cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Carceri: i sindacati attaccano

Autore: . Data: giovedì, 5 novembre 2009Commenti (0)

A Rebibbia la situazione è drammatica.

prigioneIn una nota il sindacato ha scritto: “La Funzione Pubblica Cgil di Roma e del Lazio, a seguito dei tragici fatti accaduti negli ultimi giorni denuncia ancora una volta la gravità della situazione carceraria e l’esigenza di urgenti e concrete iniziative nelle politiche penitenziarie del Paese. Il sistema penitenziario regionale e nazionale ha infatti ormai travalicato il limite dell’allarme. Rischia, nel silenzio generale del Governo nazionale, di esplodere in una vera e propria crisi concreta. Nel Lazio i detenuti reclusi sono 5.681 a fronte di una capienza regolamentare di 4.449 posti. Vi sono percentuali di sovraffollamento che si registrano in alcuni dei quattordici istituti di pena della Regione, dal 150 per cento al 200, rispetto alla capienza regolamentare”.

La Cgil ha aggiunto: “Questo rende estremamente difficile la funzione di controllo di 3100 poliziotti penitenziari, che garantiscono la sorveglianza con un carico di turni inaccettabile vista la carenza di 781 unità. La situazione più drammatica riguarda però l’assistenza sanitaria che dal 2008 è passata per legge dal Ministero alle competenze del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale. Le resistenze del Ministero della Giustizia e la non volontà di collaborazione tra le istituzioni statali e sanitarie sono evidenti. Basti pensare che il Governo, non ha ancora trasferito, quanto previsto dalla legge, per la gestione dell’assistenza sanitaria in carcere, 157 milioni di euro per il 2008 e 163 milioni per l’anno 2009. Situazione particolarmente tragica riguarda proprio il delicato settore dell’assistenza psicologica, dell’osservazione e valutazione comportamentale del detenuto. Il Ministero su questo settore mantiene la responsabilità dato che non ha voluto trasferire questa competenza al Servizio Sanitario anche se il DPR 230/99 sottolinea l’obbligatorietà di garantire pari opportunità di cura ai soggetti reclusi e liberi, citando anche il benessere psicologico come parte integrante del concetto di salute e benessere. Queste funzioni il Ministero le esercita avvalendosi soprattutto degli esperti psicologi ex art. 80 (Legge 354/75 sull’Ordinamento Penitenziario), consulenti pagati a parcella dal Ministero di Giustizia. Tali esperti, sono sul territorio nazionale solo 384 di cui circa 340 psicologi, appena trenta negli istituti penitenziari romani. Il Ministero ha ridotto pesantemente le ore di servizio degli psicologi, del 57% nel 2008 e un ulteriore 30% nel 2009. La loro esclusione dalla riorganizzazione della sanità penitenziaria rende ancora più problematica non solo la valutazione psicologica dei detenuti ma rende di fatto impossibile prevenire e gestire le condotte autolesionistiche e suicidarie, potendo dedicare ad ogni detenuto in media solo da 0,8 minuti a 2,2 ore l’anno. Anche qui sono le ragioni dei 61 morti suicidi nelle carceri italiane”.

Anche Uil Penitenziari è sul piede di guerra. In un comunicato stampa dal titolo: “Il Capo del Dap a Rebibbia femminile sfugge al confronto con la Uil”, l’organizzazione sindacale ha reso noto: “Nel pomeriggio odierno il Capo del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenzaria, ndr), Franco Ionta, ha voluto incontrare il personale in servizio presso la Casa Circondariale di Roma – Rebibbia Femminile. Intento ed iniziativa che la UIL Penitenziari ha molto condiviso ed apprezzato”.

Ma le cose non sono andate come i sindacalisti speravano: “Purtroppo dobbiamo registrare come ancora una volta l’Amministrazione Penitenziaria ed in specie il Capo del Dap sembrano allergici a qualsiasi contestazione e confronto con i rappresentanti periferici delle organizzazioni sindacali. Il Pres. Ionta, infatti, non ha esitato ad allontanare dalla riunione il delegato locale della UIL Penitenziari che tra l’altro è un poliziotto penitenziario in servizio al femminile di Rebibbia. Il Capo del DAP è apparso visibilmente turbato ed infastidito dalle contestazioni che la UIL ha mosso verso l’operato del DAP. In particolare la UIL ha contestato la disposizione per la quale il DAP ha imposto il rientro a Rebibbia di personale femminile distaccato a L’Aquila a seguito dell’evento sismico. La UIL ha altresì sottolineato l’incongruenza e la contraddizione del DAP. Da un lato si fa rientrare personale già oberato da gravi problemi familiari . Dall’altro, come avvenuto alcune settimane fa, si dispongono distacchi di poliziotte penitenziarie da Rebibbia verso il DAP e verso la Segreteria del Ministro ! Si “saccheggiano” le periferie per riempire le stanze del potere!”.

Bellicose le conclusioni del sindacato: “Ma sappia il Capo del Dap che la sua insofferenza alle nostre critiche non ci farà regredire di un solo millimetro!!!!! Noi contestiamo e continueremo a contestare questi provvedimenti ad personam. Provvedimenti che nella situazione di emergenza che investe  Rebibbia Femminile sono uno schiaffo ai disagi, ai sacrifici, all’operatività del personale impegnato “in prima linea” Non possiamo che ripetere: vergogna! Vergogna! Vergogna! Noi continueremo a chiedere giustizia, equilibrio, pari opportunità. Qualche segretaria in meno al Dap e a via Arenula (sede del ministero della Giustizia, ndr), qualche agente in più in sezione a Rebibbia”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008