispongo del Capo del DAP su richiesta del Gabinetto del Ministro), quando gli stessi hanno già a disposizione oltre 3200 unità per i suddetti servizi. Delle 142 unità presenti circa 119 sono gli agenti che devono assicurare ben 24 posti di servizio su più turni per le 24 ore, che comporterebbe l’impiego di oltre 65 unità femminili tra gli agenti nell’intero turno; vuol dire impossibilità assoluta di garantire solo un giorno di servizio dovendo poi giustamente garantire ferie, riposi e assenze previste di legge visto che molti di esse sono madri, mogli o in attesa di prole. La popolazione detenuta di varia tipologia supera le 330 presenze oltre il 50 per cento della capienza tollerabile”.

Le continue campagne demagogche per la sicurezza del governo di centro destra non solo finiscono col tagliare i fondi alle forze dell’ordine, ma mettono a rischio nel caso delle carceri non solo la vita dei detenuti, ma anche quella del personale di sorveglianza, perchè è facile comprendere come in simili condizioni la gestione degli istituti diventa difficile e gli episodi di violenza o di autolesionismo (suicidi) rischiano di aumentare.

Il sndacato continua: “Per questi motivi abbiamo più volte denunciato, manifestato e assunto posizione dure contro l’incapacità dell’Amministrazione. Chiediamo al Capo del Dap di fare un esame di coscienza e di rimandare in questa sede il personale femminile presente nei Gabinetti del Ministero, presso gli Uffici dipartimentali o presso i vari servizi, perché l’emergenza di questo Carcere possa essere superato”.

Si scopre allora che oltre al numero insufficiente di personale, una parte di questo è stata assegnata al ministero o ad incarichi non direttamente operativi. Uil Penitenziari conclude: “E’ insufficiente meravigliarsi dei fatti accaduti per poi rimanere inermi davanti agli stessi eventi. Diversamente saremo costretti ad assumere ulteriori iniziative a tutela del personale femminile della Casa Circondariale di Rebibbia Femminile”.

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