cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » vivere
Regola la dimensione del carattere: A A

Cantine d’Italia, luoghi da assaporare

Autore: . Data: giovedì, 5 novembre 2009Commenti (0)

Presentata al Wine Show di Torino la “Guida al vino quotidiano 2010” di Slow Food: bottiglie di qualità anche a meno di 5 euro

vinoSlowBuone notizie per i nostri lettori amanti del buon bere ma costretti a fare i conti ogni giorno con le conseguenze della drammatica crisi economica.

Da pochi giorni è in libreria (dopo che è stata presentata, la settimana scorsa, al Wine Show di Torino) una guida che propone vini di livello, da acquistare in cantina, a costi accessibili: è pubblicata da Slow Food editore e si intitola “Guida al vino quotidiano 2010 – i migliori vini d’Italia a meno di 10 euro in cantina” (a cura di Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, pp. 958, euro 16).

Sono recensite 4300 etichette distribuite in 1700 cantine e desideriamo immediatamente rassicurare i lettori meno abbienti (visto e considerato che per molte tasche la cifra di dieci euro a bottiglia è decisamente proibitiva): il criterio di valutazione qualità-prezzo è articolato per soddisfare una clientela molto vasta.

Infatti le fasce di costo abbinate alle bottiglie sono tre (sotto i 5 euro, da 5,01 a 8 e da 8,01 a 10) e ad ogni prodotto corrisponde una valutazione organolettica e qualitativa (da una a tre stelle, cioè da “buono” a “eccellente”). Peraltro non è raro – sfogliando attentamente la guida – imbattersi in cantine, da nord a sud del Paese, in grado di proporre prodotti di rilievo alla prima fascia di prezzo.

Qualche esempio? Se un lettore-girovago capitasse nell’astigiano in una cantina di Montegrosso strapperebbe un’ottima Barbera d’annata al costo di quattro caffè. Alla stessa sorte andrebbe incontro colui che, durante la settimana bianca, passasse a trovare il vignaiolo di Mezzacorona, vicino a Trento: a meno di 5 euro porterebbe a casa un eccellente Pinot.

Non si illudano, invece, i cultori di vini da invecchiamento: sul “prontuario” Slow Food non troveranno “offerte” riguardanti Barolo, Brunello o Sagrantino (tanto per citare tre denominazioni a prova di bomba), per il semplice fatto che neanche un benefattore venderebbe un simile prodotto (se di accertata qualità e con i relativi costi di produzione) a meno di 10 euro a bottiglia.

Potranno però, gli stessi cultori, agevolmente ripiegare su etichette meno blasonate ma di sicuro affidamento: restando ai tre esempi citati, al cospetto di una tavola imbandita non sfigurerebbero affatto un Nebbiolo acquistato a Diano d’Alba a poco più di 5 euro, un Rosso di Montalcino (disponibile in almeno una cantina dell’omonima cittadina) allo stesso prezzo o un Montefalco (nel perugino in più luoghi) sempre a costi popolari.

Hanno poco da temere anche gli amanti del vino bianco, finora non adeguatamente considerati da chi scrive. Alcune proposte di assoluto rilievo riguardano vini spesso e volentieri inavvicinabili da chi non possa vantare conti in banca a più cifre.

Pensiamo al Gavi, ottima etichetta ottenuta dal vitigno Cortese, con straordinario rapporto qualità-prezzo in svariate cantine piemontesi o, senza spostarsi eccessivamente, il Pigato ligure, proposto nel savonese a prezzi ragionevoli. Analogo discorso per il Verdicchio dei castelli di Jesi, reperibile nell’anconetano a costi ancora minori.

La citazione di ogni cantina è accompagnata da descrizioni più o meno approfondite riguardanti la storia e le abitudini dei produttori. In perfetto stile “slow”, a beneficio di chi pensa che la vita (a tavola, e non solo) vada assaporata lentamente, con la dovuta consapevolezza.

Paolo Repetto

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008