cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, tu inviato
Regola la dimensione del carattere: A A

I pedofili che ci sono tra noi

Autore: . Data: martedì, 27 ottobre 2009Commenti (0)

Una provocatoria riflessione sul labile confine tra sesso “consapevole” e perversione. Un articolo per “Tu Inviato”  

striscionegay_pedofiliEsistono fenomeni sociali di cui tanti parlano talvolta con leggerezza, scherzandoci sopra, talvolta col fervore dello scandalismo. Gli stessi, spesso, si giudicano dall’alto della moralità e dell’intelligenza consapevole.

Ecco, al tavolo di un bar, ragazzotti che si danno vicendevolmente dei “pedofili” perché attratti da una ragazzina alla prima minigonna. Ecco, dall’altra parte, i qualunquisti che s’ingrugniscono seriosi mentre prospettano soluzioni nette al dilagare della pedopornografia: taglioni, sedie elettriche, evirazioni a quei “porci”, malati ed infami.

A costo di considerarci pazzi, ci spingiamo a dire che la pedofilia va capita, compresa e persino giustificata. Come si spiega una simile affermazione?

Non siamo studiosi del fenomeno, eppure ci capita di partecipare a quelle basse inclinazioni, quelle becere compulsioni.

Nessuno si sente mai “pedofilo”? Qualcuno è disposto a credere ai suoi occhi quando, finito di guardare le natiche di una mannequin in tv, scoprirà che in realtà si tratta di una dodicenne che non ha ancora avuto il ciclo? O quando verificherà che le chiavi più cliccate sul web sono di indubbia interpretazione… teen, lolita, babe?

Cosa succede quando si incomincia a non considerare le ragazzine che vediamo giocherellare in spiaggia come bambine in avanscoperta del mondo, ma come corpi nel fiore della loro trasformazione, bellezze in miniatura, bamboline che in fondo in fondo sono già grandi?

Succede che poco alla volta si sprofonda nella perversione rischiando di non riemergere più, se non per ferire di nascosto quelle piccole creature diventate improvvisamente prede. Succede che non ci si sente soltanto dei pedofili, ma che si rischia di agire di conseguenza, con spaventose ed odiose conseguenze.

Psicologia da due soldi? Ricerca di un male preteso comune per trarne un gaudio consolatorio? Può darsi. Di certo sarebbe ora di iniziare a riflettere sul grado di coinvolgimento dell’uomo (e della donna naturalmente) col suo sentire, di fronte ai grigi del richiamo sessuale, che non è mai bianco o nero anche di fronte ad un minorenne indifeso.

Lo testimoniano le migliaia di indagati, le centinaia di arresti, le decine e decine di violenze sui minori consumate nei luoghi della povertà come negli attici più lussuosi.

Massimo Crespi

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008