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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Riprendersi la libertà di stampa

Autore: . Data: sabato, 3 ottobre 2009Commenti (1)

Il diritto alla conoscenza è stato rubato con la complicità di molti giornalisti. Adesso tocca ai cittadini.

quartostatoE’ arrivata la giornata della ‘celebrazione’ ed oggi a Roma si manfesta per la libertà di informazione. Tra i promotori molti giornalisti, il loro sindacato, associazioni e parlamentari.

Improvvisamente tutti si sono accorti che c’è un pericolo, che in Italia si corrono dei rischi, che nelle mani di un uomo solo c’è un potere immenso e che lui lo sta usando, coi suoi alleati, per  lobotomizzare un popolo intero.

La libertà di stampa è prima di tutto il diritto alla conoscenza. Riguarda tutti i cittadini, perchè senza consapevolezze non c’è democrazia.

Sono anni ed anni che il Palazzo gioca con la vita stessa del Paese. I rappresentanti dei cittadini sono eletti dai partiti, la stragrande maggioranza delle opportunità possibili sono garantite (per giovani e meno giovani) solo se si hanno alle spalle le grazie di un quache ‘aiutino”. I comuni, le città e i piccoli paesetti sono sempre più invivibili, paralizzati dallo strapotere di consorterie che nominano, promuovono, scelgono tutto, dai vigili urbani ai direttori sanitari. La burocrazia travolge ogni giorno le persone, la corruzione è diffusa, il Paese è malato.

Tuttavia, il vero e proprio cancro che sta consumando l’italia è antico, non è cominciato con Berlusconi. Il Cavaliere ha solo perfezionato il meccanismo, ma la genesi della patologia viene da lontano.

Le responsabilità, sia chiaro, sono divise tra politica, media e cittadini.  La politica ha legiferato ed amministrato non per il bene comune, ma per favorire lobbies e gruppi di potere, i media non hanno raccontato la verità,  i cittadini  hanno continuato ad accettare lo stato delle cose senza capire che era necessario cambiare.

L’autrice di ‘Report’, Milena Gabanelli, ha detto in pochissime parole quello che è chiaro: “Tutti i politici di tutti i Paesi esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica”.

Oggi a Piazza del Popolo ci saranno molti ‘responsabili’ dello scempio nazionale, per l’occasione addobbati da difensori dei diritti. Sono quelli che Gabanelli ha definito “asserviti”. Molti altri, altrettanto temibili ed egualmente servili,  “asserviti” come gli altri, rimarranno a casa e sosterranno con il loro ‘vate’ che l’Italia è un Paese libero.

Perchè si possa ritrovare la strada della conoscenza, ritornare a pensare, riappropriarsi del diritto di scelta è indispensabile che i giornalisti siano una volta per sempre controllati dai cittadini, non dal Palazzo.

E’ il tempo che il popolo italiano si manifesti e riconquisti i proprio diritto a sapere.

Chi è letto, ascoltato, rispettato pur avendo un padrone da servire è ancora più colpevole di chi lo comanda. Che sia di destra, di centro o di sinistra. Questo dovrebbe essere il senso di una giornata altrimenti inutile. Il giornalismo italiano ha bisogno di una rivoluzione morale ed oggi si spera qualcuno riaffermi la necessità del protagonismo dei cittadini.

Non sarà facile, perchè la confusione regna sovrana e dopo anni ed anni di notizie manipolate e di servilismo pochi riescono a seguire una rotta chiara. E neppure sarà semplice distruggere l’ormai inveterata abitudine ad essere ‘tifosi’, ad interpretare la realtà sulla base non dei fatti, ma delle indicazioni imposte dai vari orientamenti culturali o politici.

Tuttavia, si deve cambiare perchè forse l’ultimo treno è in arrivo. Perso quello, comunque vada, i danni saranno irreparabili e la notte buia coprirà il Paese. Per L’Italia che ha già inventato l’orrore del fascismo non mancano argomenti per riflettere.

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Iniziamo a liberarci dell ordine dei giornalisti e restituiamo la stampa alla gente, come da costituzione!

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