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Ad Anagni operai sul tetto della fabbrica

Autore: . Data: martedì, 20 ottobre 2009Commenti (0)

Sono quelli della Videocon che difendono il posto di lavoro.

lavoratori1Gli operai della Videocon di Anagni sono saliti ieri sui tetti del loro stabilimento per protestare contro la decisione della multinazionale indiana proprietaria dell’impianto di avviare le procedure di mobilità per tutto il personale, circa 1350 lavoratori.

Ad annunciare la protesta è stata la Filcem Cgil, ha espresso solidarietà ai lavoratori. “Con un clamoroso voltafaccia, i vertici aziendali hanno deciso di avviare le procedure di mobilità per tutto il personale nonostante nel recente incontro del 7 ottobre scorso il ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Lazio avessero assicurato la prosecuzione della cassa integrazione straordinaria fino alla primavera del 2010, proprio per consentire una soluzione industriale alla vertenza” ha detto Francesco Fontanelli, segretario nazionale della Filcem-Cgil.

ll sindacalista ha ricordato che il prossimo 26 ottobre era già programmato un incontro con la proprietà indiana per conoscere i nomi di ipotetici nuov investitori interessati a rilevare lo stabilimento di Anagni. Il clima è molto teso e non promette niente di buono, ha aggiunto Fontanelli ed ha denunciato “una sfacciata insensibilità sociale dell’azienda che non ha nemmeno atteso la firma del decreto per il proseguimento della cassa integrazione, prevista per la fine di questa settimana”.

L’assessore Regionale Francesco Scalia ha raggiunto nel pomeriggio i lavoratori della Videocon. Scalia “già in occasione dei precedenti vertici presso il Ministero dello Sviluppo Economico e delle Attività Produttive, si era fatto carico di rappresentare le esigenze dei dipendenti Videocon, ha espresso ai manifestanti la propria solidarietà, assicurando che continuerà ad esercitare le dovute pressioni perché l’azienda rispetti gli impegni presi presso il Ministero non più di dieci giorni fa”, ha reso noto un comunicato dell’asseorato.

“La proprietà indiana – ha detto Scalia – si è impegnata davanti alle autorità istituzionali a non aprire la mobilità e a consentire invece una valutazione seria dei progetti presentati, in accordo con i rappresentanti istituzionali e le organizzazioni sindacali. Ritiri, pertanto, le lettere inviate, e tenga fede agli accordi. L’intesa raggiunta presso il Ministero, in occasione dell’ultimo vertice – ha aggiunto Scalia – prevede non soltanto l’analisi condivisa dei progetti, ma anche un sostegno concreto ed economico da parte dell’azienda al processo di riconversione dello stabilimento. Quella intesa va onorata. La Regione Lazio, intanto, si sta muovendo per accelerare l’erogazione dei fondi per la cassa integrazione”.

In un comuncato Sdl intercategoriale ha scritto: “La ex Videocolor, seconda industria del Lazio per numero di occupati è stata acquisita ormai da circa cinque anni dalla multinazionale indiana Videocon con la promessa di un rilancio industriale dello stabilimento. Da allora ad oggi la multinazionale ha perseguito il suo reale obiettivo e cioè quello di costituire una rete commerciale in Italia ed in Europa per le produzioni industriali effettuate con i marchi Videocon tra cui ad esempio marchio Nordmende, quasi
esclusivamente importati dall’India”.

Il sindacato ha insistito: “Dei progetti di industrializzazione presentati ormai cinque anni fa non vi è più traccia ed ora dopo cinque anni di cassa integrazione la proprietà annuncia la chiusura dello stabilimento anagnino ed il licenziamento di tutti i lavoratori. SdL Intercategoriale e le altre Organizzazioni Sindacali richiedono l’immediato ritiro del licenziamenti e la reindustrializzazione del sito come da impegni che la stessa Videocon ha assunto nel corso degli ultimi incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico”.

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