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Reati di opinione

Autore: . Data: mercoledì, 14 ottobre 2009Commenti (1)

In Italia ritornano: Di Pietro e Belpietro sospettati di offesa all’onore del Capo dello Stato.

libertaNon sempre le opinioni sono condivisibili, ma mai debbono essere censurate o addirittura preseguite o represse. Nel clima di regime che ormai si respira nel Paese iero si è appreso che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di vilipendio dell’onore e del prestigio del Capo dello Stato.

Gli ‘osservati’ sarebbero il leader dell’Italia dei valori, Antonio di Pietro, e il direttore responsabile di ‘Libero’, Maurizio Belpietro. Due gli episodi al centro della vicenda: il primo riguarda la frase pronunciata da Antonio Di Pietro nei confronti di Giorgio Napolitano quando promulgò il 3 ottobre scorso la legge sullo scudo fiscale, il secondo si riferisce ad un articolo nel quale Belpietro, commentando il ritardo nello svolgimento dei funerali dei sei militari italiani uccisi in Afghanistan, suppose che fosse determinato dal viaggio in Giappone di Napolitano.

Di Pietro potrebbe essere colpevole di aver detto: “Napolitano affermando che non poteva non promulgare la legge criminale sullo scudo fiscale ha compiuto un atto di viltà e di abdicazione”, mentre Belpietro avrebbe attirato l’attenzione della Procura dopo aver scritto: “Invece di tornare a Roma è andato a mangiare i fusilotti”.

I magistrati avrebbero anche inserito nel fascicolo i resoconti di stampa e l’interrogazione fatta da Francesco Cossiga al ministro dell’Interno Maroni e al ministro della Giustizia Alfano in relazione alle affermazioni di Di Pietro.

L’ex presidente aveva chiesto ai due membri del governo di sapere “quali sanzioni disciplinari intenda adottare nei confronti degli ufficiali di Polizia giudiziaria della Polizia che non hanno fatto rapporto alla Procura di Roma per il reato di cui all’art. 278 del Codice Penale (offese all’onore ed al prestigio del Capo dello Stato); o se per caso il ministro sappia che per tali Ufficiali di Polizia giudiziaria dare del vile o del pavido al Capo dello Stato sia una notazione con aspetti non morali ma esclusivamente da giudizio scientifico in materia psicologica”.

Cossiga aveva aggiunto: “La Procura di Roma ha richiesto al ministero della Giustizia di compiere gli atti per esercitare l’azione penale contro Antonio Di Pietro per avere dichiarato che il capo dello Stato, promulgando la legge di conversione in legge del decreto legge contenente il cosiddetto Scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà ed ha dimostrato di essere un pavido?”.

Anche se è vero che nel codice esiste il reato di “offesa all’onore del Capo dello Stato” e anche evidente che in una democrazia qualunque opinione deve poter essere espressa, su chiunque e qualunque argomento.

In questi giorni il presidente del Consiglio, Berlusconi, è protagonista di uno scontro frontale con Napolitano ed il quotidiano di proprieta di suo fratello Paolo, ‘Il Giornale’, ha prodotto alcune ricostruzioni degli avvenimenti che hanno portato alla bocciatura del ‘lodo Alfano’ che il Qirinale ha smentito.

In quest’ultimo caso non si ha notizia di alcuna azione giudiziaria in corso. Eppure tra l’esprimere opinioni ed il fornire ‘cronache’ non confermate dai protagonisti esiste una differenza ben visibile.

Il clima nel Paese peggiora di ora in ora e l’idea di tirar fuori dall’oblio i reati di opinione è un ulteriore segnale del pericolo che corre la democrazia italiana. Anche se è chiaro che tutto finirà nel nulla l’episodio lascia sconcertati.

Adesso la Procura aspetta l’autorizzazione a procedere nell’indagine su Di Pietro e Belpietro dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il cui parere è vincolante.

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Commenti (1) »

  • Maria Paola ha detto:

    Come mai le affermazioni di Berlusconi su Napolitano non possono essere considerate “vilipendio al Capo dello Stato” in base all’art. 278 del Codice Penale (offese all’onore ed al prestigio del Capo dello Stato)? Mi sembrano più gravi le sue, in quanto Capo del Governo !

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