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La storia di Marrazzo scatena gli italiani

Autore: . Data: mercoledì, 28 ottobre 2009Commenti (0)

Su Facebook impazza il razzismo, i ‘maschi veri’ sono all’arrembaggio eppure i colpevoli sono i ricattatori.

marrazzo2L’affaire Marrazzo sta mostrando in modo chiaro i danni prodotti dall’egemonia culturale della destra televisiva, omofoba e razzista. Dopo anni di bombardamenti mediatici i modelli banali e aggressivi proposti non solo dalla Lega, ma dal centro destra in generale stanno uscendo dall’ombra senza che nessuno sappia reagire proteggendo il Paese da un medioevo di ritorno.

Il ‘Governatore’ del Lazio ieri si è dimesso, mostrando una innegabile dose si onestà intelletuale che è mancata a molti altri coinvolti in vicende molto più gravi. Perchè in questa storiaccia Marrazzo è il ricattato e i carabinieri corrotti i malviventi. La sua colpa è quella di non aver detto la verità subito e per questo ha pagato. Altra cosa sono le reazioni di parte dell’opinione pubblica.

In questo capitolo dell’affaire si notano gli aspetti più preoccupanti per lo stato di salute mentale del Paese. La relazione tra gli insulti agli stranieri, l’orgoglio ‘nazionalista’, il disprezzo per i ‘diversi’, le sanzioni contro mendicanti e senza tetto, la rappresentazione dell’uomo che “non deve chiedere mai”, il gossip imperante su personaggi senza spessore e qualità hanno infine prodotto gli effetti voluti.

Un popolo da sempre costretto a subire una struttura sociale praticamente immutabile, non abituato a comprendere l’importanza della moblità dei ruoli e la bellezza delle opportunità, vittima dello strapotere delle clientele e del potere ereditario sembra essere entrato definitivamente in un deserto nel quale le idee, la capacità di comprendere quello che non si conosce, la coesistenza pacifica sono diventati elementi non solo da censurare, ma da combattere con decisione.

La vicenda che riguarda il presidente della Regione Lazio è per molti versi simile a quella che ha coinvolto il premier Berlusconi. Disse del Cavaliere sua moglie Miriam Bartolini, chiamata ancora col nome d’arte Veronica Lario: “E’ un uomo malato e ha bisogno di cure”. La stampa estera per lui ha più volte parlato di “dipendenza sessuale” e ‘The Times’ ha affermato: “Berlusconi consigliato di entrare in una clinica per guarire la dipendenza sessuale“ o ‘Der Spiegel’: “Si deve far curare in una clinica per dipendenze sessuali”.

Non è detto che la ‘diagnosi’ della signora Bartolini abbia fondamento, ma non si può negare che la bagarre prodotta della feste in Sardegna o a Palazzo Grazioli, le escort, il continuo circondarsi di ragazze molto giovani e l’ormai dimenticata Noemi Letizia non siano state tanto devastanti per la coscienza nazionale quanto gli incontri di Marrazzo con dei transgender.

La presunta alta frequenza con la quale il ‘Governatore’ del Lazio organizzava i suoi appuntamenti, la quantità di denaro che spendeva (5000 euro per un incontro mercenario sono una cifra assolutamente ‘fuori mercato’), la totale mancanza di cautele con le quali l’ex giornalista di ‘Mi manda Ratre’ si recava in luoghi assolutamente ‘off limits’ per un personaggio pubblico, fanno pensare che anche nel suo caso si possa ipotizzare uno stato di ‘dipendenza’. Non da trans, ma da sesso.

Per chi si occupa di governare non deve esistere sfera privata o privacy, che dir si voglia. Chiunque può fare quel che crede della propria vita sessuale (a patto non produca violenza nei confronti di altri, è ovvio), ma deve rendere il rischio di ricatti inesistente. Perchè il ruolo ricoperto impone garanzie nei confronti dei cittadini.

Berlusconi non ha mai voluto spiegare per davvero e fino in fondo cosa sia accaduto per i fatti che lo hanno rigardato ed oggi insiste nello scherzare sulle sue ‘avventure’, continuando a mostrare un comportamento da ‘uomo virile’ o, come è stato definito all’estero da ‘libertino’.

Marrazzo è stato vittima di un ricatto organizzato addirittura da quattro carabinieri, non ha frrequentato un faccendiere che potrebbe aver truffato la pubblica amministrazione. E’ censurabile perchè non si è subito rivolto alla magistratura, ha in un primo momento negato e non ha raccontanto tutto (ancora adesso) senza reticenze, non certo perchè gli piaceva vedere dei transgender.

Dov’è allora la sua ‘colpa’, perchè qualunque notizia lo riguardi è super clikkata in rete più degli articoli nei quali si affrontano crisi, povertà, disagi sociali, disoccupazione?

E’ facile rispondere: il presidente della Regione Lazio non si intratteneva con donne, ma con dei “viados”.

Ecco una serie di commenti che alcuni ‘soci’ di Facebook hanno lasciato sul social network:

Fabrizio Lanzi: “Mi fate ridere, almeno Silvio andava a donne!!”. Massimiliano Giordano: “Ma è vero che Marrazzo caga e non se ne accorge????”. Francesco Mezzatesta: “Da mi manda rai 3 a me lo mettono in 3″. Maria Antonia: “Adesso se Marrazzo fosse un cittadino normale a quest’ora sarebbe in galera per favoreggiamento alla prostituzione. Prova anche per esperimento a farti trovare nella stessa situazione e vedi che guaio passi… invece c’è gente che invece d’indignarsi lo sostiene!”. Serena Carlesi: “…meno male che a Silvio piacciono le bionde!”. Massimiliano Giordano: “Questo Marrazzo si è fatto il culo per la regione!!!! hahahah”. Enrico Nardin: “Sembra cosi! Dal portavoce di Prodi a Vendola da Luxuria a Marrazzo… ecco perchè quel bordello per la D’Aaddario!!! ahahahahh”. Flavio E Emanuela Pulcini: “Mejo er Cavaliere ch và a escort che stà merda comunista che và a TRANS LI MORTACCISUA”. Raffaele Ponticelli: “Vojo lo speciale ANNO ZERO con i trans del Marrazzo!!!solo così quegli sfigati del cazzo di anno zero potranno dire di non essere un programma di parte!!”. Giuliano Principi: “MIO FIGLIO NON ANDREBBE MAI CON DEI TRANS, LA VOGLIA DI FIGA LA SI HA NEI GENI!”. Fabrizio Lanzi: “Mi fate ridere, almeno silvio andava a donne!!”. Andrea Podestà: “Si è dimesso per problemi di salute.. gli farà male il culo!!!!!”. Marco Faratro: “A Marazzo so 7 anni che vai a coccodrilli basta con la ciccia baffuta, meglio l omini che puzzano”. Mirabile Davide: “Nuovo slogan della Sinistra: “Per gli Italiani diamo pure il culo”".

I messaggi di questo tipo sono centinaia. Mostrano una assoluta non conoscenza dei fatti, come quello improbabile in cui Maria Antonia parla di “favoreggiamento della prostituzione” (mai imputabile al cliente o a chi si concede, poiche in Italia la pratica è legale), mentre nessuno è indignato dal comportamento di quattro carabinieri presunti ricattatori. Tutti rilevano in modo esplicito o implicito che un transessuale, o incontrarsi con un transessuale, è un comportamento non ‘macho’, persino alcune donne si manifestano sostenitrici del ruolo virile del maschio. Forse persino Marrazzo è in crisi non tanto per i fatti criminali legati a questo affaire, ma per l’imbarazzo di aver avuto rapporti con un mondo comunque considerato ‘proibito’. La responsabilità della confusione è anche della stampa, occupata a cercare il torbido o i retroscena politici legati alla ‘autosospensione’ del ‘Governatore’ prima ed alle dimissioni adesso e per nulla impegnata a scoprire quanto la corruzione nelle Forze dell’ordine possa essere estesa.

Intanto, negli ultimi giorni a Napoli un giovane docente napoletano omosessuale ha denunciato di essere stato aggredito da tre teste rasate nella metropolitana. Stava tornando a casa dal lavoro ed erano le sei del pomeriggio.

A Roma due uomini a bordo di un’auto hanno inseguito e investito una transgender. Il presidente dell’Arcigay di Roma ha così descritto l’accaduto: “Ci è stato segnalato un episodio di violenza all’Eur ai danni di una persona transgender che adesso è ricoverata in ospedale dove ha subito un intervento alla testa”. Una testimone straniera che ha assistito alla scena ha detto: “L’avevano presa di mira. L’hanno inseguita con l’auto: c’erano due uomini a bordo. Ho visto bene. E lei è scappata ma quando si è voltata, l’hanno investita. E’ caduta e ha battuto la testa”.

Ad Ostia, sul litorale romano, al grido di “frocio comunista” è stato picchiato un giovane di trent’anni, critico musicale. Gli aggressori sarebbero stati ‘attirati’ dal suo modo di vestire. Tre persone lo hanno assalito alle spalle e colpito a calci e pugni. In ospedale i medici gli hanno diagnosticato la rottura del setto nasale, di una costola e traumi allo zigomo. Lui ha raccontato: “Quando mi hanno visto mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho continuato a camminare per la mia strada. Loro sono arrivati alle spalle, mi hanno urlato ‘frocio comunista’ e poi mi hanno massacrato alle spalle. Pensavo che mi avrebbero ammazzato”.

Anche giornali insospettabili mostrano segnali razzisti o sessisti, pur in modo molto sfumato. In un articolo de ‘Il Corriere della Sera’ si legge a proposito delle reazioni avute dalla moglie di Marrazzo dopo l’inizio della vicenda: “Ma non è questo il tempo delle parole, delle spiegazioni, adesso quello che conta è stare insieme – così ragiona un’ami­ca della coppia – condividere come prima il lettone in ferro battuto che Roberta si porta dietro da sempre. Come un ni­do, un estremo rifugio. Per Pie­ro non ci sarà bisogno di un te­rapeuta – continua l’amica del cuore – perché Roberta per lui, da sempre, è la migliore tera­peuta che possa esistere, con la sua capacità di parlare, di ri­dere, di riflettere. Forse, più in là, si prenderanno anche una vacanza. Per stare vicini, per ri­trovarsi. Ma è presto per fare programmi, questi sono solo i giorni del dolore e della fatica di andare avanti”.

Le parole pronunciate dalla presunta “amica della coppia” non sono virgolettate, il riferimento al “lettone in ferro battuto”, “nido” ed “estremo rifugio”, il sostenere che “non ci sarà bisogno di un te­rapeuta” perchè una moglie-donna è “la migliore tera­peuta che possa esistere” fanno pensare alla necessità di una ‘redenzione’, alla ‘riabilitazione’ di un ‘trasgressore’ che finalmente tornerà ‘alla normalità’ con una femmina vera e non si accompagnerà mai più con una creatura ‘indefinibile’ e ‘colpevole’ come un transgender.

I rumors della capitale parlano con sempre maggiore insistenza di altri personaggi noti coinvolti nei ricatti della “banda delle mele marce”. Si va da un politico di centro destra ad uno di cento sinistra, di alcuni professionisti ed imprenditori. Notizie vaghe, ma sembra fondate, perchè il meccanismo escogitato dai presunti taglieggiatori averbbe un senso solo se ‘seriale’, altrimenti le cifre chieste al solo presidente della Regione Lazio non giustificherebbero il rischio della galera.

Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha detto: “In Italia ci sono circa 9 milioni di clienti di trans e il 50 per cento a Roma”. E questo è l’ultimo tassello del puzzle: il popolo che urla contro i trasgressori e trasgredisce, ma in segreto. D’altra parte se lo fa chi comanda perchè i servi dovrebbero astenersi?

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