cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Agenzia investigativa ‘Mattino 5′

Autore: . Data: venerdì, 16 ottobre 2009Commenti (0)

Seguito Misiano, il giudice della condanna a 750 milioni per Finivest. Che faceva? Andava dal barbiere.

mattino5Il baratro nel quale sta cadendo il giornalismo italiano è profondissimo. Dopo l’affermazione di Berlusconi sul giudice estensore della sentenza che condanna la sua azienda ad un risarcimento nei confronti di Cir, “Presto ne vedremo delle belle sul conto del giudice Misiano”, la trasmissione ‘Mattino 5′  ha mandato in onda un servizio con immagini “in esclusiva” su comportamenti “stravaganti” del giudice milanese.

Che raccontava lo scoop? Girato con telecamere nascoste, si vedeva il magistrato uscire di casa, passeggiare ed andare da barbiere. Il commento era: “Nel suo weekend, lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali, sveste la toga e si cala nei panni del comune cittadino. Certo, non un cittadino qualunque”.

La realizzatrice del servizio ad un certo puntofaceva sapere: “Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati”, anche se nessuno era in grado di capire a cosa si riferisse la reporter, perchè nulla di strano si era visto fino a quel momento.

A quel punto il filmato mostrava  Misiano davanti alla vetrina del barbiere in attesa del suo turno. La voce informava “è impaziente e non riesce a stare fermo. Avanti e indietro… “, perchè secondo la realizzatrice è abituale rimanere immobili e catatonici in attesa del taglio dei capelli, mentre passeggiare è un comportamento inquetante. Tanto da aggiungere: “Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora avanti e indietro”.

Mentre lo spettatore si aspettava chissà cosa, le immagini si prendevano cura di mostrare Misiano con il viso coperto dalla schiuma da barba e il commento era: “Forse non sa ancora che il Csm lo sta promuovendo con un bel sette, che per un magistrato equivale a un 30 e lode universitario”.

Il giudice ha avuto un avazazamento di carriera automatica per anzianità, prevedibile quanto la necessità di un ombrello in caso di pioggia, ma questo la solerte ‘inviata’ forse non lo sapeva, tanto da dire: “Tra la stravaganza del personaggio e la promozione del Csm, c’è qualcosa che non funziona”.

Il video si concludeva con un segmento di televisione indimenticabile. Le immagini riprese da lontano, quasi fossero realizzate da un reparto speciale di investigatori impegnati nella sorveglianza di un killer della mafia, facevano vedere Misiano seduto su una panchina in un parco, rilassato a fumare un’altra sigaretta. La narrazione della reporter era ficcante: “Un’altra stranezza: guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare”.

Il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, ha commentato così lo sforzo ‘investigativo’ di ‘Mattino 5′: “Visto che il presidente del Consiglio continua a deprecare ‘l’uso criminoso’ della Tv, ancora una volta tirando in ballo a sproposito ‘Annozero’ gli rivolgiamo una domanda come considera l’uso della Tv che è stato fatto ieri mattina dalla più importante rete Mediaset?”.

Natale ha continuato rilevando che il servizio di  ‘Mattino 5′  somigliava molto ad un “pestaggio mediatico, del quale peraltro l’onorevole Berlusconi aveva già dato il preavviso nei giorni scorsi”. “Ci sembra – ha concluso – un tema ben più rilevante che non le minacce di ritorsione sul canone Rai al solito segnate dal suo clamoroso conflitto di interessi”.

L’Associazione nazionale magistrati ha criticato il reportage e dichiarato: “Chiediamo al Garante della privacy, e a tutte le persone e le istituzioni che abbiano titolo e responsabilità per intervenire, di far cessare questa vergogna”. L’autority ha risposto di aver intenzione di occuparsene.

Per l’Anm si è trattato di una “gravissima campagna di denigrazione e di aggressione nei confronti del giudice Raimondo Mesiano, da parte dei giornali e delle televisioni del gruppo Fininvest e della famiglia Berlusconi”.

Il presidente e il segretario del sindacato dei magistrati, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, si sono definiti “esterrefatti e indignati”, aggungendo che ‘Mattino 5′, il programma di intrattenimento di Canale 5 “ha pedinato il giudice Mesiano filmandolo abusivamente nei suoi spostamenti privati, peraltro assolutamente normali e ciò nonostante definendo “stravaganti” i suoi comportamenti. Oggi, il quotidiano ‘il Giornale’ pubblica il racconto di un anonimo avvocato che tre anni fa avrebbe carpito in un ristorante alcune frasi dello stesso giudice, a commento dei risultati delle elezioni politiche 2006″.

I rappresentanti dell’Anm si riferivano ad un altro  ‘scoop’, de ‘Il Giornale’, nel quale si riferivano ‘ricordi’ (senza alcun riscontro documentabile: registrazioni, tesimonianze incrociate, nome e cognome della fonte) di una cena nella quale Misiano avrebbe duramente criticato Berlusconi.

Per i vertici dell’Anm l’articolo era “evidentemente privo di qualsiasi riscontro, e dal quale tuttavia non si potrebbe trarre alcun elemento sulla mancanza di correttezza del magistrato nell’esercizio della giurisdizione. Non crediamo che esistano precedenti simili in Italia, per denigrare una persona e delegittimare una funzione essenziale e delicata per la civile convivenza in uno Stato di diritto”.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Letizia Gonzales, ha detto: “Ho posto la questione della trasmissione di Claudio Brachino, iscritto in Lombardia, all’ordine del giorno del consiglio della prossima settimana. Per il ruolo che ricopro non posso fare commenti”.

E Brachino? Non ha dubbi: “Per me le parole sono molto importanti e oggi l’unica vittima di pestaggio mediatico sono io”. Il giornalista, direttore di Videonews e conduttore di ‘Mattino 5′, ha insistito: “Intanto Canale 5 non ha pedinato nessuno, ma è semplicemente la rubrica di opinione di una testata che si è occupata del caso del giorno, esercitando il diritto di cronaca. Ospite del giorno era già previsto il vicedirettore de ‘Il Giornale’, Alessandro Sallusti al quale ho fatto una domanda legittima, partendo da un articolo pubblicato sul suo giornale, ovvero se la promozione di Mesiano dopo la sentenza sul Lodo Mondadori apparisse legittima o politica. Dopodichè, utilizzando immagini che come ogni giorno mi arrivano sulla scrivania da diverse fonti e agenzie su personaggi di cronaca o del gossip, ho ritenuto di fare un pezzo su questo giudice che indubbiamente è uno dei personaggi pubblici del momento”.

“Le immagini – ha aggiunto Brachino- non sono frutto di alcun pedinamento, ma sono riprese su un marciapiede mentre lui va dal barbiere. Ho chiesto ad una nostra cronista di farci un pezzo senza epiteti nè giudizi politici. E infatti il pezzo non ha valutazioni politiche nè di altro tipo, c’era solo la parola ‘stravagante’, di cui si può parlare, ma non mi sembra un insulto. Poi possiamo discutere anche se il calzino è di buono o cattivo gusto. Ma non mi sembra una cosa per cui ricevere accuse di aggressione mediatica”.

Il commento sulla vocazione investigativa di ‘Mattino 5′ fatto da Antonio Ricci, autore di ‘Striscia la notizia’ può essere facilmente condiviso: “Attenzione, che in giro è pieno di cretini con la camera”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008