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Adiconsum: sull’acqua non si specula

Autore: . Data: venerdì, 20 novembre 2009Commenti (0)

Il responsabile Paolo Landi annuncia: “Se la normativa non sarà modificata appoggeremo un referendum abrogativo”

acquaL’Adiconsum interviene con decisione sulla vicenda della privatizzazione dell’acqua. “C’è bisogno di un’Autorità – ha spiegato Paolo Landi – non possiamo permettere che l’acqua diventi un bene su cui speculare. E’ grazie al ruolo del ‘pubblico’ se le tariffe sull’acqua in Italia sono rimaste contenute rispetto alle dinamiche che hanno avuto negli altri Paesi europei. C’è bisogno di investimenti per migliorare la rete e garantire un servizio di qualità ai consumatori. Il bando di gara deve essere un vincolo per tutti”.

L’apertura sulle modifiche tariffarie, da parte dell’Adiconsum, è vincolata a “precisi programmi di investimento, sui consumatori non hanno mai detto ‘no’ poiché sono consapevoli che per avere un servizio di qualità occorre investire”.

Dal momento che nella rete idrica non esiste concorrenza “obbligare a privatizzare anche laddove il servizio è svolto in modo efficiente da società pubbliche – sostiene ancora Landi – è un’imposizione inaccettabile, così come previsto dal testo di legge. Significa aprire la strada alla ‘privatizzazione’ del servizio acqua, come è già avvenuto in altri Paesi europei. Ricordiamo che in Francia, a partire da Parigi, si è tornati all’acqua del ‘sindaco”.

Adiconsum chiede infine che si realizzi un’Autorità di regolazione con pieni poteri a fianco di quella già presente per la rete elettrica e gas con articolazioni regionali. In assenza di modifica al testo approvato alla Camera, l’associazione appoggerà le iniziative di referendum abrogativo.

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