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Irpef: Berlusconi batte un colpo dalla dacia

Autore: . Data: venerdì, 23 ottobre 2009Commenti (0)

Anche dalla lontana Russia il premier non rinuncia alla propaganda.

berlusconi-putinNonostante sia occupato in una ‘visita personale’ al suo amico Putin, Berlusconi ha lanciato un nuovo annunncio secondo il quale il governo ha “allo studio altri interventi per ridurre la pressione fiscale, aumentare i consumi e agevolare gli investimenti: tra questi il taglio graduale dell’Irap fino alla sua soppressione”.

Il bello della politica italiana è che chiunue può esternare come meglio crede. Se il ministro Tremonti ha di recente difeso ‘il posto fisso’  (anche se il governo ha tagliato decine di migliaia di insegnanti e le imprese private oltre all’esplosione di cassa integrazione e mobilità non stanno rinnovando un numero imrecisato di contratti per i cosiddetti precari) perchè mai il presidente del Consiglio non dovrebbe parlare di diminuzione delle tasse?

Forse perchè ieri sono stati diffusi i dati dei deficit medi di bilancio nei Paesi dell’eurozona nel 2008. L’ufficio statistico dell’Unione, Eurostat, ha ‘scoperto’ che, considerando il debito pubblico, nove stati membri superano il tetto del 60 per cento del pil previsto dal trattato di Maastricht.

E chi guida la classifica dei peggiori? L’Italia, natrralmente, che supera da sola quota 100, attestandosi ad un ‘vigoroso’ 105,8 per cento.

Dietro e ben staccati ci sono la Grecia al  99,2 per cento, il Belgio all’ 89,8, l’Ungheria al 72,9, la Francia al 67,4, il Portogallo al 66,3, la Germania al 65,9, Malta al 63.8 e l’Austria al 62.6.

Eurostat ha anche fatto notare che nel 2008 la spesa pubblica nella ‘zona euro’ (i Paesi che adottano la moneta unica)  ha rappresentato il 46,8 per cento del pil e le entrate il 44,8. Per tutti i 27 membri, invece, i dati sono stati rispettivamente un eguale 46,8 per cento ed un inferiore 44,6 per le entrate. In ogni caso vi è stato un aumento della spesa pubblica e un calo delle entrate.

Come può in queste condizioni il presidente del Consiglio parlare di una diminuzione delle tasse?

Ancor più interessante la tesi sull’aumento dei consumi. Sempre ieri l’Istat ha diffuso i dati delle vendite al dettaglio nel mese di agosto. Anche in questo caso c’è stata una diminuzione per i prodotti alimentari dello 0,1 per cento, mentre l’indice è rimasto stabile per i prodotti non alimentari.

Tuttavia, nel confronto con il mese di agosto del 2008, il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha presentato una diminuzione del 2,9 per cento, con variazioni negative del 2,8 per cento sia per le vendite di prodotti alimentari sia per quelle di prodotti non alimentari.

Il calo complessivo è la risultante di flessioni del 2,4 per cento per le vendite della grande distribuzione e del 3,3 per cento per quelle dei piccoli negozi.

Come mai i cittadini comprano meno? La risposta è sotto gli occhi di tutti, perchè i soldi non bastano. Cos’abbia in mente il premier per favorire i consumi non si sa, poichè non si dispone di alcuna notizia su provvedimenti strutturali in grado di combattere la crisi, ma forse il ricorso alla moltiplicazione dei pani e dei pesci potrebbe essere la soluzione. Tanto gli annunci sono gratuiti e nessuno rileva mai l’assoluta surrealtà dei medesimi. E’ l’Italia, il Belpaese.

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